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ACADEMY AWARDS 2018 ALL’INSEGNA DEL FANTASTICO

written by Giulia De Filippo marzo 6, 2018

Coco, 2017, lungometraggio Pixar diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina

La notte degli Oscar rappresenta sicuramente la serata più importante del panorama cinematografico: decine di maestri della settima arte si riuniscono per premiare il meglio del meglio e per celebrare degli artisti sensazionali, che con il loro lavoro contribuiscono a regalarci ogni anno tutti i film che ci fanno innamorare. Raramente i titoli che hanno a che fare col fantastico vengono inclusi nelle categorie di punta dell’Academy Awards, ma quest’anno sono ben due i titoli con un pizzico di magia su cui è doveroso soffermarsi. Il primo film a cui dedicare qualche minuto è sicuramente La Forma dell’Acqua, diretto da Guillermo del Toro, già vincitore indiscusso del Leone d’Oro a Venezia. Il regista messicano è sempre stato legato alla rappresentazione del fantastico ed in particolare alla rappresentazione di creature “mostruose”, combinando ambientazioni storiche incredibilmente realistiche con gli elementi magici più iconici.

Il Labirinto del Fauno, 2006, Guillermo del Toro

La Forma dell’Acqua può essere sicuramente ricollegato a titoli come La Spina del Diavolo (2001) e Il Labirinto del Fauno (2006), che si concentrano sulla guerra civile spagnola; ma si focalizza sulla Guerra Fredda nei primi anni Sessanta.

Rimane l’elemento grottesco, incredibilmente connotativo, che però si mescola in modo magistrale con una nota romantica, fino ad ora esplorata solo parzialmente se consideriamo che i due titoli precedentemente citati si focalizzano sul rapporto dei bambini col magico. Lo stile però resta inconfondibile: non a caso il mostro de La Forma dell’Acqua e il fauno de Il Labirinto del Fauno sono interpretati dallo stesso attore, che nel film del 2006 prestava anche le sembianze all’uomo pallido, che nelle movenze ci ricorda vagamente l’uomo anfibio; inoltre in Elisa sembra di rivedere alcune delle movenze di Ofelia. Questo film, che ieri ha portato a casa quattro statuette, tra cui quella per il Miglior Film, mette da parte la triste parentesi Crimson Peak, forse il film più commerciale del regista, e ci riporta allo stile inconfondibile di Del Toro, che o si ama o si odia, ma con una marcia in più e una cura per i dettagli che sicuramente non traspariva dai film precedenti. In conclusione la Forma dell’Acqua è un film duro e tagliente, ma allo stesso tempo fine e con una nota goliardica che calza a pennello.

Il Labirinto del Fauno, 2006, Guillermo del Toro

Film decisamente più scanzonato ma altrettanto sorprendente è stato sicuramente Coco in una categoria, quella del miglior film d’animazione, che quest’anno è da considerarsi decisamente sottotono e priva della varietà di stili e titoli che sempre l’ha contraddistinta. Nonostante tutto, il film della Pixar ha fatto centro, come non faceva dai tempi di Ribelle- The Brave. Non fraintendeteci, la casa di produzione interna alla Walt Disney Company ha sempre creato prodotti di qualità molto elevata, ma da un paio d’anni sembrava non riuscire più a sbalordire come un tempo, finendo per creare titoli sicuramente piacevoli, come Inside Out, ma che non esprimevano a pieno il talento dei creatori di capolavori come Alla Ricerca di Nemo o Gli Incredibili. Coco ha riacceso in noi la scintilla, emozionandoci come un film d’animazione non faceva da tempo e quindi possiamo affermare che la sua vittoria non è stata affatto una sorpresa: un mix di colori, tradizioni e musica che farebbe innamorare chiunque, anche i più scettici.

La Forma dell’Acqua, 2017, Guillermo del Toro

Coco però ha portato a casa una seconda statuetta, quella per la Migliore Canzone Originale, aggiudicandosi una vittoria tutt’altro che scontata. Alla fine Robert Lopez e Kristen Anderson-Lopez si sono portati a casa l’Oscar grazie alla stupenda Remember Me, replicando il successo del 2014, quando ottennero la statuetta grazie a Let It Go, canzone simbolo di Frozen – Il Regno di Ghiaccio.

Stiamo parlando di due titoli davvero sensazionali, che vi invitiamo decisamente a recuperare al più presto: il primo da gustare circondati da un pubblico più maturo, il secondo da gustare accompagnati da tutta la famiglia.

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