Home Approfondimenti EROINE FANTASY DI IERI E DI OGGI

EROINE FANTASY DI IERI E DI OGGI

written by Stefania Sottile marzo 8, 2018

Cate Blanchett è Galadriel ne Il Signore degli Anelli, ritratto realizzato da “I ritratti di Alessandra”

Nella letteratura fantasy troviamo da sempre moltissimi riferimenti ad eroine che hanno combattuto battaglie, sconfitto i propri carnefici, aiutato altri a sopravvivere o semplicemente che si siano prese cura degli altri.

Potremmo raccontarvi le gesta di queste straordinarie guerriere, di epiche battaglie e scontri mortali, ma in onore della Giornata Internazionale della Donna vogliamo ricordarle soprattutto per le conquiste sociali, economiche e politiche nella letteratura fantasy.

Un’eroina infatti non è solo una guerriera, portatrice di sogni e speranze, non è solo in grado di combattere fisicamente delle battaglie e fronteggiare gli avversari con la forza dei propri muscoli e la prontezza della propria mente.

Un’eroina è prima di tutto una donna, un’anima che ha bisogno di forza, determinazione ed esperienza per poter superare gli ostacoli, fronteggiare le ingiustizie e conquistare le proprie battaglie, esattamente come ogni donna che vive la propria vita nel mondo reale.

Un’eroina è una combattente che non perdona le ingiustizie subite, le discriminazioni né tanto meno le violenze subite.

Molti fantasy hanno incentrato le proprie storie sulle gesta di una donna, e moltissime sono le donne non protagoniste che troviamo nei nostri fantasy preferiti. Ricordiamo Katniss di Hunger Games, Tris di Divergent, Elena del Diario del Vampiro, Annabeth di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, Nihal della Terra del vento delle Cronache del Mondo Emerso, Fang de Caccia Mortale, Vita di Vita e il libro dei morti, Clary in Shadowhunters, Bella in Twilight, Lucinda di Fallen, Arwen nel Signore degli Anelli, Arya e Sansa Stark o Daenerys di Game of Thrones, Hermione, Tonks, Lily, Molly nella saga di Harry Potter o persino Rey o Leia di Star Wars. Questi sono solo alcuni esempi della ricchezza narrativa che ci è stata offerta nell’ultimo secolo dagli autori fantasy.

Carrie Fisher è la Principessa Leila in Star Wars, ritratto realizzato da “I ritratti di Alessandra”

Ognuna di queste donne ha dovuto lottare per proteggere sé stessa, un familiare, il proprio popolo, il proprio amore o per non perdere la propria vita.

Queste donne hanno dimostrato che il fantastico non è solo un genere in cui gli uomini sono eroi e protagonisti indiscussi dei racconti. Infatti, seppur inizialmente ci fosse lo stereotipo della damsel in distress, e un esempio indiscusso di questo  sono Elena di Lisa J. Smith (Il diario del Vampiro) e Bella di Stephanie Meyer (Twilight), pian piano siamo riusciti a trasformare la visione della donna.

Katniss Everdeen, ideata da Suzanne Collins, dimostra quanto possa essere fragile ma determinata una donna per proteggere gli altri e se stessi. Katniss dimostra forza, indipendenza e, soprattutto, la padronanza di un’arma letale come l’arco, che utilizza per rimboccarsi quotidianamente le maniche e procurarsi il cibo per la sopravvivenza della famiglia. Si sacrifica per amore e con amore e, da quel momento in poi, la propria vita subirà tutte le conseguenze annesse a quella scelta.

Arya Stark, creata da George R.R. Martin, riesce a sopravvivere da sola, in giovanissima età, lontana da casa e senza nessuno di cui fidarsi; viene catapultata in una realtà crudele e feroce, in cui comprende che la lotta è tra vivere o morire. Cresce velocemente e affronta con coraggio e determinazione il proprio destino,

Maisie Williams è Arya Stark in Game of Thrones, ritratto realizzato da “I ritratti di Alessandra”

La stessa Sansa, sorella di Arya, passa dagli agi a cui era stata abituata agli abusi e maltrattamenti, senza mai abbandonarsi al dolore e alla depressione.

Daenerys sconfigge il proprio aguzzino, con tutte le difficoltà dovute al fatto che questo fosse proprio il suo stesso fratello, imparando a gestire il potere e sperimentando il libero arbitrio. Cresce il potere e il desiderio di rendere liberi gli uomini di tutto il mondo.

Anche in Italia non siamo da meno, a partire dalla famosissima Nihal di Licia Troisi, protagonista forte ma anche piena di debolezze che ci fanno scalpitare per lei e per il suo futuro, ma anche nuove eroine come Vita, creata da Alessandra Cinardi, stella emergente del panorama fantasy italiano, che con la sua forza di carattere riesce ad affrontare mille vicissitudini in un mondo così diverso da quello a cui è abituata, e infine Fang Qwa Jia, co-protagonista di Caccia Mortale di Stefano Marguccio, giovanissima sacerdotessa che si trova ad affrontare da sola un’avventura di cui sa poco o niente, spinta dal senso del dovere ad andare sempre avanti.

Questi sono stati solo alcuni dei i primi veri cambiamenti nel panoramico fantastico, del modo in cui si trasformano gli atteggiamenti nei confronti del nostro potere.

Senza ombra di dubbio, il maggior successo letterario mondiale lo ritroviamo nella saga di Harry Potter scritta da J.K. Rowling. Al suo interno, come la maggior parte di voi già sa, si fondono le vicissitudini di donne che sono state protagoniste indiscusse degli eventi ed eroine instancabili.

Non importa quanti sacrifici abbiano dovuto fare, non contano le sofferenze patite, le battaglie combattute, le ferite riportate. Ognuna di queste ci ha permesso di crescere, riflettere su noi stesse, identificarci con loro.

Liv Tyler è Arwen ne Il Signore degli Anelli, ritratto realizzato da “I ritratti di Alessandra”

Tutte queste eroine fantasy ci hanno dimostrato che ognuna di noi può cambiare il corso della storia ed essere determinante nel mondo. Che non dobbiamo mai smettere di credere in noi stesse, che nel mondo nessun uomo è un privilegiato, ma semmai uguale a noi.

Ogni donna raccontata in queste storie è stata in grado di dimostrare quanta forza abbiamo dentro di noi e quanto da un sogno possa essere realizzato. Queste donne ci hanno dimostrato cos’è alla fine una donna: una persona con i suoi pregi e difetti, piena di debolezze e sicurezze proprio come ogni persona di questo pianeta.

Queste eroine così diverse tra loro hanno tolto la donna dal suo piedistallo di creatura delicata, dolce e che necessita di essere salvata, mostrando come ogni donna sia unica nel bene e nel male. Perché le donne non sono sinonimo di bontà, di perfezione, di bellezza. Le donne sono persone, possono essere buone o cattive, forti o deboli, belle o brutte, e leggere di donne caratterizzate proprio così non può che scaldarci il cuore e farci sentire rappresentate.

Ti potrebbero piacere

Lascia un commento