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OSCARS 2020: POCHE CERTEZZE E MILLE SORPRESE

written by Giulia De Filippo 10 Febbraio, 2020

Al Dolby Theatre è andato in scena l’ultimo atto della stagione premi.

Gli Academy Awards, noti semplicemente come Oscars, sono stati assegnati ieri sera nella classica cerimonia di premiazione, in una lunga parata di attori, attrici e professionisti dell’arte cinematografica.

Molte i cambiamenti apportati quest’anno, a partire dalla data stessa della cerimonia, anticipata di circa tre settimane, che ha creato non poco scompiglio; alla decisione di trasformare la categoria Miglior Film Straniero in Miglior Film Internazionale.

Ciò che non è cambiato sono le critiche alla vigilia della premiazione, che vede ancora solo uomini nella categoria Miglior Regia e che ripresenta, ancora, la totale assenza di minoranze nelle categorie dedicate agli attori.

Ma passiamo ai risultati dei film associato al panorama dei fumetti, del fantasy e dell’animazione.

Prima considerazione va alla vittoria di Toy Story 4 che ha trionfato come Miglior Film d’Animazione. Un trionfo che non sorprende dopo il successo del lungometraggio della Pixar ai premi di categoria; ma che lascia comunque l’amaro in bocca per Klaus. Abbiamo sperato fino all’ultimo momento che il piccolo film indipendente spagnolo, distribuito da Netflix e che ha dominato gli Annie Awards, riuscisse a battere il gigante, ma siamo dovuti capitolare davanti al fatto che battere la casa di Topolino nella categoria animazione è un’impresa difficile. E il perché lo potremmo approfondire in un successivo articolo nel caso foste interessati alla diatriba (scrivetecelo nei commenti).

Una piacevole sorpresa è arrivata invece dalla vittoria di Hair Love nella categoria Miglior Cortometraggio Animato, che ha battuto Kitbull prodotto dalla Pixar. Entrambi capaci di veicolare in pochi minuti temi complessi tramite espedienti narrativi semplici e comprensibili, sono entrambi progetti meritevoli, ma siamo contenti che sia stato il corto di Sony a portare a casa la statuetta. Segnaliamo che entrambi i cortometraggi sono online e vi consigliamo caldamente di recuperarli.

Soddisfazioni anche per Joker: il film di Todd Phillips porta a casa ben due statuette. La prima è quella per la Miglior Colonna Sonora assegnata a Hildur Guðnadóttir che diventa così la terza donna a vincere nella categoria e la prima persona di nazionalità islandese a portare a casa una statuetta.

Il secondo premio è stato, come da copione, quello come Migliore Attore Protagonista per Joaquin Phoenix che ha regalato al pubblico un bellissimo discorso dopo aver accettato il premio.

Niente conquiste per il cinema di animazione nella categoria Miglior Canzone: Sir Elton John, Bernie Taupin  e la loro (I’m Gonna) Love Me Again (Rocketman) hanno battuto, rispettando i pronostici, Into the Unknown (Frozen 2) e  Can’t Let You Throw Yourself Away (Toy Story 4). Ma la vera rivelazione è stata la performance sul palco della canzone Stand Up interpretata da Cynthia Erivo (Harriet), non ha nulla a che vedere col fantasy, ma andate a vederla e non ve ne pentirete.

Infine, la Disney è rimasta a bocca asciutta anche per quanto riguarda la categoria Migliori Effetti Speciali: Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, Avengers:Endgame e Il Re Leone sono stati battuti da 1917.

Siamo alla fine del nostro articolo dedicato agli Oscars, ma prima di concludere vorremmo dedicare le ultime righe ai film non legati al fantasy, ai cinecomics e all’animazione che sono stati una grande prova di maestranza e talento: Jojo Rabbit di Taika Waititi, Storia di un Matrimonio di Noah Baumback e Rocketman di Dexter Fletcher. Menzione speciale a “Una Bugia Buona” di Lulu Wang, che non ha ottenuto nessuna nomination, ma che per noi rientra tra i film migliori dell’anno.

Infine, queste ultime righe sono dedicate a Parasite di Bong Joon-ho che ieri ha fatto la storia del cinema, per ben due volte. É stato il primo film sudcoreano ad essere nominato agli Oscars. In ben sei categorie. É stato il primo film in lingua non inglese a vincere il premio per il Miglior Film.

Un traguardo non totalmente inaspettato, ma sicuramente straordinario per un film che ha unito una padronanza tecnica eccezionale, ad una sceneggiatura in cui il tragico incontra il comico ad un cast che ha brillato dal primo momento all’ultimo.

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