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LO STUDIO GHIBLI APPRODA SU NETFLIX!

written by Giulia De Filippo 2 Febbraio, 2020

A pochi mesi dal lancio di Apple TV, all’ombra dell’arrivo in Europa di Disney+ e con Amazon Prime che ormai è un rivale scomodo sia in ambito di film che di serie, Netflix ha iniziato l’anno riuscendo a battere la concorrenza su un terreno difficile, ma che apre a molte possibilità: i film di animazione dello Studio Ghibli.

In un annuncio arrivato poche settimane fa, il colosso dello streaming online ha infatti annunciato che a partire dal 1° febbraio cominceranno ad approdare sul catalogo online i lungometraggi dello studio giapponese. A fare da apripista di questa rivoluzione nipponica saranno 7 film, ma entro aprile sarà presente su Netflix tutto il catalogo Ghibli.

Quella che però sembra una semplice aggiunta ad un catalogo già vastissimo ha, però, implicazioni da non sottovalutare.

Una prima motivazione per questo accostarsi ai capolavori dell’animazione nipponica è sicuramente Disney+: triste ammetterlo, ma è molto probabile che nei prossimi mesi, successivamente all’approdo della casa di Topolino online, i titoli d’animazione classici e i film della Marvel potrebbero sparire per sempre da Netflix, lasciando un vuoto non indifferente all’interno del catalogo che ha sempre provveduto a fornire titoli per ogni fascia di età.

I film della Ghibli non sono necessariamente ciò che chiameremmo “film per l’infanzia”, ma faranno in modo che la sezione animazione non inaridisca. Per questo non consideriamo casuale la decisione di fare arrivare questi nuovi titoli in un arco di tempo che si concluderà soltanto dopo l’arrivo di Disney+ in Europa. Netflix sta per prendere un bel colpo e si sta giustamente attrezzando per atterrare sul morbido.

Un’altra considerazione da fare è la percezione che ha l’utente medio dei prodotti nipponici e noi italiani, in questo, rappresentiamo di certo un’eccezione. Cresciuti a pane e anime giapponesi sin dagli anni ’70, abbiamo fatto in modo che la cultura orientale, nelle forme più svariate, si inserisse facilmente nella nostra quotidianità; ma all’estero non è necessariamente così. Abbiamo, nel corso degli anni, creato un mercato e l’industria ha risposto: molti lungometraggi animati giapponesi arrivano al cinema in tempi discreti, le serie sono trasmesse in tv sia al mattino che in seconda serata (come è accaduto con l’ultima stagione di Lupin) e uno dei lavori del maestro MiyazakiIl Fiuto di Sherlock Holmes” è da poco approdato su Rai Play.

Quindi possiamo ammettere che molti italiani avranno guardato con interesse e anche con familiarità alla sezione anime di Netflix e l’arrivo della Ghibli non rappresenta che un ulteriore stimolo ad esplorare nuovi titoli. Fuori dai confini della patria, invece, è probabile che si voglia indirizzare il pubblico ad un genere nuovo e non c’è nulla di meglio di Miyazaki e Takahata per aprire le porte dell’animazione nipponica, sperando che dopo aver visto Princess Mononoke & co. gli utenti diano una chance a classici come Fullmetal Alchemist o a originali Netflix come “Hero Mask”.

Infine altro fattore da tenere in considerazione è l’impossibilità, fino a questo momento, di avere accesso ai film senza avere un formato fisico o tramite siti di streaming illegali. Nessuna piattaforma, fino a questo momento, offriva la possibilità, anche a pagamento, di poter vedere i film online, fattore che ha sicuramente aiutato a creare un’aspettativa non indifferente e che ha probabilmente assicurato a Netflix un pubblico scalpitante.

Al di là dei possibili riscontri positivi per la piattaforma, siamo entusiasti di poter finalmente accedere facilmente a questi film e ci sentiamo, da fan quali siamo, di consigliarli tutti per lo stile inconfondibile e la varietà dei temi trattati.

I primi sette film ad approdare in catalogo sono i seguenti:

  • Laputa: Il Castello nel Cielo (Miyazaki, 1986), prima opera dello Studio Ghibli, porta in scena molti dei temi cari al maestro Miyazaki come il rispetto per la natura e l’antimilitarismo e conferma la passione, già evidente in Nausicaä, per i personaggi femminili forti e ogni tipo di apparecchiatura volante.
  • Kiki Consegne a Domicilio (Miyazaki, 1989), ancora magia e una giovane ragazza come protagonista: in questo film si seguono le avventure di Kiki, apprendista strega, che dovrà contare su molto più dei suoi poteri per poter superare le difficoltà che incontrerà sulla sua strada.
  • Porco Rosso (Miyazaki, 1992), sicuramente uno dei lavori più politici del maestro e che può essere riassunto in una sola singola frase: “piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale”.
  • Il Mio Vicino Totoro (Miyazaki, 1988), assurda tenerezza in quello che è forse uno dei film più amati dello Studio Ghibli, con le piccole Satsuki e Mei che, in un momento di transizione e difficoltà, trovano un amico nel bizzarro Totoro, che inizia a vegliare su di loro.
  • Si Sente il Mare (Mochizuki, 1993), decisamente lontano dai canoni dello Studio Ghibli, il film ha come protagonisti dei giovani adolescenti i classici drammi che accompagnano la vita di un liceale.
  • Pioggia di Ricordi (Takahata, 1991), il film più strambo dello studio e probabilmente uno dei più strambi film di animazione mai realizzati; il lungometraggio racconta le avventure estive di una office lady di 30 anni che opta per una vacanza decisamente fuori dal comune.
  • I Racconti di Terramare (Miyazaki G., 2006), basato sui libri de “Il Ciclo di Earthsea” e primo lungometraggio diretto dal figlio di Miyazaki, Goro, è un racconto dalle forti ambientazioni fantastiche che si concentra, come spesso accade nei film dello Studio, su due giovani protagonisti.

    Speriamo che apprezzerete questi piccoli capolavori, noi li rivedremo volentieri e aspetteremo con ansia i prossimi titoli in arrivo.  Dategli un possibilità e poi diteci la vostra!

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