Home Fantasy INTERVISTA A LAURA SANTELLA: LA PASSIONE PER LA SCRITTURA, IL FANTASY E NON SOLO

INTERVISTA A LAURA SANTELLA: LA PASSIONE PER LA SCRITTURA, IL FANTASY E NON SOLO

written by Stefania Sottile agosto 22, 2019

Laura Santella, classe ‘88, nasce a Grosseto. Si diploma a pieni voti all’Istituto Tecnico Agrario di Grosseto e, successivamente, presso l’I.P.S.I.A. di Livorno conseguendo l’abilitazione a odontotecnico. Appassionata di fantasy ma non solo, ama il teatro, la letteratura, le scienze, la musica ed il fantastico nelle sue innumerevoli sfaccetature.
Nel 2013 scrive e pubblica il suo primo romanzo “Il cavaliere di Eron – L’avvento”, primo capitolo dell’omonima saga epic fantasy. L’anno successivo pubblica in formato E-book anche alcuni dei suoi vecchi racconti (“Little Red”, “Fuori dalla finestra”, “Vampire’s Dream” e “La pergamena proibita”).
Nell’estate del 2014 apre un gruppo su Facebook rivolto a tutti gli autori emergenti e pensato per unire le forze in occasione delle fiere letterarie; pochi mesi dopo,  insieme ad Aurora Filippi, Lisabetta Mugnai e Monica Schianchi, fonda l’Associazione Culturale Scrittori Emergenti Uniti S.E.U.” di cui diventa Presidente, partecipando così insieme all’associazione alle più importanti fiere del libro del paese.
Nell’Ottobre del 2014 scrive la prefazione del tutorial per il video gioco on-line “Prosperity” della Entertainment Games App e, nello stesso mese esce il suo secondo romanzo: “Il cavaliere di Eron – Il ritorno”. L’anno successivo pubblica l’ultimo volume della saga “Il cavaliere di Eron – Le origini”.
Dopo questa nuova pubblicazione, inizia subito a raccogliere il materiale per quello che sarà il suo quarto romanzo: un fantasy autoconclusivo per cui vincerà anche il terzo premio al Concorso Letterario Nazionale “Artisti” per Peppino Impastato. Infatti, al Salone Internazionale del Libro di Torino del 2017 esordisce “Lucifer – L’Angelo che divenne Diavolo”.
Nell’estate del 2017 inizia anche la collaborazione con l’artista e amico Jury Squarcia che porterà due anni dopo alla pubblicazione di “Telyon – La Storia Antica. Vol.1”.

La Redazione ringrazia Laura Santella per la gentilezza e la disponibilità con le quali ha risposto alle nostre domande alla Festa dell’Unicorno di Vinci.

1. Appassionata di fantasy, scrittrice, artista: chi è Laura?
Laura è una pazza furiosa! Ho molti interessi e cerco di coltivare tutti quelli che posso. Ho capito che tra le cose più importanti della vita ci sono i ricordi e sto lavorando per averne il più possibile: divertenti, colorati, emozionanti, unici.

2. Come nasce la tua passione per il genere fantasy?
Sinceramente non lo so. Il fantasy è un genere che mi ha sempre appassionata fin da prima di conoscerne la definizione. Prima con il cinema, poi con i libri, poi con gli abiti e il cosplay. Il fantasy ha mille forme e altrettante sfumature: epico, dark, romantico, fantascientifico. Dà la possibilità di vivere tante emozioni diverse e questo credo che sia un potere che ben pochi generi hanno.

3. Quale pensi sia il “segreto” per conquistare un lettore?
In primis una trama originale. Il fantasy è un genere che ormai abbraccia migliaia di titoli e storie, quindi è difficile tenere incollato un lettore se la trama è qualcosa di già affrontato. In secondo luogo c’è sicuramente lo stile a farla da padrone, ma in questo caso ogni lettore ha la sua preferenza. C’è chi ama perdersi in descrizioni dettagliate e chi invece apprezza di più dialoghi accesi, poi c’è chi preferisce la narrazione in prima persona e chi invece la vuole in terza. Insomma, qui è già più complicato. Io cerco di avere uno stile semplice e fluido, basato su descrizioni “essenziali e utili” con dialoghi molto “cinematografici”. Io ho fatto teatro per molti anni, quindi mi viene spontaneo scrivere dialoghi botta e risposta tra i vari personaggi.

4. Quale è stata la difficoltà maggiore durante il tuo percorso di crescita come scrittrice?
Sicuramente avere a che fare con le critiche è stata la parte più difficile. O meglio, riuscire a riconoscere le critiche “vere” (ossia quelle che ti permettono di individuare i tuoi difetti, crescere e migliorare) dalle critiche dei “finti esperti” (ovvero quelli che devono snobbare qualsiasi cosa perché loro sono talmente TOP da non farsi deliziare da niente che non sia alla loro altezza – e cioè niente, secondo loro -). Io sono già molto iper autocritica, quindi leggere qualche recensione negativa mi stava affondando. Ci è voluto un po’ per riuscire a riconoscere i lettori veri dai “tuttologi da tastiera”.

5. Come nasce la tua collaborazione con il Collettivo Scrittori Uniti?
Si può tranquillamente parlare di “collaborazione spontanea”. Io ero la Presidente dell’Associazione Culturale “Scrittori Emergenti Uniti S.E.U.”, che si occupava della promozione e divulgazione di libri self e/o pubblicati con piccole-medie case editrici, sia sul web che tramite fiere e presentazioni. Quando S.E.U. si è ridimensionato a sola vetrina web, alcuni autori hanno deciso di fondare il CSU prendendo spunto dall’esperienza fatta con S.E.U. Così, quando i ragazzi mi hanno chiesto se ero interessata a collaborare con loro e con questa loro nuova realtà, ho accettato volentieri. Ho già fatto molte fiere con loro, come Nizza, Sestri Levante e Torino e a novembre spero di poter essere con loro al Pisa Book Festival.

6. Hai avuto un mentore, più di uno o ti sei formata da sola?
Non ho avuto un mentore, poiché la mia formazione è avvenuta gradualmente. Ho avuto delle eccellenti insegnanti di italiano e lettere, dalle elementari fino alle superiori, e questo credo che abbia giocato un ruolo fondamentale. Dai semplici temi scolastici sono passata ai racconti brevi, mi sono dilettata un po’ con la poesia per poi dedicarmi alle sceneggiature teatrali (prima di atti unici e poi di commedie) e infine ho trovato il coraggio di affrontare la stesura di un intero romanzo.

7. Parliamo della tua saga fantasy “Il Cavaliere di Eron”: da dove nasce questo mondo fantastico?
L’input mi è stato dato da una serie di sogni ricorrenti che ho fatto in un determinato periodo della mia vita. Ma quando poi sono andata a metterli nero su bianco, la trama ha subito una metamorfosi spontanea quasi radicale. Si sono aggiunti nuovi personaggi, nuove situazioni, nuove evoluzioni; molti colpi di scena che si trovano all’interno della trilogia hanno sconvolto persino me. I personaggi stessi si sono evoluti in maniera profonda e totalmente autonoma. E intendo tutti i personaggi, sia gli umani (soldati e stregoni di vario tipo) sia le creature fantastiche che vivono nel regno (come Ares il Drago, i Chiranti – creature originali create da me -, la squadra dei Grifoni, etc.)

8. Parliamo dei protagonisti: quanto c’è in te in questa storia? Qual è il personaggio in cui ti rispecchi maggiormente e perché? Se non sono ispirati a te, le loro peculiarità lo sono di qualcuno a cui tieni?
Alcuni personaggi sono effettivamente ispirati a persone realmente esistenti e che conosco, ma non posso svelarvi nel dettaglio chi sono… Come si dice: “si dice il peccato, ma non il peccatore”! Una parte di me si rispecchia molto proprio nella figura del cavaliere di Eron, ma allo stesso tempo so che se io stessa mi fossi trovata in determinate situazioni, mi sarei comportata in modo molto diverso; quindi non credo che sia giusto accostarmi a un personaggio del genere. Posso dire però, e questo non è un segreto, che il mio personaggio preferito di tutta la saga è Rufus, il tenente dell’esercito di Eron. Chi ha avuto modo di leggere anche solo il primo libro della trilogia, può ben capire perché sia così facile amare questo personaggio.

9. Una domanda sul fantasy in generale, che è d’obbligo per chi ci segue: chi è il tuo scrittore fantasy preferito? Ed il libro fantasy senza cui non potresti mai vivere? Qualche autore fantasy ha influito sul tuo modo di scrivere e di pensare il fantasy?
Se parliamo di scrittori prettamente fantasy ovviamente la fa da padrone il re del fantasy: Tolkien. Non tanto per il suo stile, che è un po’ pesante per i miei gusti, ma piuttosto per la profondità delle sue storie e dei suoi personaggi. Se invece parliamo di stile, mi ritrovo più affine a Chris Wooding; il suo “Veleno” è una delle mie letture preferite e credo addirittura di poter dire che è il mio libro fantasy preferito. Se invece devo scegliere il mio autore preferito in assoluto, la mia scelta ricade senza dubbio su Pirandello, a cui mi sento vicina per la tipologia di dialoghi; ormai avrò letto “Il fu Mattia Pascal” decine di volte.

10. Curiosità: secondo te, quanto è importante e decisiva la copertina di un libro? Quanto questa è in grado di influenzare la vendita dello stesso testo?
Mi duole ammettere che la copertina di un libro è FONDAMENTALE. Ho visto con i miei stessi occhi cambiare radicalmente le vendite di un libro semplicemente sostituendo la copertina. Copertina e sinossi scritta in quarta sono le armi di vendita di ogni libro. La copertina è il primo colpo: deve essere ben disegnata, con colori accattivanti e deve già raccontare qualcosa del libro (con uno o più personaggi che fanno qualcosa). Questo deve attirare l’attenzione del lettore che con un solo sguardo deve capire che quel libro potrebbe interessarlo. Una volta preso in mano il libro (segno che la copertina ha fatto il suo lavoro), spetta alla sinossi scritta sul retro accalappiare il lettore. Deve essere breve, ma intrigante, deve far afferrare al volo la trama senza però spoilerare troppo e soprattutto deve far venire in mente un semplice domanda: “e poi?”.

11. In conclusione, a cosa stai lavorando in questo momento? Le anticipazioni sono sempre gradite!
In questo momento, tra una fiera e l’altra, sto lavorando a due libri contemporaneamente. Uno è il secondo volume di una duologia già avviata quest’anno. Infatti a febbraio ho pubblicato il mio ultimo lavoro che è anche il mio primo romanzo scritto a quattro mani e che si intitola “Telyon – La Storia Antica. Vol.1”; un romanzo epic-fantasy con il bollino d’oro e che, per quanto riguarda la profondità della trama, ricorda in qualche modo “Il Silmarillion”. Io e Jury Squarcia, co-autore, avremmo intenzione di pubblicare il Volume 2 entro la prossima primavera. Nel frattempo sto lavorando anche su un progetto personale, ovvero il mio primo romanzo storico. Un po’ come ho fatto per il mio “Lucifer – L’Angelo che divenne Diavolo” (che ripercorre il più fedelmente possibile la caduta di Lucifero), ho intenzione di ricostruire la storia di un personaggio realmente esistito e di farne un romanzo da leggere; quindi non un saggio, ma una vera e propria lettura. Non sarà facile, ma io adoro affrontare nuove sfide.

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