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“WANDAVISION” QUANDO IL MCU DIVENTA SERIE

written by Marianna Piras Gennaio 29, 2021
WandaVision recensione

Uno dei grandi appuntamenti dell’inizio del 2021, per le serie a tema fantascientifico, era l’avvio di quelle targate Marvel Studios. La pandemia da Covid19 ha sconvolto, e non poco, i piani del Marvel Cinematic Universe, la cui fase 4 avrebbe dovuto prendere avvio con lo stand-alone su Vedova Nera, inizialmente previsto per maggio 2020 e progressivamente ritardato, per proseguire con quella che avrebbe dovuto essere la prima serie tv, ovvero Falcon and The Winter Soldier. I piani però sono stati appunto ampiamente sconvolti e a vedere per prima la luce è stata la serie WandaVision.

Sono state rilasciate le prime tre puntate, assieme a un breve approfondimento sui due protagonisti con “Marvel Legends”, sulla piattaforma Disney+. Uno dei problemi, o vantaggi, di Disney+ è che non si può fare binge-watching, poiché – a differenza, ad esempio, di Netflix – viene rilasciato un episodio alla settimana. Per avere, quindi, una panoramica completa, dobbiamo aspettare tutte le puntate della stagione.

Cominciamo col dire che per ora WandaVision sta confermando le altissime aspettative. Si tratta di episodi brevi, di circa 30 minuti, che si ispirano alle serie tv delle decadi del ‘900. Ogni episodio è un piccolo gioiello di costumi e scenografia: capelli, abiti e automobili fanno salti temporali di dieci anni per ogni episodio, così come il formato. Infatti dallo storico 4:3, tipico della vecchia tv, il fotogramma si allarga, mentre dal bianco e nero assoluto della prima puntata, si passa nella successiva allo spuntare improvvisamente di elementi a colori, per giungere all’esplosione psichedelica della terza, che omaggia gli anni ‘70.

Da I Love Lucy si passa quindi a La Famiglia Brady, passando per Vita da strega, la cui sigla animata con Wanda e Visione è davvero un piccolo gioiello, con richiami anche alle atmosfere di The Twilight Zone, quando improvvisamente emergono gli elementi fantascientifici. Si tratta indubbiamente di un grande azzardo per i Marvel Studios, forse il più grande, ma sicuramente è una scommessa che merita di essere giocata.

Altra caratteristica è, ovviamente, la presenza costante di easter eggs in ogni puntata, che non vi sveleremo per non farvi perdere il gusto di cercarli, e un grande interrogativo sul titolo WandaVision. Se il richiamo volesse riguardare solo i due personaggi, perché non chiamarlo “Wanda and The Vision”? Visto nel suo significato, il titolo sembra volerci rimandare a “La Visione di Wanda”. Non dimentichiamoci infatti che la serie si svolge dopo i fatti di Endgame, dopo che, quindi, Wanda ha ucciso Visione, l’ha visto riportato in vita da Thanos per poi essere ucciso nuovamente, è stata polverizzata dallo schiocco ed è lei stessa tornata in vita per combattere nella battaglia finale. Quale sia stato l’impatto sulla mente, piuttosto fragile di Wanda, non ci è stato mostrato. Questi primi episodi sembrano quasi essere una sorte di rielaborazione del lutto da parte di Wanda che si è rinchiusa, o è stata richiusa, in una realtà fittizia, nel mondo di Westwiew, dove rielabora ricordi e sensazioni, sotto l’occhio vigile di qualcuno che la osserva da quello che sembra un laboratorio. Lo stesso concetto di sit-com, se ci riflettiamo bene, è un modo che tutti noi utilizziamo spesso per “evadere” dalla realtà. Che Wanda stia facendo proprio questo?

Sono diversi i richiami al mondo Marvel, che gli spettatori digiuni di MCU possono trovare difficili da cogliere, a cominciare dal simbolo sull’elicottero giocattolo a colori raccolto da Wanda in giardino, alla collana di Monica Rambeau/Geraldine. Si tratta di una spada, simbolo della S.W.O.R.D. (Sentient Worlds Observation and Response Department), agenzia parallela allo S.H.I.E.L.D., ma riguardante le minacce extra-terrestri. I colori dell’elicottero sono gli stessi dell’armatura di Iroman, peraltro. Inoltre dovrebbe essere un campanello d’allarme proprio la presenza di Monica Rambeau, che rivedremo in Capitan Marvel 2.

È stato inoltre annunciato un grande colpo di scena, e sappiamo anche che la serie sarà in qualche modo collegata al seguito del film dedicato allo Stregone Supremo, Dottor Strange, e questo, a sua volta, al prossimo film di SpiderMan. Non possiamo, al momento escludere che protagonista nascosto di questa serie sia il Multiverso, che ha fatto la sua comparsa proprio alla fine della fase 3 e già è presente proprio nel titolo del seguito di Strange, The Multiverse of maddness. Secondo alcune teorie che circolano in rete, Wanda potrebbe essere il villain del film, fatto che non deve stupire perché nel fumetto, e anche in Age of Ultron, Wanda spesso si è messa contro i Vendicatori. La presenza nella serie di Strange sembra ormai quasi scontata, ma si suppone che possa comparire perfino Loki.

Oltre allo staff tecnico della serie, che ne ha curato maniacalmente le ambientazioni, trucco, abbigliamento, arredamento e abitudini per ogni decennio, una menzione deve essere fatta a Elizabeth Olsen e Paul Bettany. I due attori mettono in scena una performance straordinaria, in particolar modo la Olsen, che riesce a passare dal registro comico e leggero a quello di drammatico nel giro di un reale battito di ciglia, a dimostrare la sua grande capacità recitativa.

Sono molte le domande che ci siamo posti dopo queste prime puntate (Chi è l’uomo con la tuta da apicultore? Chi parla con Wanda dalla radio? Dove viene spedita Monica Rambeau e come fa a sapere di Pietro? Chi osserva e prende appunti su Wanda e perché? Cosa non possono dire i vicini di casa a Visione?), ma non possiamo fare altro che aspettare le prossime puntate. Per ora la serie è assolutamente promossa, anche nel suo essere fortemente surreale e azzardata, e consigliata!

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