Tag: Marvel Cinematic Universe

  • UN DICEMBRE DA INCORNICIARE PER IL MCU

    UN DICEMBRE DA INCORNICIARE PER IL MCU

    La Marvel stupisce ancora.

    È stato un 2021 davvero trionfale per la Casa delle Idee, iniziato a gennaio con il grandissimo successo di WandaVision e chiuso con Spiderman e Hawkeye.

    La prima parte della fase 4, seppur con qualche piccola oscillazione in negativo, ma di contro tanti e tanti picchi positivi, ha veramente aperto nuovi scenari per un futuro davvero molto, molto ricco. Il trailer di Doctor Strange nel multiverso della follia ci apre la porta verso un 2022 altrettanto promettente. Ma andiamo con ordine…

    Spiderman, finalmente!

    Dopo qualche giorno di ritardo, dovuto al fatto che non si trovavano più biglietti da settimane, ho finalmente visto Spiderman – No way home. Premetto subito che, come forse alcuni di voi già sanno, io non amo particolarmente i film di Spiderman del MCU. Non so perché, ma mi rimane sempre quel senso di insoddisfazione a freddo che non se ne va. Probabilmente deriva dal fatto che la trilogia di Raimi resta veramente una gran bella trilogia, che quelPeter Parker è un personaggio davvero costruito e recitato bene e mentre il povero Tom Holland (che è sicuramente un bravissimo attore) dà il volto ad un Peter troppo adolescente, troppo sciocco e immaturo, troppo “bimbo ragno”.

    Poi ho capito che, effettivamente, È COSÌ.

    Il Peter del MCU è effettivamente un adolescente che ancora non ha compreso la “gravità” del suo potere, che deve affrontare ancora quel percorso di crescita e maturazione per comprendere il suo ruolo nel mondo, per capire anche cosa voglia dire essere un Avenger. E questo percorso si snoda in questi tre film, dove vediamo in effetti Peter crescere assieme ai suoi amici, affrontare i postumi della sfida contro Thanos e la perdita del suo mentore, fino ad arrivare a questo film dove deve fare la scelta più importante e dolorosa, quella che gli farà comprendere cosa vuol dire davvero che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Dal “bimbo ragno” di Homecoming, viene ora fuori un giovane Uomo Ragno che è pienamente cosciente della sua missione e di ciò che essa comporta.

    Il film merita di essere visto e rivisto, perché una volta – a mio parere – non è sufficiente per coglierne tutti gli aspetti, esattamente allo stesso modo di Endgame. Chi non ha ancora visto il film (ma esiste veramente chi non ha ancora visto il film???), si fermi qui nella lettura di questo paragrafo, perché seguiranno spoiler.

    Insomma… Ci avevo preso abbastanza. Da Matt Murdoch che difende Peter dall’accusa dell’omicidio di Mysterio, alla morte di Zia May, alla ovvia presenza di Andrew Garfield e Tobey Maguire e dei diversi villain delle precedenti versioni, che questi venivano da universi differenti e paralleli e che Doctor Octopus lo avrebbe aiutato. L’avevo scritto che ci avrebbe stupito di più non vederli che vederli sullo schermo, tanto che non ho avuto nemmeno da tirare il respiro. Avevo anche indovinato che Strange non aveva più la Gemma del Tempo e che sarebbe stato ostile a Peter, fino ad arrivare a capire che la mano che salva MJ non è quella di Tom Holland, ma quella di Andrew Garfield. Tutto stava a collegarne i diversi fili.

    La pellicola ci riesce molto bene e con una certa solenne gravità, quella gravità che deve portare alla maturazione dell’eroe, al suo ergersi solitario in difesa di tutti a costo di sacrificare sé stesso, in questo caso il ricordo di tutti quelli che l’hanno conosciuto per salvare questo universo e tutti gli altri. Non è infatti il momento in cui decide di risparmiare Goblin a renderlo finalmente un eroe, ma quando decide di lasciare che MJ, Happy, Ned, perfino lo stesso Strange dimentichino tutto di lui, così come tutti gli altri, pur di proteggere il Multiverso. Risulta coerente la scelta di inserire le altre versioni di Peter Parker, con gli ovvi siparietti che fanno sempre parte di quella sottotrama comica tipica del MCU, come ad esempio la sfida tra chi è più “fico” con la versione di Maguire che produce da sé le ragnatele, quella di Holland che è stato nello spazio a combattere gli alieni e il povero Garfield che, al loro confronto, ha problemi di autostima: il momento in cui Maguire lo rassicura dicendogli di essere uno “straordinario Spiderman”, cioè un “amazing Spiderman” (come nella sua saga) è davvero divertente.

    Parliamo poi dei villain: ognuno di essi ha la sua bella parte, importante, ma Goblin resta davvero ancora il più inquietante di tutti e Willem Dafoe recita davvero una grandissima performance.

    Un grande Occhio di Falco.

    Non era una serie che aspettavo particolarmente, quella dedicata ad Hawkeye, eppure ha detto la sua davvero alla grande. Ben costruita, sceneggiata e portata avanti in soli sei episodi, in modo da coprire un arco narrativo breve ma coerente per introdurre un personaggio che, a mio parere, sarà determinante per il futuro, ovvero Kate Bishop, per rendere canonico Kingpin e per dare una dignità al povero e bistrattato Clint Barton che, diciamocela tutta, era finora il più sfigato degli Avengers e funzionava quasi meglio come Ronin. Ma ha ragione Kate a dire che se Clint poteva affrontare gli alieni senza poteri straordinari, ma armato soltanto di coraggio, un pezzetto di legno e delle frecce, allora tutti possiamo e dobbiamo fare la nostra parte per essere degli eroi.

    La coppia Barton-Bishop funziona davvero molto bene. Mi lasciano perplessa, però, alcuni elementi del finale. Innanzitutto, mi aspettavo di veder comparire la contessa Valentina Allegra de Fontaine, anche perché Yelena viene convinta in modo quasi troppo facile da Clint; non ho capito bene cosa vogliono fare di Kingpin, ma spero che la serie dedicata ad Echo, e l’introduzione di Matt Murdoch-Daredevil, esplorino questo aspetto; infine è quasi un peccato non poterne sapere di più su Laura Barton-Agente 19. Ho un po’ voglia di una seconda stagione per vedere come vada avanti la trama.

    Il Multiverso è un concetto a cui ormai dobbiamo abituarci.

    Rilasciato come seconda post-credit e poi come video autonomo, finalmente possiamo gustarci il trailer del prossimo film dedicato a Doctor Strange. Che questo film avesse dei collegamenti con WandaVision e con What if era ormai evidente, ma ciò non toglie che sta generando davvero un’enorme attesa. Il trailer ci mostra delle differenti versioni di Strange, almeno tre. La prima è quella conosciuta finora, poi dovremmo vedere un “defender Strange” e, infine, la versione “dark”, cioè il Supreme Strange visto proprio in What if. È probabile che siano versioni provenienti da universi differenti, ormai è un aspetto che dobbiamo tenere in considerazione. Sono molto curiosa innanzitutto di capire quale sarà il ruolo di Wanda in questo film e come sarà introdotta America Chavez che, ricordiamolo, ha il potere di viaggiare tra i vari universi. Sarà grazie a lei che Strange riuscirà a controllare il Multiverso? Che ruolo avrà Mordo in tutto questo? È un trailer che, giustamente, ci lascia con molti interrogativi, ma che mostra un film che sembra davvero molto promettente.

    Non ci resta che aspettare dunque il prossimo anno che, tra serie e film, si prospetta ricco di spunti. Sono tante le serie che partiranno, da Ms. Marvel a She Hulk, passando per Moon Knight e per la seconda stagione di What if, senza dimenticare i film che saranno, oltre al già citato Strange, Thor: love and thunder e Black Panther: Wakanda forever.

    Be’, buon 2022 a tutti noi!

  • RITRATTO DI UNA FAMIGLIA “PARTICOLARE” – RECENSIONE A ETERNALS

    RITRATTO DI UNA FAMIGLIA “PARTICOLARE” – RECENSIONE A ETERNALS

    “Le famiglie felici si somigliano tutte, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.

    Appena terminata la proiezione di Eternals, ultima pellicola del MCU attualmente in sala, mi è tonata in mente questa frase, l’incipit di Anna Karenina di Lev Tolstoj.

    Vi chiederete probabilmente cosa c’entri col film uno dei pilastri della letteratura mondiale, ma quello che va chiarito innanzitutto è che Eternals è la storia di una famiglia.

    Il mio secondo pensiero è stato che il trailer ci aveva portato veramente e completamente fuori strada. Diciamo sempre che la Marvel fa trailer da “interpretare” ma, ad esempio, nel caso di Endgame avevamo intuito abbastanza bene come si sarebbe snodata la storia, magari non nei minimi dettagli, ma sul grosso c’eravamo. Stessa cosa, secondo me succederà per Spiderman – No way home, dove saremo più stupiti dal NON vedere Tobey Maguire ed Andrew Garfield che nel vederli effettivamente al cinema. Con Eternals è successo esattamente il contrario; nessuno si aspettava un film di questo genere. Mi concentrerò su dettagli più succosi (e spoilerosi) nella seconda parte di questa recensione, ma ci sono degli elementi che possono essere commentati senza timore di rovinare la visione del film.

    Innanzitutto, Eternals è profondamente differente rispetto agli altri film del MCU; segna davvero un nuovo corso per modalità di svolgimento della trama, per il livello altissimo della regia e della fotografia, per il sapiente dosaggio delle scene più propriamente d’azione e per il nuovo modo di concepire un film corale. Il bassissimo ricorso alla CGI, e qui bisogna riconoscere l’estrema bravura di Chloe Zhao, permette di mostrare delle ambientazioni di un realismo straordinario che fanno venire voglia di fare un tour per ammirare gli splendidi paesaggi.

    La mano della Zhao è ben visibile anche nel gestire questo grande cast, dando un buon peso a ogni personaggio, riuscendo ad approfondirlo e a dargli spessore, pur inserendolo in un contesto collettivo. Ci si affeziona a tutti questi Eterni, in missione sulla Terra con lo scopo di far progredire la razza umana e proteggerla dai Devianti.

    Li abbiamo già conosciuti dalle pubblicità e dai trailer, ma possiamo dividerli in Eterni con abilità mentali – Ajak, Sersi, Sprite, Druig e Phastos – ed Eterni con abilità più fisiche e guerriere – Ikaris, Thena, Kingo, Makkari e Gilgamesh.

    Ecco, andando oltre le prevedibili buonissime prove di Richard Madden e Angelina Jolie (che si guadagna il primo scrosciante applauso della proiezione a cui ho assistito), vorrei parlare di quelli che sono balzati immediatamente nella mia top-3 degli Eterni. Al terzo posto metto Druig, che ha il potere di controllare la mente, lacerato dalla difficoltà di non poter interferire nelle vicende umane e da non poter bloccare guerre e stragi che egli stesso considera delle aberrazioni.

    Druig

    Al secondo posto Makkari, la prima supereroina muta con il dono della supervelocità, la cui storia è gestita benissimo, il cui potere è elaborato e realizzato in modo eccelso ed è un piacere vedere che si usi il linguaggio dei segni per comunicare con lei.

    Makkari

    Infine, quella che secondo me è la vera star del film: Kingo. A parte il potere fighissimo di sparare energia cosmica dalle mani, che lui mette a mo’ di pistola come fanno i bambini, ma proprio la personalità dirompente, comica che si esplica in particolare nelle scene col il maggiordomo Karun, lo rendono per me il personaggio davvero indimenticabile del film.

    Kingo

    Ah, e Dane Whitman? Lui per ora non sa niente, come un qualunque “Gionsnò”.

    Se vi aspettate un film prettamente action, un’americanata di pugni e armi cosmiche, siete fuori strada. Eternals è un film di rapporti umani, di legami profondi, di una famiglia seppur lievemente disfunzionale, narrato con una sapiente regia, che spazia tra ben pesati flashback storici e narrazione nel presente, e che apre molteplici scenari nel nuovo corso del MCU. Per me è promosso a pieni voti.

    ATTENZIONE! Cliccando sul “SPOILER CONTENT” verrà visualizzata una sezione dell’articolo contenente spoiler. Se non avete ancora visto il film, saltatelo e ci rivediamo nel finale!

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    Eternals era, senza dubbio, il film che attendevo di più di questa prima parte della fase 4 del MCU, anche più di Spiderman, proprio perché mi aspettavo qualcosa che si distaccasse in modo netto da tutta la produzione precedente e che, almeno me lo auguro, imprimesse una svolta stilistica e narrativa a tutto ciò che avevamo visto finora, pur mantenendo i legami con le trame del passato e, in questo, posso dire che i Marvel Studios possono essere soddisfatti del risultato raggiunto.

    Negli USA impazza la polemica per la scena del bacio gay, ma è una polemica fuori luogo perché è una scena davvero molto tenera e davvero molto coerente con ciò che viene raccontato.

    Per me si tratta di una pellicola davvero straordinaria, tra le migliori realizzate dalla Marvel, quella svolta “d’autore” che Thor – The dark world non era riuscito a realizzare.

  • NON SOLO MULTIVERSO: “SHANG CHI E LA LEGGENDA DEI DIECI ANELLI”

    NON SOLO MULTIVERSO: “SHANG CHI E LA LEGGENDA DEI DIECI ANELLI”

    Mentre siamo tutti impegnati a porci domande sul Multiverso, sugli eventi nexus e su come le serie tv si amalgameranno coi film, la Marvel porta al cinema il primo stand-alone con un personaggio del tutto nuovo per questa fase 4. Con Black Widow, infatti, restavano da sciogliere alcuni nodi delle trame passate, per chiudere definitivamente la saga del Guanto dell’Infinito. Ora si possono aprire i nuovi capitoli e possono essere introdotti nuovi eroi protagonisti.

    N.B.: Da questo punto è presente la trama nel dettaglio; quindi, se non amate gli spoiler passate oltre!

    Il primo di cui facciamo conoscenza è Shang Chi. Costui è il figlio del vero capo della setta dei Dieci Anelli, che – dopo la morte della madre, la straordinaria Jang Li, interpretata da Fala Chen – viene cresciuto dal padre come un assassino, pronto a vendicare l’uccisione della madre avvenuta per mano di una gang nemica. Infatti Wenwu, padre di Shang Chi, dopo aver conosciuto Jang Li, mette da parte i suoi propositi criminali per vivere una vita di famiglia, con la moglie, Shang Chi e la figlia Xialing. Dopo aver vendicato la madre, Shang Chi tuttavia scappa e decide di vivere a San Francisco, lavorando come parcheggiatore di automobili. Mentre si reca al lavoro con la sua amica Katy, a cui presta il volto una bravissima Awkwafina, viene sorpreso dall’assassino Razor Fist e dagli scagnozzi del padre, che vogliono rubare il ciondolo che porta al collo. Il furto riesce, nonostante la dura lotta, ma Shang Chi capisce che ora anche la sorella è in pericolo, poiché possiede un ciondolo identico al suo. Shang Chi vola a Macao, dove scopre che la sorella ha messo su un impero di combattimenti clandestini e lì vengono sorpresi dal padre che li porta a “casa”, assieme a Katy. Qui i ragazzi scoprono che il padre sembra essere in contatto con lo spirito della madre, la quale comunica loro di essere prigioniera del suo antico e magico villaggio Ta Lo, e chiede aiuto per essere liberata. I tre sospettano che le cose non stiano esattamente così e decidono di arrivare al villaggio prima del loro padre, aiutati da quello che noi, per tutta la saga di Iron Man, abbiamo creduto essere il Mandarino, cioè l’attore Trevor Slattery. Veniamo a sapere infatti che i Dieci Anelli che hanno terrorizzato l’America non sono altro che una contraffazione di quelli originali e che il Mandarino non è mai esistito. L’unico a possedere i Dieci Anelli è sempre stato solo Wenwu, quindi Trevor Slattery, così come Aldrich Kilian, erano degli impostori. Giunti a Ta Lo i ragazzi incontrano la loro zia Jiang Nan e scoprono la verità: loro padre è stato plagiato dal Divoratore di anime, un demone sconfitto e tenuto a guardia proprio dagli abitanti di Ta Lo, grazie all’aiuto del Gran Protettore, un drago che vive nel lago del villaggio. Il loro scopo è fare in modo che il demone non venga liberato. Per Shang Chi, Xialing e Katy è ora il tempo di decidere chi vogliono essere e da che parte vogliono stare, così i ragazzi si uniscono agli abitanti di Ta Lo per difendere il villaggio. Wenwu ed i suoi uomini giungono a Ta Lo, con l’intento di distruggere il villaggio ed arriva il momento, per Shang Chi, di sfidare suo padre e dimostrare chi è veramente. La lotta è durissima, ma il giovane, con l’aiuto proprio della sorella con cui è in perenne conflitto, e di Katy, riesce a sconfiggere suo padre e a uccidere il demone ormai libero. Poco prima di morire, il padre gli affida i veri Dieci Anelli, che cambiano colore a indicare il loro uso per compiere azioni volte al Bene.

    Da qui in poi non ci sono più spoiler sulla trama!

    Di questo film ho apprezzato diversi aspetti, primo fra tutto l’aver scelto di mantenere il cinese sottotitolato, che ci permette un’immersione totale nella cultura del film. Le coreografie delle scene di lotta sono davvero molto ben curate, girate con un interessante lavoro di macchina e un buon ricorso alla CGI. Questo ricorso si rivela di nuovo efficacissimo nella ricostruzione di Ta Lo e delle sue creature fantastiche, che hanno ispirato anche fantasy precedenti.

    Shang Chi si rivela essere davvero un bel film introduttivo, per un personaggio che, come capiamo dalle scene post credits, sarà destinato a tornare nel MCU con una parte da protagonista. Non regge infatti il paragone con Black Panther, poiché il personaggio di T’Challa aveva già fatto la sua comparsa efficacemente in “Captain America – Civil War”, dove aveva un ruolo fondamentale nello snodarsi della trama, ben prima di avere a che fare con lui nel suo stand-alone, ambientato in Wakanda.

    Questo film rappresenta invece un’introduzione completa al mondo di Shang Chi, per cui ci sta che in alcune parti più esplicative sia un po’ più lento, che la trama sia più scarna in favore della costruzione dei vari personaggi.

    A rendere il film davvero di buon livello sono ovviamente le prove degli attori. Funziona benissimo Simu Liu nei panni del protagonista, sebbene qualche volta non sia proprio il migliore in scena. Vanno segnalate infatti le prove di Awkwafina, Tony Leung e Michelle Yeoh. La prima è una riuscitissima Katy, che porta sulle sue spalle l’onere e l’onore di essere la vera trama comica del film che, come sappiamo benissimo dagli sceneggiatori di Boris (e se non avete visto questa serie, recuperatela), è fondamentale ed è una caratteristica dei film Marvel. Dopo aver visto il film, la canzone “Hotel California” degli Eagles assume tutto un altro fascino.

    Michelle Yeoh, amatissima star de “La tigre e il dragone”, è ovviamente una conferma nel ruolo della zia di Shang Chi, Jang Nan, ma è Tony Leung, nei panni di Xu Wenwu, a giganteggiare sullo schermo. Egli riesce a rappresentare con solenne gravità non un cattivo fatto e finito, ma un uomo lacerato dall’amore che non riesce a dimostrare ai propri figli e tormentato dal male che ha compiuto in passato, convinto di non potersi redimere. Il suo obiettivo non è il potere, che di fatto ha già, ma più che altro l’idea di un bene più comune e diffuso. È davvero quasi un peccato aver perso un attore di così grande talento già da questo primo film, per quanto non sappiamo davvero cosa ci possa riservare il futuro.

    Si tratta di un film molto centrato anche sulle donne, prime fra tutte quelle della famiglia di Shang Chi, tra cui la sorella Xialing, che riesce a mettere su un impero senza l’aiuto di nessuno, emarginata dal padre che non le permetteva di addestrarsi nelle arti marziali e che lei ha imparato di nascosto da autodidatta e che ora esercita meglio del fratello. Anche questo è un personaggio che mi auguro di rivedere in futuro.

    Abbiamo accennato alle scene post credits, che sono due. Nella prima vediamo Carol Danvers e Bruce Banner, assieme a Wong, Shang Chi e Katy, mentre esaminano gli anelli, i quali sono dei manufatti antichissimi, che stanno trasmettendo un segnale, a chi però non si sa.

    Nella seconda scena vediamo Xialing che ha preso in mano l’attività di suo padre, addestrando, però anche le donne, in contrasto con la secolare tradizione maschilista.

    Va spesa qualche parola sulla prima scena. A chi è diretto il segnale inviato dai Dieci Anelli? L’idea più rapida che mi sono fatta è che essi siano un manufatto risalente agli Eterni e che il segnale sia rivolto proprio a loro, cosa che scopriremo nel prossimo film. Teniamo conto che in origine il film sugli Eterni era previsto prima di Shang Chi, ma che la pandemia ha sconvolto l’ordine di uscita (allo stesso modo in cui Loki era previsto prima di WandaVision), pertanto l’ipotesi potrebbe indebolirsi. Come sempre diciamo: resteremo a vedere cosa succederà a novembre con l’uscita di The Eternals.

    Per noi “Shang Chi e la leggenda dei Dieci Anelli” è promosso a pieni voti.

  • “SPIDERMAN – NO WAY HOME” ANALISI DI UN TRAILER APPARENTEMENTE SENZA SENSO

    “SPIDERMAN – NO WAY HOME” ANALISI DI UN TRAILER APPARENTEMENTE SENZA SENSO

    Alzi la mano chi non è stato contagiato dalla Spiderman-mania delle teorie dopo aver visto il teaser trailer di “No way home”. Dopo un lungo, lunghissimo attendere e dopo un susseguirsi interminabile di leak e supposizioni finalmente il teaser è arrivato. Raccontiamo brevemente cosa succede, prima di cercare di dare una risposta a tutte le domande, o almeno quelle principali, che ci sono saltate alla mente. Vi chiedo anticipatamente perdono se vi metterò fra parentesi dei piccoli dubbi rapidi.

    Il trailer inizia con Peter e MJ sul tetto di un edificio (la scuola?) che commentano la notizia del momento, ovvero che Peter è Spiderman. Si susseguono delle scene che, per come sono vestiti i protagonisti, seguono immediatamente l’annuncio di J. Jonah Jackson sull’identità del giovane Parker.

    Vediamo poi Peter in pigiama interrogato in quella che sembra una stazione di polizia, ma che dovrebbe in realtà essere un ufficio della Damage Control. Peter è ammanettato, il che fa supporre che voglia restare lì di sua volontà, o saprebbe benissimo come andarsene. Gli fanno notare che è difficile che non sia stato lui a uccidere Quentin Back/Mysterio coi droni, poiché questi sono di sua proprietà.

    A questo punto, segue una rapida scena a dove vediamo Peter intento a leggere dei documenti mentre qualcuno, il cui volto è reso volutamente non visibile nel trailer, gli sbatte vicino dei faldoni. Il trailer prosegue con i problemi che Peter ha nel dover gestire la rivelazione della sua identità segreta, con la gente che manifesta contro di lui fuori da scuola, Ned e MJ che subiscono al suo fianco e perfino zia May, che vediamo interrogata assieme a Ned.

    MJ gli chiede se non sia meglio così, visto che ora non deve più mentire. Ma qui arriva il “bello”. Illuminato improvvisamente da delle decorazioni di Halloween (e dunque se Far from home si svolgeva durante le vacanze estive e ora è Halloween, vuol dire che il travaglio di Peter è durato alcuni mesi), Peter decide di rivolgersi al Dottor Strange.

    Si reca al Sancta Sanctorum (la neve, perché?) e chiede allo Stregone Supremo (teniamo a mente questo fatto) di fare in modo che tutti dimentichino che lui è Spiderman. Wong ammonisce Strange, invitandolo a non compiere quell’incantesimo, (per poi entrare negli avvenimenti di Shang-Chi e menarsi con Abominio, sicuro), ma lo Stregone fa l’occhiolino a Peter e decide di compierlo. Qui Peter è preso dai dubbi, perché “tutti” vuol dire proprio tutti, compresi MJ, Zia May, Happy e Ned, che dimenticheranno ogni cosa. Strange si distrae con le chiacchiere di Peter e sbaglia.

    Il Multiverso è aperto.

    Tempeste di sabbia, fulmini dorati sembrano preludere all’arrivo di Electro, Lizard e Sandman dei Sinistri Sei, ma il vero problema è che a lottare contro Peter è proprio Strange, che lo ammonisce con una frase parecchio strana “attento a ciò che desideri, Parker!”, uno Strange inoltre completamente vestito di nero. Arriviamo così alla fine del trailer dove vediamo una bomba zucca rotolare su un ponte con in sottofondo la risata tipica di Green Goblin e, infine, fa la sua comparsa fisica il Doctor Octopus, che saluta il nostro giovane supereroe con un colloquiale “Ciao Peter”.

    Iniziamo con le domande e le perplessità.

    La prima: chi è l’uomo che sbatte i faldoni?
    L’ipotesti più ricorrente e, ammettiamolo, interessante è che a difendere Peter sia Matt Murdock, ovvero Daredevil, il quale sbatterebbe i faldoni perché è cieco. Tra l’altro nella scena mostrata nel trailer, Peter non sente arrivare questa persona e quasi sobbalza alla caduta dei documenti, nonostante sia un superumano dotato di sensi ipersviluppati.

    La seconda questione riguarda il comportamento di Dottor Strange. Non suona strano che lo Stregone Supremo, colui che era disposto a sacrificare le vite di Tony Stark e dello stesso Peter per salvare la Gemma del Tempo, ora compia un incantesimo perché un ragazzino problematico gli chiede aiuto? Tra l’altro parliamo di un incantesimo che va a interferire con la sacra Linea Temporale e potenzialmente pericolosissimo. No, Strange prima fa addirittura l’occhiolino a Peter, prendendo in giro Wong, poi sbaglia l’incantesimo perché si distrae. Cioè… stiamo parlando dell’uomo che in proiezione astrale ha visto oltre 14 milioni di futuri possibili sul destino dell’Universo contro Thanos e che qui si distrae per le chiacchiere di Peter. È logico che uno, come minimo, pensi che quello non sia il vero Strange. Ma allora chi è?

    Nel fumetto Peter si rivolge a Mephisto, il diavolo della Marvel, per compiere questo incantesimo, sacrificando il matrimonio con MJ, ma non è pensabile che in un film che ha come target gli adolescenti, facciano vedere un loro coetaneo fare un patto col diavolo. Si tratta di una variante di Strange? Possibile. Tra l’altro indossa l’occhio di Agamotto senza gemma.

    Quello che poi non torna è che a generare questo evento nexus sia il chiacchiericcio di Peter, è un escamotage davvero, davvero troppo debole, paragonabile al topo che riporta indietro Scott Lang dal Regno Quantico. Ora, se non avete visto tutta la serie Loki saltate un paio di righe, io vi ho avvisato. Vorrei supporre che a scatenare il “disastro” sia stato un evento più potente, ad esempio l’uccisione di Kang da parte di Sylvie e la diramazione della Sacra Linea temporale, avvenuta in concomitanza con l’incantesimo di Strange.

    Di fatto, quindi, lo Stregone Supremo prende la linea temporale – e infatti vediamo che è una linea singola – ma poi a fine incantesimo è una sorta di gomitolo di fili arrotolati. Oppure, un’altra teoria interessante colloca l’incantesimo di Strange nello stesso momento in cui Wanda in proiezione sta leggendo il Darkhold e sente le grida dei suoi figli. Che avvenga tutto nello stesso momento in cui Sylvie uccide Kang?

    Chi è poi lo Strange vestito di nero che combatte sul treno?

    L’ultima puntata di What if… può forse esserci d’aiuto in questo senso. Anche qui, se non l’avete vista, saltate qualche riga.

    La puntata 4 della serie animata basata su “cosa sarebbe accaduto se…” è dedicata proprio a Strange o, meglio, al Supreme Strange. Senza stare a raccontare nel dettaglio gli avvenimenti della puntata –finora la più bella tra quelle andate in onda – ci soffermiamo solo su due punti.

    Il primo: l’Antico dice a Strange di averlo “sdoppiato”, di aver diviso la sua linea temporale lasciando due Strange in un unico universo, perché lui potesse sconfiggere sé stesso. Quindi possono coesistere due Strange nel nostro stesso universo, senza pensare a una Variante proveniente da un altro universo.

    Secondo: L’Osservatore ammonisce Strange, dicendogli che proprio lui sa che manipolare il tempo porta solo altro dolore e altra distruzione. Alla luce di ciò e alla luce di ciò che è mostrato nella puntata, perché dunque Strange dovrebbe cedere alle preghiere di Peter? È davvero ancora più strano, anzi more Strange.

    Infine analizziamo il saluto di Doctor Octopus a Spiderman.
    Se ci pensiamo, è veramente strana tutta questa confidenza, dato che Octopus non conosce “questo” Spiderman, ma conosce quello di Tobey Maguire. E qui entra in gioco il vero grande rumor: vedremo Tobey Maguire e Andrew Garfield in questo film di Spiderman? E se sì, in che “veste”? Saranno dei veri e propri personaggi o appariranno solo come cammei? Tutto dipende molto da come verrà giocata la carta del Multiverso e da chi sarà il vero villain del film, che sospettiamo essere davvero il Dottor Strange.

    Tutto ruota quindi attorno a Strange.

    In effetti, la presenza dello Stregone Supremo sembrava scontata anche in WandaVision e sappiamo che Wanda e Peter compariranno nel film dedicato allo Stregone Supremo in uscita nel 2022.

    Vi lascio infine con un’ultima domanda: cosa tiene in mano Spiderman quando Strange scaglia la proiezione astrale di Peter fuori dal corpo?

    Non ci resta che aspettare ottobre, per il nuovo trailer, e poi dicembre con l’uscita del film per capirci di più, anche perché sappiamo molto bene che la Marvel sa fare ottimi film, ma sa montare straordinari trailer.

  • MCU A UN PUNTO DI SVOLTA? COSA CI ASPETTIAMO DOPO BLACK WIDOW E LOKI

    MCU A UN PUNTO DI SVOLTA? COSA CI ASPETTIAMO DOPO BLACK WIDOW E LOKI

    Pochi giorni fa è uscito finalmente al cinema Black Widow, film che, almeno nelle intenzioni originali della Marvel, avrebbe dovuto aprire la Fase 4 del MCU.
    Quello che la Marvel non aveva invece preventivato è, ovviamente, la grande pandemia che ha colpito il mondo negli ultimi due anni, costringendo anche loro a rivedere i propri piani.
    La mia recensione di Black Widow parte da questo, cioè che se questo film fosse uscito nel momento previsto, o comunque prima di WandaVision, avrebbe avuto un appeal del tutto diverso.

    Raccontare ora, quando già WandaVision, Falcon and The Winter Soldier e per ultimo Loki ci hanno proiettato verso un seguito degli avvenimenti di Endgame, un episodio che si colloca temporalmente molto indietro, probabilmente solletica di meno.

    Black Widow ci mostra qualcosa di nuovo su un personaggio che abbiamo amato molto, ma è pur sempre un personaggio che non potrà avere un futuro. Farlo uscire subito dopo Endgame gli avrebbe conferito il fascino di un omaggio, di una celebrazione, ma dopo un anno e mezzo la situazione è cambiata. Resta il fatto che si tratta di un film di ottima fattura, supportato dalla fantastica recitazione di Scarlett Johanson, da spettacolari coreografie nei combattimenti e straordinari effetti speciali, degni di un perfetto stand-alone, ma non ci aiuta molto.
    Molto bella anche la storia della Stanza Rossa, di cui un po’ Natasha aveva accennato in Avengers – Age of Ultron, e della famiglia disfunzionale in cui Nat è “cresciuta”.
    Forse il senso di questo film è proprio qui: la famiglia.

    Abbiamo visto che gli eroi a riposo cercano una famiglia: è lì che Clint si rifugia, è ciò che forma Tony dopo gli eventi di Infinity War, perfino Steve Rogers decide di provare una nuova vita assieme a Peggy Carter. Se ricordate, nel celebrare il sacrificio di Nat, gli Avengers si chiedono se lei avesse una famiglia, qualcuno da avvisare e sono spiazzati. Eppure Nat aveva una famiglia e anche degli amici, che – forse – avrebbero voluto dirle addio. Ed è quello che vediamo fare a Yelena Belova nella scena post-credits, mentre parla con la Contessa Valentina Allegra de Fontaine, che avremmo dovuto conoscere qui, non nella serie dedicata a Falcon.

    A proposito di questi due personaggi, capiamo dalla scena che si conoscono già, che hanno già lavorato assieme e questo è – a mio parere – il punto più affascinante del film. Sarebbe stato bello poter esplorare altri aspetti della vita di Natasha, ad esempio il suo rapporto con Clint e il suo passaggio allo SHIELD, ma chissà, forse potrebbe essere materiale per una serie tv.

    In tema di serie tv, si è conclusa oggi Loki, la serie dedicata al Dio degli Inganni e alla TVA.
    N.B.: Se non avete ancora visto l’ultima puntata, occhio agli spoiler!

    Dopo la trollata di Spiderman – Far from home e gli eventi di WandaVision, possiamo dire con certezza che con Loki la MCU ha aperto al Multiverso.
    Il finale di Loki ci ha spiegato cosa si cela dietro al TVA e la sua organizzazione, ma solo lui e Sylvie ne sono realmente coscienti. Vediamo infatti che Mobius e B-15 non lo sono e Loki stesso si trova negli uffici di una TVA che non ha più le statue dei Custodi del Tempo, bensì quelle di Colui che Rimane. Si tratta di un personaggio molto interessante e determinante per il prosieguo della Fase 4. Sappiamo infatti che l’attore farà parte del cast di Ant Man – Quantumania, in uscita nel 2023, con il ruolo di Kang Il Conquistatore.

    Nella sua storia fumettistica, è stato uno degli antagonisti principali degli Avengers assumendo diversi nomi, tra cui Immotus e Rama-Tut. Poiché il personaggio dice a Loki e Sylvie che se lo uccidessero l’universo verrebbe bersagliato dalle sue varianti malvagie, non possiamo escludere che avremo la possibilità di vedere tutte queste diverse identità all’opera.

    Resta anche da capire che cosa succederà a Sylvie e a Ravona Renslayer e mi sorge una domanda: se l’universo si è ramificato così tanto, Loki è finito nella Linea Temporale principale oppure si trova in una delle numerosissime ramificazioni?
    La serie dedicata a Loki tornerà con una seconda stagione e, personalmente, non vedo l’ora di capire che cosa succederà, alla luce dei progressi del MCU.

    Il prossimo passaggio che MCU ci propone è What if..?, la serie animata dedicata ad altre vite possibili dei nostri supereroi.
    Proprio qualche giorno fa, la Marvel ha rilasciato il trailer di questa serie così particolare, dove abbiamo visto le diverse possibilità – anche se, forse, ormai sarebbe più corretto definirle “Varianti”. Abbiamo imparato a utilizzare questo termine seguendo Lokie non mi sembra così inappropriato in questo caso. Il trailer, infatti, si conclude con una frase eloquente: “Vieni a scoprire il Multiverso”. Dunque l’impressione è che Uatu L’Osservatore non si stia ponendo delle semplici domande su “cosa sarebbe accaduto se…”, ma stia effettivamente osservando degli universi paralleli dove i personaggi hanno compiuto scelte differenti, che potrebbero collegarsi in qualche modo tra loro.

    Purtroppo, come dicevo all’inizio, la pandemia ha modificato i piani e rallentato le produzioni, ma sono certa che, se tutto fosse stato collocato al tempo giusto, probabilmente l’inizio della Fase 4 Avrebbe filato meglio e avrebbe riservato a ogni passaggio la sua giusta celebrazione.
    Mi sembra quasi un peccato l’aver fatto uscire adesso BlackWidow che, probabilmente, ha riscosso meno hype di quanto avrebbe meritato, rispetto a tutta la carne messa al fuoco dal MCU.

    Si conferma comunque altissima la qualità delle produzioni, degli attori scelti tra cui proprio Sophia Di Martino e Owen Wilson per Loki, oltre a Florence Pugh nei panni di Yelena Belova.
    Non possiamo fare altro che aspettare con ansia i prossimi sviluppi.

    Avete già visto Black Widow e il finale di Loki? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un commento!

  • LUCI E OMBRE PER “THE FALCON AND THE WINTER SOLDIER”

    LUCI E OMBRE PER “THE FALCON AND THE WINTER SOLDIER”

    Premetto che non sono mai stata una fan accanita del personaggio di Sam Wilson/The Falcon e che, alla luce di ciò, la mia attesa per questa serie era piuttosto bassa. Ho sempre preferito altri personaggi, forse più controversi – come Loki, ad esempio – e, in effetti, l’unico motivo che mi ha spinto a vedere The Falcon and The Winter Soldier è stata proprio la presenza del Soldato d’Inverno.

    Sinceramente, nel finale di Endgame avevo interpretato il gesto della consegna dello scudo di Cap a Sam come davvero troppo “politically correct” e, sotto sotto, avrei preferito che lo avesse dato proprio a Bucky, come simbolo della sua redenzione. Dico la verità: ci sono rimasta male.

    Per cui vedere che Sam, nella prima puntata della serie, cede il suo scudo allo Smithsonian per poi vederselo ripassare sotto il naso per essere consegnato John Walker, proprio mi ha fatto storcere il naso.

    Premetto anche che dopo l’altissimo successo raggiunto da WandaVision avevo un po’ rivalutato l’idea di questa serie ma, alla fine, ho avuto difficoltà tanto a vederla quanto a capirla.

    Il primo problema è stato rispondere alla domanda “di cosa parla questa serie?”, perché dire che affronta le conseguenze del “Blip” è un po’ generico. È una serie che, sviluppandosi in sole sei puntate, è entrata nel suo vivo abbastanza tardi e si è mossa lentamente.

    Non capiamo fin da subito quali siano le reali intenzioni dei Flag-Smasher, di Karli Morgenthau, né dove ci voglia portare esattamente il percorso personale di Sam.

    Capiamo decisamente meglio Bucky, il quale a suo modo deve affrontare le conseguenze del suo re-inserimento in società, della grazia per i crimini commessi, fare pace con il suo ingombrante passato e vedere Sam cedere lo scudo di Steve.
    Quello che Bucky dice a Sam nel loro incontro con la psicologa – “Se Steve si è sbagliato nel darti lo scudo, vuol dire che si è sbagliato anche su di me” – è illuminante per comprendere il duro percorso che l’ex Soldato d’Inverno sta compiendo su se stesso.

    Il percorso di Sam si decide invece solo sul finale, quando capisce che essere Captain America nel 2021 significa farsi portavoce di minoranze oppresse, divenire una forza dialogante anche con le forze opposte, comprendendo anche le ragioni degli avversari.
    Il discorso finale ai membri del GRC ci dimostra che il vero Captain America è colui che non ha timore di difendere il giusto, che spesso si trova in mezzo alle due fazioni, allo stesso modo in cui fece Steve quando decise di abbandonare lo SHIELD.

    Sam avrebbe potuto scegliere una via più facile, ma non lo ha fatto: ha scelto di schierarsi dalla parte del giusto, sia perché si sono evidenziate le gravi carenze di John Walker, sia perché il suo personaggio è ormai maturato anche grazie all’incontro con Isaiah Bradley.

    I punti di forza di questa serie, oltre alle bellissime scene d’azione che spesso hanno tenuto in piedi le puntate, sono proprio alcuni personaggi più controversi.
    A partire da John Walker e Karli ma, più in particolare, il ritorno sullo schermo di Zemo, che è stato il vero catalizzatore della parte centrale della serie; per non parlare, poi, dell’altra grande ricomparsa: Sharon Carter. Il finale dopo i titoli di coda ci rivela, infatti, che è lei il tanto temuto Power Broker di Madripoor e che ora, riammessa e graziata dal governo degli Stati Uniti, potrà imprimere una svolta nel MCU.  L’altra piacevole, seppur breve scoperta, è Valentina Allegra de Fontaine – interpretata da Julia Louis-Dreyfus – che con la creazione di U.S. Agent sembra avviata ad assumere il ruolo di controparte di Nick Fury e a formare il team dei Thunderbolts, ai quali dovrebbe aggregarsi anche Soldato d’Inverno.

    Sebbene sia stato annunciato un quarto film dedicato a Captain America, con protagonista Sam Wilson, sembra anche che sia comunque in sviluppo una seconda stagione della serie, anche perché il nodo della trama dei Flag-Smasher resta irrisolto. Il movimento, infatti, non è morto con Karli, ma sembra decisamente più vivo ed endemico che mai, come abbiamo visto dallo scambio degli attivisti nell’ombra. In qualche modo questa trama dovrà essere portata avanti.

    Una parola va spesa anche per Isaiah Bradley: il risvolto politico dolente della serie.
    Veniamo a conoscenza della sua esistenza e della sua storia, del fatto che su di lui sia stato replicato il siero del super soldato, ma che poi sia stato incarcerato e abbia subito torture e un destino di oblio e rinnegazione da parte della società. Non può esistere, infatti, nella mentalità americana un Captain America nero, per via di una concezione ancora troppo ipocrita della società americana che vede i suoi supereroi in tutt’altro modo. In questo caso, la presa di coscienza di Sam diventa ancora più forte e una sorta di rivincita per tutti gli Isaiah Bradley, in un momento storico in cui in America tuona con forza il movimento di Black Lives Matters.
    Molto interessante, in questo senso, la grafica del titolo che cambia nei titoli di coda divenendo “Captain America and The Winter Soldier”, a battezzare definitivamente Sam Wilson.

    Forse con l’hype esagerato dovuto a WandaVision, mi aspettavo qualcosa di più, sebbene fossi ben conscia che si sarebbe trattato di una serie dedicata più all’azione. E, in un certo senso, è quasi un bene che se ne stia progettando una seconda stagione, per poter dare il giusto spazio a quei personaggi e a quelle trame che sono state trattate in modo troppo superficiale quando, invece, avrebbero meritato un respiro più ampio.

    Un plauso va fatto, ovviamente, agli attori, in particolare a Daniel Brühl e Sebastian Stan, in grado di portare in scena le evoluzioni di due fra i personaggi MCU meglio riusciti.

    Resta ora da capire come questa serie si collocherà nello sviluppo della fase 4, in attesa di vedere al cinema Black Widow e il nuovo capitolo della saga di SpiderMan.

    Intanto, quanto alle serie tv, a giugno ne arriva arriva un’altra attesissima, quella dedicata a Loki, che già dal trailer si preannuncia davvero molto interessante.
    Staremo a vedere!

  • “E ORA CHE SUCCEDE?” – UN COMMENTO DOPO IL FINALE DI WANDAVISION

    “E ORA CHE SUCCEDE?” – UN COMMENTO DOPO IL FINALE DI WANDAVISION

    Sono molte le domande che ci siamo posti dopo queste prime puntate (Chi è l’uomo con la tuta da apicultore? Chi parla con Wanda dalla radio? Dove viene spedita Monica Rambeau e come fa a sapere di Pietro? Chi osserva e prende appunti su Wanda e perché? Cosa non possono dire i vicini di casa a Visione?), ma non possiamo fare altro che aspettare le prossime puntate.

    Chi ha letto il nostro precedente articolo dedicato alla prima serie proposta dal MCU, ricorderà che ci eravamo lasciati con queste domande, proprio alla vigilia della messa in onda del quarto episodio, una puntata decisamente di svolta. Ora che le fila sono state tirate, possiamo dire con assoluta certezza che la Marvel – come capita sempre più spesso, ultimamente – ci ha pesantemente preso in giro e che queste domande ora appaiono un po’ ridicole.
    Dunque, niente apparizione del Dottor Strange, tanto meno Loki, e collegamenti con il resto del MCU che attualmente sono complessi. Ma ricapitoliamo per un momento ciò che sappiamo fino ad ora.

    Innanzitutto, Wanda non è impazzita, ma ha metabolizzato effettivamente il dolore per la perdita di Visione con una “proiezione” su Westwood, i cui abitanti non sono morti, ma la loro mente si trova “sotto il controllo” di Wanda. Che, però, appena si rende conto di quanto ha fatto, libera tutti.
    A muovere le fila di molti degli accadimenti era la sua vicina Agnes, la cui vera identità è Agatha Harkness. E una parte di responsabilità in tutto questo, infine, ce l’ha anche Hayward, che non poteva pensare di perdere un’arma potente come Visione senza volerne generare un’altra.

    Alla fine della serie, quindi, abbiamo una Wanda che finalmente riveste i panni di Scarlet Witch, nome che finora non le era MAI, stato attribuito nel MCU, nonostante molti sappiano che questo sia il suo nome da supereroe nei fumetti originali. Infatti, in tutti i film a cui il suo personaggio aveva partecipato, era semplicemente nota come Wanda Maximoff. L’abbiamo finalmente vista anche vestire il costume del suo personaggio, che aveva fatto la sua prima comparsa, in versione cheap, nella puntata di Halloween.
    Le sue creature, il Visione creato attraverso il frammento di Gemma della Mente che vive in Wanda e i suoi figli, sembrano svaniti, così come sembra disperso il Visione bianco creato dallo SWORD, mentre Agatha è imprigionata a Westview.

    Un’importantissima evoluzione viene compiuta anche da Monica Rambeau, i cui passaggi attraverso la barriera dell’Esa e l’esposizione a una dose massiccia di raggi gamma sono andati a modificare la struttura molecolare, donandole poteri speciali. Sappiamo infatti dai fumetti che anche Monica vivrà il suo mutamento in super-eroina; resta da capire se la vedremo nei panni di Photon o Pulsar, i suoi due alter-ego.

    In base alla scena post-credits e all’apparizione degli skrull, appaiono evidenti due cose: la prima è il collegamento con Capitan Marvel, che l’attende nello spazio; la seconda è l’avvio della Secret Invasion, serie che a breve dovrebbe essere trasmessa su Disney+.

    Ma ora cosa succede? Come si arriva al collegamento con il prossimo film di Strange? Questo è il dubbio che ci accompagna da diversi giorni.
    Come sempre accade con Marvel, le teorie dei fan esperti o meno esperti si moltiplicano a partire dal concetto di Multiverso, attorno al quale ruota poi tutto.

    Non sono pochi i fan – me compresa, lo ammetto – che sono rimasti delusi dopo la “trollata” del Multiverso in Spiderman – Far from home e che chiedono a gran voce che un argomento così importante o venga trattato con tutti i crismi del caso, o venga abbandonato definitivamente. Sembra tramontare la possibilità che nel prossimo film dedicato all’Uomo Ragno, dal titolo No way home, in uscita a Natale, si possano vedere le precedenti personificazioni di Spiderman (Tobey Maguire ed Andrew Garfield) e che i diversi villain (Electro ed il Dottor Octopus) possano comparire in modo “differente” da quello reale.
    Tutto ciò complica le cose nel concetto di Multiverso per come ce lo siamo immaginati finora, ossia una serie di mondi paralleli dove la realtà è andata diversamente.
    Eppure sappiamo che per la Marvel si tratta di qualcosa si importante, quindi dovrà comparire.

    C’è da considerare, poi, la seconda grande trollata che Marvel ci ha fatto, inserendo “a caso” il personaggio di Quicksilver-Evan Peters nel bel mezzo della serie.
    Abbiamo gridato tutti finalmente!, non solo al compimento del Multiverso ma anche all’introduzione nel MCU di X-Men e dei Fantastici 4. Ricordo, infatti, che Agatha Harkness compare principalmente in quel filone di fumetti e che l’ingegnere aerospaziale nominato da Monica Rambeau non dovrebbe essere altri che Reed Richards, ovvero Mr. Fantastic. Perché poi ridurre tutto alla presenza “tarocca” di un abitante di Westview molto somigliante e sotto incantesimo?

    Come considerare, poi, la scena finale di WandaVision alla luce della profezia di Agatha Harkness? Da ciò che abbiamo capito, Wanda non è una strega dalla nascita, ma un’entità “forgiata” da Chthon per incanalare la magia del Caos e i cui poteri, prima silenti, si sono sprigionati attraverso l’esposizione al potere della Gemma della Mente e per il dolore della perdita di Visione.
    Alla fine della serie, Agatha le comunica che lei è destinata a distruggere il mondo, in che modo non lo sappiamo.

    Nel finale lei, o meglio la sua proiezione, è intenta a leggere il Darkhold – conosciuto anche con il nome di Libro dei peccati, un tomo di incantesimi e sortilegi legati alla magia nera creato da Chthon, la prima divinità a praticare tale magia oscura e ad esercitare i suoi poteri e già comparso in Agents of Shield – che ora, finalmente, padroneggia quando, all’improvviso, sente la voce dei suoi figli, che credeva scomparsi con Visione e Westview, che chiedono aiuto.

    Che dire… Forse la chiave di tutto sarà il tentativo di Wanda di riportarli indietro? Non è da sottovalutare la storia fumettistica dei personaggi di Billy e Tommy, nati dai frammenti di anima di Mephisto, personaggio citato in molte teorie apparse sul web in questi giorni, come super-villain delle prossime fasi del MCU. Ancora si dice che i due bambini torneranno come Young Avengers nei panni di Speed e Wiccan. Bisogna, però, capire come Wanda entrerà nel film di Strange: alleata o villain? Sappiamo che nel film rivedremo Mordo, che abbiamo lasciato impegnato a sterminare gli stregoni presenti sulla Terra. Avrà un ruolo anche lui in tutto questo? E in che modo? Cos’è, esattamente, il Multiverso della Follia? Si tratta di una proiezione di Wanda, come Westview? Tornerà Agatha alla luce della frase “Se avrò bisogno di te saprò dove trovarti”, pronunciata proprio da Wanda? Ricoprirà il ruolo di mentore di Wanda che aveva nei fumetti, o sarà qualcosa di totalmente diverso?
    C’è davvero tantissima carne al fuoco e la fase 4 del MCU sembra essere partita col botto.

    Non dimentichiamo che venerdì 19 verrà rilasciata la prima puntata di “The Falcon e Winter Soldier”, che si presenta in maniera differente ma che dovrà essere, in qualche modo, collegata, mentre a giugno sarà Loki a comparire su Disney+ e, alla luce di quanto accaduto con WandaVision, non sappiamo davvero cosa aspettarci.

    Avete anche voi una teoria sul finale di WandaVision? Le aspettiamo nei commenti!

  • “WANDAVISION” QUANDO IL MCU DIVENTA SERIE

    “WANDAVISION” QUANDO IL MCU DIVENTA SERIE

    Uno dei grandi appuntamenti dell’inizio del 2021, per le serie a tema fantascientifico, era l’avvio di quelle targate Marvel Studios. La pandemia da Covid19 ha sconvolto, e non poco, i piani del Marvel Cinematic Universe, la cui fase 4 avrebbe dovuto prendere avvio con lo stand-alone su Vedova Nera, inizialmente previsto per maggio 2020 e progressivamente ritardato, per proseguire con quella che avrebbe dovuto essere la prima serie tv, ovvero Falcon and The Winter Soldier. I piani però sono stati appunto ampiamente sconvolti e a vedere per prima la luce è stata la serie WandaVision.

    Sono state rilasciate le prime tre puntate, assieme a un breve approfondimento sui due protagonisti con “Marvel Legends”, sulla piattaforma Disney+. Uno dei problemi, o vantaggi, di Disney+ è che non si può fare binge-watching, poiché – a differenza, ad esempio, di Netflix – viene rilasciato un episodio alla settimana. Per avere, quindi, una panoramica completa, dobbiamo aspettare tutte le puntate della stagione.

    Cominciamo col dire che per ora WandaVision sta confermando le altissime aspettative. Si tratta di episodi brevi, di circa 30 minuti, che si ispirano alle serie tv delle decadi del ‘900. Ogni episodio è un piccolo gioiello di costumi e scenografia: capelli, abiti e automobili fanno salti temporali di dieci anni per ogni episodio, così come il formato. Infatti dallo storico 4:3, tipico della vecchia tv, il fotogramma si allarga, mentre dal bianco e nero assoluto della prima puntata, si passa nella successiva allo spuntare improvvisamente di elementi a colori, per giungere all’esplosione psichedelica della terza, che omaggia gli anni ‘70.

    Da I Love Lucy si passa quindi a La Famiglia Brady, passando per Vita da strega, la cui sigla animata con Wanda e Visione è davvero un piccolo gioiello, con richiami anche alle atmosfere di The Twilight Zone, quando improvvisamente emergono gli elementi fantascientifici. Si tratta indubbiamente di un grande azzardo per i Marvel Studios, forse il più grande, ma sicuramente è una scommessa che merita di essere giocata.

    Altra caratteristica è, ovviamente, la presenza costante di easter eggs in ogni puntata, che non vi sveleremo per non farvi perdere il gusto di cercarli, e un grande interrogativo sul titolo WandaVision. Se il richiamo volesse riguardare solo i due personaggi, perché non chiamarlo “Wanda and The Vision”? Visto nel suo significato, il titolo sembra volerci rimandare a “La Visione di Wanda”. Non dimentichiamoci infatti che la serie si svolge dopo i fatti di Endgame, dopo che, quindi, Wanda ha ucciso Visione, l’ha visto riportato in vita da Thanos per poi essere ucciso nuovamente, è stata polverizzata dallo schiocco ed è lei stessa tornata in vita per combattere nella battaglia finale. Quale sia stato l’impatto sulla mente, piuttosto fragile di Wanda, non ci è stato mostrato. Questi primi episodi sembrano quasi essere una sorte di rielaborazione del lutto da parte di Wanda che si è rinchiusa, o è stata richiusa, in una realtà fittizia, nel mondo di Westwiew, dove rielabora ricordi e sensazioni, sotto l’occhio vigile di qualcuno che la osserva da quello che sembra un laboratorio. Lo stesso concetto di sit-com, se ci riflettiamo bene, è un modo che tutti noi utilizziamo spesso per “evadere” dalla realtà. Che Wanda stia facendo proprio questo?

    Sono diversi i richiami al mondo Marvel, che gli spettatori digiuni di MCU possono trovare difficili da cogliere, a cominciare dal simbolo sull’elicottero giocattolo a colori raccolto da Wanda in giardino, alla collana di Monica Rambeau/Geraldine. Si tratta di una spada, simbolo della S.W.O.R.D. (Sentient Worlds Observation and Response Department), agenzia parallela allo S.H.I.E.L.D., ma riguardante le minacce extra-terrestri. I colori dell’elicottero sono gli stessi dell’armatura di Iroman, peraltro. Inoltre dovrebbe essere un campanello d’allarme proprio la presenza di Monica Rambeau, che rivedremo in Capitan Marvel 2.

    È stato inoltre annunciato un grande colpo di scena, e sappiamo anche che la serie sarà in qualche modo collegata al seguito del film dedicato allo Stregone Supremo, Dottor Strange, e questo, a sua volta, al prossimo film di SpiderMan. Non possiamo, al momento escludere che protagonista nascosto di questa serie sia il Multiverso, che ha fatto la sua comparsa proprio alla fine della fase 3 e già è presente proprio nel titolo del seguito di Strange, The Multiverse of maddness. Secondo alcune teorie che circolano in rete, Wanda potrebbe essere il villain del film, fatto che non deve stupire perché nel fumetto, e anche in Age of Ultron, Wanda spesso si è messa contro i Vendicatori. La presenza nella serie di Strange sembra ormai quasi scontata, ma si suppone che possa comparire perfino Loki.

    Oltre allo staff tecnico della serie, che ne ha curato maniacalmente le ambientazioni, trucco, abbigliamento, arredamento e abitudini per ogni decennio, una menzione deve essere fatta a Elizabeth Olsen e Paul Bettany. I due attori mettono in scena una performance straordinaria, in particolar modo la Olsen, che riesce a passare dal registro comico e leggero a quello di drammatico nel giro di un reale battito di ciglia, a dimostrare la sua grande capacità recitativa.

    Sono molte le domande che ci siamo posti dopo queste prime puntate (Chi è l’uomo con la tuta da apicultore? Chi parla con Wanda dalla radio? Dove viene spedita Monica Rambeau e come fa a sapere di Pietro? Chi osserva e prende appunti su Wanda e perché? Cosa non possono dire i vicini di casa a Visione?), ma non possiamo fare altro che aspettare le prossime puntate. Per ora la serie è assolutamente promossa, anche nel suo essere fortemente surreale e azzardata, e consigliata!