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Erased – Un thriller fuori dal tempo

written by Arianna Giancola Gennaio 12, 2021
Erased - Copertina

Bentrovati amici del Sol Levante.
Dopo tanto tempo torniamo finalmente a parlare di anime e manga con Erased (Boku dake ga inai machi, “La città in cui io non ci sono”) dal mangaka Kei Sanbe.

L’autore non è ancora molto famoso in Italia pur avendo già realizzato diverse opere, tuttavia in Giappone il suo nome comincia davvero a farsi conoscere.
Sanbe ha lavorato al fianco di Hiroiko Haraki per ben otto anni, divenendo infine assistente capo nella realizzazione dell’opera magna del maestro (Le bizzarre avventure di JoJo, la cui recensione potete trovare in questo articolo).
A quel punto si mette in proprio riuscendo a ottenere ben due menzioni ai Tezuka Awards (che, per chi non lo sapesse, è forse il più importante riconoscimento che un mangaka possa ottenere. Equivale all’Oscar per un attore americano) ed Erased è stato nominato per il 18° Tezuka Osamu Cultural Prize Reader Award.

Erased è un manga seinen, cioè principalmente dedicato a un pubblico maschile adulto. Contrariamente a quanto si possa pensare, non ha nessun contenuto di tipo erotico, ma il target è definito da una narrazione più lenta e introspettiva, con tematiche serie e complesse che difficilmente potrebbero essere apprezzate da un pubblico più immaturo.

Il manga è stato serializzato sulla rivista Young Ace di Kadokawa Shoten dal 4 giugno 2012 al 4 marzo 2016, mentre in Italia è stato presentato al Mantova Comics nel 2016 da Star Comics che lo ha pubblicato a partire dal settembre dello stesso anno.
Dal manga sono stati realizzati sia un anime, trasmesso in Italia in streaming in simulcast da Dynit su VVVVID, che una live action.
Attualmente sono entrambi disponibili in streaming su Netflix.

Satoru Fujinuma è un ventinovenne chiuso e solitario, un aspirante mangaka che consegna le pizze per sbarcare il lunario. Ma è anche soggetto a sbalzi temporali incontrollabili, che lo riportano indietro nel tempo per permettergli di “aggiustare” qualcosa che non va.
Un giorno, tornando a casa trova la madre brutalmente assassinata.
Satoru comprende che la sua morte è legata ai terribili eventi che si verificarono quando era bambino, ma dopo una breve fuga dalla polizia che lo crede colpevole, viene arrestato.
In quel momento il giovane viene riportato indietro di 18 anni, a quando frequentava le elementari. Per poter rimettere le cose a posto dovrà impedire la scia di rapimenti e omicidi che iniziarono con la sparizione di Kayo Hinazuki, una sua compagna di classe.
Inizia così una partita a scacchi con uno spietato serial killer dove ogni errore può costare una vita.

Erased è un paranormal manga che gioca tutto sui paradossi dei viaggi temporali (tematica che, ultimamente, va molto di moda).
Un po’ Detective Conan un po’ Dark, si svolge principalmente all’inizio del 1986, con un’ambientazione molto cara agli adulti di oggi cresciuti a pane e manga.

La forza principale della storia sta nella meravigliosa caratterizzazione dei singoli personaggi, che nel corso della storia subiscono un’evoluzione psicologica straordinaria, tanto più affascinante quanto meno è forzata.

Il personaggio di Satoru, in particolare, risulta coinvolgente.
Il bambino ricorda perfettamente la sua vita da adulto e tutti gli eventi accaduti, eppure quella parte infantile rimasta in lui (che ha così pesantemente influenzato la sua tendenza all’isolamento e il carattere schivo dell’adulto) gli permette di integrarsi perfettamente in quel passato permettendogli anche di rivivere alcuni momenti con una consapevolezza maggiore, rendendoli preziosi e insostituibili.

Non si può fare a meno di apprezzare anche il personaggio Kayo.
Altrettanto chiusa, schiva e solitaria, la bambina è vittima di abusi terribili da parte della madre e del suo compagno.
Lo sguardo vuoto e il volto imbronciato, istintivamente rifiuta i tentativi di Satoru di fare amicizia rispondendo con freddezza e diffidenza all’inizio, per poi cedere poco a poco.
Sappiamo che la bambina è scomparsa quando si trovava da sola, di sera, in un parco coperto di neve, quindi non possiamo fare a meno di commuoverci quando, in quello che nella linea temporale primaria doveva essere il suo momento più buio, si trasforma nella nuova linea nel suo primo vero sorriso.

Come in tutte le opere del genere, poi, c’è sempre un compagno di classe più maturo e intuitivo e, in questo caso, si tratta di Kenya Kobayashi, che rappresenta, poi, la vera chiave di volta per l’evoluzione psicologica del protagonista.

Insomma, davvero un bel “cast” che si affianca a una narrazione di alto livello.
Sanbe è riuscito a mixare a perfezione la dolcezza delle emozioni infantili (meglio apprezzate dalla condizione del protagonista) con il sottile filo di tensione che percorre l’intera storia.
L’urgenza di salvare delle vite, il bisogno di essere sempre un passo avanti al killer senza volto, la necessità di comprendere chi sia per poter cambiare un futuro terribile.

Non vi daremo né la soluzione del mistero né informazioni sul finale, per quanto, a un certo punto, sarà quasi impossibile non comprendere chi sia il misterioso nemico.
Tuttavia, nel momento stesso in cui ve ne renderete conto, l’autore riuscirà, con un tempismo straordinario, a rivelare le sue carte con un cambio di registro assolutamente perfetto.

Se siete in cerca di qualcosa da guardare, vi consigliamo assolutamente di vedere l’anime (stagione unica autoconclusiva da 12 episodi) perché ne vale davvero la pena. Se vi piacciono i thriller non ne resterete delusi ma, date le tematiche, sconsigliamo vivamente la visione ai più giovani.

Voi lo avete visto? Cosa ne pensate?

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