Home Approfondimenti INUYASHA: UN’AVVENTURA TRA SPIRITI E DEMONI

INUYASHA: UN’AVVENTURA TRA SPIRITI E DEMONI

written by Arianna Giancola dicembre 5, 2019

Bentrovati lettori!
Oggi la Redazione di Universo Fantasy ha una grande novità per voi.
In tanti ci avete fatto notare che il mondo del fantasy è molto più che libri e cinema e che fino a oggi ne abbiamo trascurato una parte davvero importante.
È quindi per rimediare a questa mancanza che vogliamo ampliare il nostro materiale, cominciando finalmente a riportarvi recensioni, notizie e novità anche sul mondo dei manga e degli anime, ovvero i fumetti e cartoni giapponesi. Per iniziare questo nuovo filone abbiamo scelto un grande classico, un titolo che sicuramente molti di voi avranno già follemente amato:

INUYASHA 

Si tratta della popolare opera della famosissima e talentuosa Rumiko Takahashi, fumettista e character designer giapponese anche nota come “la regina dei manga”, entrata nel 2018 nella Hall of Fame del Will Eisner Award e che nel 2019 ha vinto il Grand Prix de Angoulême 2019.

L’autrice era già nota al pubblico italiano per numerose opere divenute famose tra gli anni ottanta e il 2010: Urusei yatsura (meglio nota in Italia come Lamù), Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko) e Ranma ½.

Inuyasha è un manga fantasy storico, ambientato in un Giappone fantastico nell’epoca Sengoku (1467-1603) e appartenente al genere shōnen, cioè principalmente indirizzato ad un pubblico maschile di età compresa tra quella scolare e quella adulta.

Kagome Igurashi, normale studentessa di terza media dell’epoca moderna, abita con la sua famiglia in un antico tempio shintoista. In quest’ultimo è presente un pozzo centenario, nel quale Kagome viene risucchiata da un potente demone: il Millepiedi Joro, risvegliatosi grazie al potere spirituale di Kagome. Proprio grazie a questo inaspettato potere la ragazza riesce a liberarsi, ma si ritrova trasportata appunto nell’epoca Sengoku.

Spaventata e sconvolta, la fanciulla si ritrova davanti al Dio albero (Goshinboku), al quale è sigillato con una freccia il mezzo demone Inuyasha, un ragazzo con le orecchie di cane e una bellissima chioma candida (il suo nome è composto da INU – cane – e YASHA – demone).

Kagome viene nuovamente attaccata dal demone, che riesce a ferirla e a strappare dal suo corpo una gemma splendente: la Sfera dei quattro Spiriti.

Per salvarsi la ragazza distrugge il sigillo che grava sul ragazzo che, non appena libero, dimostra la sua forza sconfiggendo Joro con un solo fendente.

Attirati dalla presenza della sfera però altri demoni avanzano verso i due ragazzi. Uno riesce a prendere il gioiello e sta per volare via, ma Kagome lo colpisce con una freccia, frantumando però al tempo stesso anche la sfera, i cui frammenti esplodono disperdendosi sul territorio.

Kagome e Inuyasha, ai quali si uniranno poi lungo la strada il piccolo demone volpe Shippo, il monaco pervertito Miroku e la giovane sterminatrice di demoni Sango, partiranno quindi alla ricerca dei frammenti per ricomporre la potente gemma.

Scopriranno presto però che la Sfera dei quattro Spiriti esercita un’attrazione irresistibile per uomini e demoni e nella loro ricerca si troveranno davanti il nemico più pericoloso: il maestro degli inganni Naraku.

Abbiamo detto che Inuyasha appartiene al genere shōnen, che vede il suo target di riferimento nel genere maschile, tuttavia si tratta di un manga molto apprezzato anche dal genere femminile.

Vuoi per il tratto della Takahashi, che ama le curve morbide e i grandi occhioni, vuoi per il complesso intreccio di rapporti tra i personaggi o per il fascino intrinseco dell’ambientazione, si tratta di un’opera che ha colpito senz’altro la fantasia degli appassionati di entrambi i generi e che è riuscita ad accontentare i lettori delle età più svariate.

L’attribuzione al genere shōnen è dovuta dunque principalmente alla costante presenza di combattimenti in cui morti, sangue e ferite si sprecano, e non al fatto che sia attraente per il solo pubblico maschile.

I momenti leggeri, i siparietti comici, gli scambi di battute anche salaci e le smorfie che trasformano il viso dei protagonisti in simpatiche caricature, sono un elemento imprescindibile presente in tutti i lavori dell’autrice.

Allo stesso tempo è molto presente il tema dell’amore, e della gelosia. In Inuyasha troviamo anche un triangolo amoroso particolarmente toccante: quello tra Inuyasha stesso, Kagome e Kikyo.

Kagome è infatti la reincarnazione di Kikyo, una giovane sacerdotessa morta cinquant’anni prima dell’inizio della storia e riportata in vita da una strega. Era stata proprio Kikyo, che al tempo era la custode della Sfera, a sigillare Inuyasha, ma tra di loro c’era qualcosa di intenso, c’era amore, che grazie agli inganni di Naraku si era trasformato in odio.

Ora il ragazzo è diviso tra il sentimento che prova per Kagome, che si rinforza ogni giorno di più, e il suo antico amore per Kikyo, che adesso è velato di istinto di protezione e rimorso.

Un’altra tematica fortemente presente in Inuyasha è quella dell’appartenenza. Il giovane è infatti un mezzo demone, nato dall’unione di un demone completo e di una donna umana.

I demoni lo ritengono inferiore, in quanto mezzo umano, e gli umani lo temono e lo allontanano, in quanto mezzo demone. Il giovane, rimasto orfano già nella fanciullezza, è rimasto solo anche nella vita, allontanato da tutti. È tanto strano che in principio desiderasse la Sfera che con il suo potere avrebbe potuto trasformarlo in un demone completo? Solo la stretta vicinanza con i suoi compagni umani Kagome, in primis, Sango e Miroku, riuscirà a risolvere i suoi dubbi.

Ma anche tutti gli altri personaggi del manga risultano molto riusciti, ognuno con una propria storia e le proprie debolezze. E non si parla solo dei personaggi principali, ma anche di quelli secondari, a cui l’autrice riserva sempre uno spazio per farli conoscere al lettore.

Ne sono un esempio cardine Sesshomaru, fratellastro di Inuyasha e demone completo, e Kagura, demone del vento che pur essendo un’emanazione di Naraku desidera solo essere libera (“Il mio nome è Kagura, sono il vento e come tale devo vivere!” dice lei stessa).

L’ambientazione delle avventure dei nostri eroi è principalmente quella di un Giappone ancora vergine, dalla lussureggiante vegetazione e dagli innumerevoli corsi d’acqua cristallina e terme naturali. Ogni tanto è possibile incontrare un castello o qualche piccolo villaggio con il suo circondario rurale, ma questi ultimi sono in genere destinati alla distruzione ad opera di demoni malvagi, bande di briganti o, più semplicemente, di un esercito (il periodo Sengoku è infatti anche definito “periodo degli stati belligeranti”).

Non si vedono mai grandi città, ma in fondo ha senso, perché le fitte foreste sono lo sfondo ideale per le tane di mostruosi demoni.

Concludiamo questa recensione dandovi qualche informazione aggiuntiva.

Il manga, in Italia, è stato pubblicato per la prima volta tra il 2001 e il 2009, da Star Comics sul mensile Neverland. A partire dal 2009 la Star Comics ha intrapreso una nuova edizione (Inuyasha New Edition) sulla testata Anime Comics.

Dal manga è stato tratto anche un anime dal grande successo, che si compone da due serie divise in sette stagioni per un totale di 196 episodi.

Adattamento e doppiaggio italiani sono stati affidati alla Dynamic Italia (poi divenuta Dynit) e la prima messa in onda è avvenuta su MTV nel 2001. Le varie stagioni sono attualmente visibili su Netflix e Prime Video, per cui ve ne consigliamo caldamente la visione, non ve ne pentirete!

L’anime ha riscosso un grande successo, grazie anche alla bellezza della colonna sonora e alla bravura dei doppiatori, fra cui spiccano Massimiliano Alto per Inuyasha (Aladdin in Aladdin, Flynn Rider in Rapunzel, Ranma Saotome in Ranma ½, Kaworo Nagisa in Neo Genesis Evangelion oltre a molti altri), Federica De Bortoli per Kagome (Padmé Amidala in Star Wars: The Clone Wars, Caska in Berserk – Lepoca d’oro, Lina Inverse in The Slayers…) e Fabio Boccanera per Miroku (doppiatore di Johnny Deep, Ben Affleck e molti altri, oltre che di un numero infinito di serie animate e lungometraggi).

Per Inuyasha sono stati inoltre realizzato ben quattro lungometraggi animati, che temporalmente si inseriscono lungo il corso della serie, e un OAV (Inuyasha: Kuroi Tessaiga – “Inuyasha: Tessaiga nera”), che però non è mai stato distribuito in Italia.

E voi? Conoscevate già Inuyasha?

Ti potrebbero piacere

Lascia un commento