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RECENSIONE A “MONDO DUE” DI ANDREA ZANOTTI

written by Sara Bondi novembre 25, 2019

Quando i figli del Mago folle regneranno sulle città della costellazione di Isyl, la prigione di cristallo andrà in frantumi e Alenna verrà travolta.

Andrea Zanotti è nato a Bolzano nel 1977, è laureato in Economia e Commercio e lavora presso un’azienda operante nel mercato dell’energia elettrica. Il suo interesse per la scrittura è nato grazie ai giochi di ruolo; nel 2012 ha fondato “Scrittori Indipendenti”, e nel corso degli anni ha pubblicato diversi romanzi e racconti.

Mondo Due, pubblicato nel 2015, è un cofanetto che contiene una trilogia grimdark fantasy (uno stile predominante di elementi che possono incitare alla violenza, all’odio, alla tortura, alla vendetta, al fanatismo religioso, ect… ) composta da Il Nuovo Quarto, Qilana la Pura e Lo Sterminatore di Mondi, e può essere letto autonomamente o collegandolo agli eventi descritti in Mondo Uno. Le due trilogie sono accomunate dal pantheon di divinità, ma narrano storie completamente differenti. L’opera ha ottenuto il marchio di qualità Scrittorindipendenti, attribuito dai lettori e volto a garantire il buon livello delle opere autoprodotte.

Un’entità malvagia, Isyl l’Astronascente, scatena una guerra sanguinosa per distruggere il pianeta Alenna. Gli uomini riescono a sigillarlo in una fortezza impenetrabile solo grazie ai maghi, che controllano le creature elementali; una volta ristabilita la pace il sovrano, in punto di morte, divide il regno in Quarti, ognuno dei quali sarà dominato da un elemento, e li affida ai quattro figli. Questa spartizione porterà a un’epoca di conflitti, tradimenti e faide.

La prima cosa che salta all’occhio durante la lettura è la varietà di ambientazioni e di personaggi. La trama segue le vicende di una compagnia di mercenari, la Centuria, che viene inviata in un territorio semisconosciuto per indagare su un nuovo culto, racconta le inquietudini e gli scontri che dividono i Quarti, e ci mostra la tensione crescente nella capitale, dove la prigione che rinchiude Ysil comincia a mostrare segni di cedimento.

Fin dalle prime pagine, il lettore deve familiarizzare con una quantità notevole di nomi, il chè all’inizio può risultare spiazzante. I personaggi sono tanti, e si fa parecchia fatica a capire chi sta facendo cosa, rendendo di fatto l’immedesimazione molto difficile. Per fortuna, la caratterizzazione è ottima, e permette di distinguere in fretta i protagonisti, soprattutto i membri della Centuria. Il glossario è un aiuto ulteriore, ma sarebbe più utile se fosse collocato all’inizio del romanzo e non alla fine, in modo che il lettore sappia subito di avere questa risorsa a disposizione.

Lo stile, in generale, è molto curato: nel Nuovo Quarto, dove si muove la compagnia di mercenari, la storia è narrata in prima persona presente (il narratore è Yorick, un membro della Centuria) e lo stile è scarno, asciutto, anche scurrile quando la situazione lo richiede. Negli altri capitoli, invece, la storia è narrata al passato, in terza persona, con uno stile più tipico degli high fantasy.

Intere galassie dominate da questo o quel Dio prendevano forma o esplodevano sotto la spinta delle forze confliggenti. Non vi era regione nella realtà non-ordinaria che non fosse in perenne mutamento sotto la sferza delle spinte di entità e deità che bramavano più potere.

La forma, purtroppo, non è perfetta: ci sono diversi errori di formattazione (ad esempio la “È” apostrofata e non accentata), i soggetti vengono spesso separati dai predicati con una virgola, e in parecchi casi il verbo centrare sostituisce in modo improprio entrarci. Ad esempio, la frase “Gli faceva ritenere non centrassero nulla” andrebbe scritta “Gli faceva ritenere non c’entrassero nulla”. Si tratta di un errore sempre più comune, ma che denota una certa “amatorialità” del testo, e che andrebbe evitato.

L’autore ha creato un’ambientazione molto curata, riprendendo elementi tipici del fantasy classico e dando loro nuova freschezza: c’è la magia legata alle divinità, ci sono i quattro elementi con i loro elementali, le profezie che muovono la storia, tutti dettagli che in sé conosciamo bene, ma che qui vengono sfruttati in un modo nuovo e suggestivo.

Una sagoma oscura, vaporosa, ha coperto il sole e fissandola attentamente si possono scorgere i lineamenti del volto di una donna. Una donna furente le cui grida sono strali dalla potenza maestosa. Sfreccia nella volta celeste, a inseguire le movenze folli del Dio Sciacallo.

Molto buona anche la descrizione dei combattimenti. L’autore riesce a essere tecnico ma non pesante, descrivendo con precisione cosa sta succedendo ma rendendo comprensibile la scena anche a chi non è esperto di arte militare. Inoltre, è in grado di mettere in difficoltà i personaggi, a far rischiare loro la morte, e a salvarli in modo plausibile, senza ricorrere a deus ex machina.

Nonostante qualche piccola pecca, la trilogia Mondo Due è un’ottima lettura, scorrevole a dispetto della lunghezza, in cui elementi tipici del fantasy epico, come la lotta tra il bene e il male, si fondono con atmosfere cupe e personaggi sfaccettati e ambigui, tipici per esempio di Mark Lawrence e di Steven Erikson.

E voi cari lettori, avete letto questa storia? E se l’avete fatto, cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un commento!

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