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“LE LEGGI DELL’ORDINE ETICO” DI MAURIZIO COMETTO – RECENSIONE

written by Arianna Giancola Aprile 8, 2024
Le leggi dell'ordine etico - Cometto - Copertina

Bentrovati amici del fantasy!
Per il nostro #lunedìdellerecensioni abbiamo un grande ritorno. Oggi parleremo infatti dell’ultima opera di Maurizio Cometto: Le leggi dell’ordine etico, pubblicato da Delos Digital nella collana Odissea Fantascienza.

Cuneese, classe 1971, Maurizio Cometto lavora come ingegnere meccanico e si definisce un “ragazzone di cinquant’anni”. Autore prolifico ed eclettico, ha al suo attivo numerose pubblicazioni tra le quali la pentalogia Il Libro delle Anime (Delos Digital – Odissea Fantasy), Il costruttore di biciclette (Il Foglio 2006), la raccolta L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici (Il Foglio 2008), il romanzo per istantanee Cambio di stagione (Il Foglio 2011), il racconto lungo La macchia (Acheron Books 2016) e le raccolte di racconti Heptahedron (Acheron Books 2017) e Magniverne (Il Foglio 2018).
Ha inoltre partecipato alle antologie The Silent Garden (Undertow Publications) con La Tierra Blanca e Folklore (Edizioni Watson) con La vera storia di Pietro Micca.

Le leggi dell’ordine etico è una storia intrigante e affascinante, di matrice orwelliana, che strizza l’occhio a opere come Matrix, Inception e V per Vendetta mescolandone in modo magnifico alcuni degli elementi chiave.

La trama è profondamente avvincente e a tratti destabilizzante, in quanto ambientata in un futuro prossimo, e va a toccare alcune delle paure più profonde di questo periodo.

Dopo la Terza Guerra Mondiale, durante la quale il paese ha subito gli attacchi nucleari dell’asse Cino-Russo-Asiatico, l’Italia si stacca dalla NATO e si chiude al resto del mondo. La nuova autocrazia impedisce qualunque contatto esterno, controlla e limita la tecnologia, individua il male nello straniero e costruisce una muraglia che separa il paese da tutto il resto. Il controllo sulla popolazione è assoluto e, in questa nuova Korea del Nord, basta una generazione perché si perda il ricordo del passato e il senso della realtà.

L’impianto base della trama è fortemente destabilizzante per il lettore e la storia prosegue in un susseguirsi di dubbi, ansie e incertezze che lo spingono a divorare il testo pagina dopo pagina come in un thriller.

L’ambientazione è senza ombra di dubbio il maggior punto di forza di questo romanzo. La costruzione di questa Italia (la Grande Italia) distopica, la spiegazione che l’autore fornisce su come si sia arrivati a questo punto e il parallelismo con l’instabile situazione mondiale attuale sono fin troppo credibili e contribuiscono a creare un’atmosfera disarmante e sottilmente ansiogena.

Attraverso una serie di piccoli dettagli (e una scelta davvero accurata dei termini come cinematografo in luogo del più moderno cinema) l’autore riesce a ricreare un’atmosfera Anni ’60, una regressione al passato che tinge tutto di un lieve color seppia. Allo stesso tempo, con comportamenti, lievi accenni e brevi descrizioni, magari di un singolo ambiente o di una struttura, riesce a suscitare un senso di claustrofobia, di insofferenza nonché di resa e sottomissione. Gli armati, poi, il gruppo di militari preposti al controllo della sicurezza, emergono come elementi “senza volto”, quasi semplici strumenti del potere dominante.

Il risultato è un misto tra le atmosfere di The man in the high castle e Squid Game: a nostro parere, a dir poco eccezionale.

Splendida anche la rappresentazione dei personaggi.

L’intera storia ruota intorno al protagonista, Davide Rebagliati, il cui unico desiderio (e fondamento alla sua spinta di ribellione) è non perdere il solo ricordo che ancora conservi del padre. La narrazione in prima persona aiuta il lettore a immergersi all’interno dell’uomo, vivendo insieme a lui tutti i tentennamenti, i dubbi le paranoie e le ansie crescenti fino a viverle come proprie. La scelta, infine, di utilizzare il social di condivisione emotiva illegale chiamato Empathy è vissuta quasi come una sorta di liberazione che innescherà, però, il processo di caduta del personaggio.

Pagina dopo pagina, la figura di Davide viene sbozzata, cesellata, raffinata. Ogni riga ci porta un po’ più in profondità nella sua psiche che risulta complessa e profondamente umana da ogni punto di vista.

Particolarmente doloroso risulta l’ultimo stadio della sua evoluzione che è quello della sconfitta, una presa di coscienza della realtà del mondo che è talmente soverchiante da lasciare quasi paralizzati.

Attraverso gli occhi del protagonista scopriamo poi tutti gli altri personaggi, filtrati attraverso il suo vissuto: l’amata moglie, gli amici, i colleghi, i superiori… Ogni incontro, ogni dialogo, aggiunge qualcosa al puzzle che li compone. Una reazione o un’espressione bastano a comunicarci qualcosa sull’interlocutore rendendolo sempre più reale e credibile.

Come già dimostrato in passato, l’autore ha una spiccata capacità di caratterizzazione e di approfondimento, una penna felice e delicata nel tratteggio delle personalità.

Anche lo stile mantiene quel livello superiore a cui Cometto ci ha ormai abituati: pulito, fine e ricercato nella scelta dei termini, scorrevole e credibile tanto nelle descrizioni quanto nei dialoghi, attento nella gestione del ritmo, ottimo nell’uso dello show don’t tell.

Classicamente distopico di alto profilo con elementi sci-fi, Le leggi dell’ordine etico può essere facilmente apprezzabile da un pubblico ampio, in cerca di qualcosa di differente e coinvolgente.

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