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UNA SPADA TRA LUCE ED OSCURITÀ – DI ROBERTO DONINI – RECENSIONE

written by Arianna Giancola Novembre 10, 2020
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Bentrovati a tutti i nostri lettori.

Oggi vi presentiamo il romanzo fantasy di Roberto Donini: Una spada tra Luce ed oscurità, primo volume della trilogia Le cronache di Aron.
Tutti i volumi della saga, che comprende anche Il regno parallelo e La profezia del Mezzosangue, sono autopubblicati e disponibili sugli store online.

In un mondo in cui le forze del bene e del male sono in precario equilibrio e la magia degli elementi serve entrambe, nuovi nemici minacciano il regno degli uomini.
I flagelli di Kros e Kanon si fanno sempre più vicini alla Fortezza Bianca e solo un uomo può avere la forza di fermarli: Aron.
Il guerriero, che non ricorda il suo passato, viene salvato da morte certa da un contadino e dalla sua bellissima figlia Misha; insieme a lui sono i frammenti di Eclissi, la più potente delle spade elementali.
Tra draghi, stregoni e demoni, Aron dovrà compiere scelte dolorose e dalle conseguenze devastanti per impedire che il suo mondo precipiti nel caos.

Classe 1982, Roberto Donini è di origini romagnole. Scrive da sempre ed è un lettore appassionato e dai gusti eclettici che vanno dal fantasy alla letteratura orientale classica.
Una spada tra luce ed oscurità è il suo primo romanzo.

Donini ci regala una storia dalle grandi potenzialità.
La trama è interessante e complessa, infarcita di risvolti psicologici che travolgono i suoi personaggi come una tempesta.

Ognuno dei suoi protagonisti ha una natura mista, sfaccettata, e mostra dubbi e debolezze che possono essere realmente considerati uno specchio della natura umana.
Questo è particolarmente vero per il personaggio di Kros, un essere costituito prevalentemente da emozioni negative che, tuttavia, è costretto infine dagli eventi ad analizzare se stesso al di là dei propri egoistici desideri e delle proprie pulsioni.

Aron, come sua controparte, non può essere da meno e si ritrova spesso imprigionato tra i propri desideri e l’onore, tra ciò che è giusto e ciò che deve essere.
Il sentimento che si sviluppa in breve tra lui e Misha, poi, non gli rende le cose più facili.
Eppure sarà proprio Misha la chiave di volta dell’intera storia.

Unico personaggio femminile del romanzo, questa ragazza si muove nel mondo solo grazie alla forza dei propri sentimenti, desiderando fin nel profondo di poter essere d’aiuto senza avere però la forza di fare nulla, se non diventare catalizzatore di desideri e sentimenti.

I personaggi secondari, solo di nome, data l’importanza dei loro interventi nella storia, non hanno invece la stessa ambivalenza dei protagonisti.
Deronas, capo degli Stregoni Elementali, e Koran, erede della stirpe dei draghi, sono creature della luce a tutti gli effetti, senza cedimenti di sorta, e fanno parte di fatto di quella stirpe di eroi senza macchia e senza paura che sono tanto cari alla tradizione letteraria più classica.
Bhaal, invece, uno dei più potenti demoni e Signore del Caos, è male allo stato puro.

Sull’ambientazione del romanzo non c’è molto da dire.
Si tratta di un classico mondo medievale, con qualche influenza orientale che si manifesta soprattutto nelle armi e nei comportamenti dei personaggi che ricordano molto gli antichi samurai.
Le descrizioni dei paesaggi sono piuttosto scarne, con qualche insistenza in più nei luoghi creati dalla mente, e si limitano a lasciare una certa impressione nella mente del lettore lasciando il resto alla sua immaginazione.

Qualche indizio in più viene dato sulle costruzioni, ma anche in questo caso l’autore tende a dare una sorta di immagine generica mentale preferendo trascurare le descrizioni ambientali per lasciare più spazio all’introspezione dei suoi personaggi.

Come abbiamo anticipato prima, la storia è potenzialmente molto bella.
L’idea di partenza è molto buona, anche originale. Tuttavia riteniamo che Donini non sia riuscito a sfruttare appieno questo potenziale.
Tralasciando alcune ingenuità e qualche refuso, insieme ad alcuni difetti di impaginazione che rendono più complessa la lettura ma che possono essere risolti in poco tempo, il romanzo risente forse della mancanza di esperienza dell’autore.

Ci sono diversi punti in cui il comportamento dei personaggi non è coerente né con la loro situazione né, tantomeno, con la loro psicologia.
In altri casi viene invece inserito l’intervento di un vero e proprio deus ex machina per risolvere situazioni di stallo, rendendo di fatto forzate le relative scene.
Non aiuta, inoltre, il passaggio casuale dalla narrazione in terza persona con focalizzazione interna al narratore onnisciente, che in molti casi “spoilera” il futuro diminuendo drasticamente il livello di suspance del lettore.

Si tratta, in sostanza, di una serie di problemi tipici degli scrittori alle prime armi, che sebbene non inficino il valore intrinseco della storia, rendono tuttavia meno godibile la fruizione del racconto.

Nonostante questo, riteniamo che Una spada tra luce ed oscurità di Roberto Donini sia un romanzo che valga la pena leggere, soprattutto per la profondità dei concetti espressi e per l’originalità della trama, anche se probabilmente sarà più apprezzato dai lettori forti amanti del genere.

Nel frattempo, aspettiamo con ansia di poter leggere il secondo volume di Le cronache di Aron, certi che una maggiore esperienza avrà permesso all’autore di crescere e di esprimere nella scrittura tutto il suo vero potenziale.

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

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