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“BIBLION” DI MERILÙ LANZIANI – RECENSIONE

written by Arianna Giancola Novembre 3, 2020
Biblion-Lanziani-Copertina

Un saluto a tutti i nostri amici lettori.
Oggi vi proponiamo la recensione di un romanzo fantasy incredibilmente affascinante e originale: Biblion, di Merilù Lanziani.

L’autrice è un’aostana poco più che trentenne, di grandissimo talento, laureata in comunicazione e con un master in editoria. Oggi lavora come editor freelance e gestisce un blog letterario. Ha al suo attivo tre romanzi, incluso Biblion, di cui l’ultimo, La figlia delle fate, è stato pubblicato pochissimi mesi fa.

E se, sulla Terra, non esistesse davvero il libero arbitrio?
Se ognuno dei nostri destini fosse solo la trama ben articolata di un romanzo scritto da un autore estremamente prolifico?
Arianna Hiemis, una ragazza di venticinque anni, è appena morta ma la sua esistenza non è finita.
Grazie all’intervento dell’Ingobbito, una sorta di dio Scrittore, la sua essenza viene trasportata nella sterminata biblioteca di Biblion dove un nutrito gruppo di Esordienti aiuta la divinità a scrivere le vite degli abitanti della Terra.
La competizione e la rivalità tra gli Esordienti sono elementi abituali di quel luogo, perché ognuno punta a divenire il preferito dell’Ingobbito e a scrivere la storia più bella che sia mai stata raccontata. E Arianna, in arte Camelia, non fa eccezione.
Ma non tutto, nella grande biblioteca, funziona come dovrebbe e la ragazza si troverà ben presto invischiata in un mistero la cui soluzione potrebbe richiedere il sacrificio di tutto quello in cui ha sempre creduto.

Merilù Lanziani ci presenta quello che, senza ombra di dubbio, può essere considerato uno dei più bei romanzi della letteratura fantasy degli ultimi anni, un’opera che, a nostro giudizio, ha davvero i numeri per divenire un bestseller.

Partiamo dall’ambientazione.
Biblion è una biblioteca, enorme, sterminata, un intero universo costruito sui libri, impossibile da visitare nella sua interezza se non ripiegando lo spazio e il tempo su se stessi fino a farli coincidere.

La “flora” e la “fauna” al suo interno sono emanazioni dirette dei volumi e i protagonisti si trovano a interagire con creature straordinarie come Maperò, un dolcissimo Draghetto Avversativo di origami, Siabbia, la Lince dell’Ausilio, i Cignobolari o le Lucevirgole – tutti destinati a “sorvegliare” la produzione degli Esordienti – o a volare a cavallo degli Incunabula, grandi velieri meccanici a forma di libro o, ancora, a sostare in giardini con gli alberi carichi di pagine e di frutti d’inchiostro.

Insomma, si tratta di una sorta di sogno proibito per ogni appassionato lettore.

Per quelli che sono scrittori o aspiranti tali, Biblion rappresenta invece allo stesso tempo l’inferno e il paradiso.

Chiunque abbia mai preso in mano una penna, infatti, riesce perfettamente a immedesimarsi nei personaggi costruiti dall’autrice. Sente con loro il bisogno di creare qualcosa che sia superiore a qualunque altra abbia mai letto, il desiderio di avere il potere assoluto su di un mondo scaturito dalla propria mente e, di fatto, di essere il dio della propria creazione.

Probabilmente è solo per questo che l’autrice riesce a farci apprezzare la sua protagonista Arianna-Camelia.

Sì, perché Arianna è, fondamentalmente, un personaggio negativo: arrogante, ambiziosa, egoista e arrivista, decisa a calpestare tutto e tutti pur di raggiungere la vetta e sostituirsi al dio. Sopprime con spiegazioni razionali ogni scintilla di empatia e sentimento, cerca ostinatamente la solitudine pur soffrendola ed è talmente radicata nella propria percezione di se stessa, da dover faticare non poco per rendersi conto che quel sé non rappresenta la sua vera essenza, ma quella del personaggio che era stata in vita.

Uno degli elementi più interessanti del romanzo è rappresentato dall’importanza dell’aspetto dei personaggi in relazione alla propria evoluzione psicologica.
Poiché, infatti, Biblion non è un mondo fisico, ogni acquisizione di consapevolezza, ogni mutazione psicologica e ogni dolore prendono consistenza nell’immagine del personaggio.

Una volta compreso questo, il lettore non può quindi fare a meno di concentrarsi sulla figura di Altair, che pur senza essere mai vissuto dall’interno, si ritrova ben presto ad essere al centro di ogni evento e motore dei principali mutamenti di Arianna.

La trama del romanzo è complessa, articolata, stratificata come un enigma. Coinvolgente al punto che il lettore non può fare a meno di chiedersi cosa stia realmente accadendo, dubitare e riflettere, fino a non riuscire a staccare gli occhi dalle pagine per scoprire quale sia la verità.

Per questo si può dire che Biblion è sì un romanzo fantasy, ma con talmente tanti misteri e trame al suo interno, con un elemento di tensione così alto, da sconfinare nel giallo e persino nel thriller.

I colpi di scena non mancano, la costruzione della trama è talmente armonica che pure i “momenti di pausa” e le digressioni non riescono a romperne il ritmo narrativo.

Lo stile di Merilù Lanziani è davvero molto buono: scorrevole senza essere semplice, chiaro e diretto nella spiegazione di concetti profondi e complessi, riesce a esaltare e sublimare una storia originale, accattivante e coinvolgente in modo quasi perfetto, rendendo Biblion una lettura valida per ogni genere di lettore, dal principiante al compulsivo.

Per questo ci sentiamo di definirlo davvero adatto a tutti, perché quando si parla di un’opera simile si parla di arte. E l’arte non ha sesso né età.

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

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2 comments

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Laura Novembre 8, 2020 at 3:10 pm

Brava, bene, bis!
Premessa: faccio parte di quella rara specie di lettori che non ha mai sfogliato un libro di Harry Potter in vita sua perché quel tipo di fantasy non mi ha mai interessata.
L’altro giorno, però, navigando su Amazon, la mia attenzione è stata catturata da Biblion di Merilù Lanziani. La bella illustrazione di copertina mi ha incuriosita moltissimo e ho pensato di scaricare il volume approfittando della promozione gratuita attiva per quel giorno. Mi sono detta: “Se non dovesse piacermi, almeno non ho speso niente!”.
Beh, mai scelta fu più felice: la trama è originalissima e il ritmo è incalzante. Sono a circa metà libro (ho iniziato a leggerlo ieri sera e non riesco a lasciarlo giù…), ma posso già dire che questa autrice ha davvero una marcia in più. Fantasy, sì, ma con tanti spunti che fanno riflettere sulla ineluttabilità della vita e della morte (o non morte, come in questo caso). Per non parlare della fluidità e della proprietà del linguaggio, che a mio avviso collocano Merilù Lanziani una spanna sopra a molti altri autori affermati, a prescindere dal genere letterario di appartenenza.
Ho scoperto con piacere che è uscito un altro libro dell’autrice dal titolo “La figlia delle fate”. Sarò felice di acquistarlo e di leggerlo dopo questo, perché il suo lavoro va premiato e sostenuto. Continua così!! Brava Merilù!!!

Laura – Milano

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Arianna Giancola Novembre 8, 2020 at 5:09 pm

Ciao Laura,
siamo davvero felici che tu condivida il nostro entusiasmo per questo romanzo e ci uniamo a te nell’augurare all’autrice tutto il successo che merita.

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