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RECORD OF LODOSS WAR – TRENT’ANNI DI MAGIA

written by Arianna Giancola Agosto 27, 2020
RoWL - Copertina

Bentrovati amici di Universo Fantasy,
l’opera che oggi vi presentiamo è un grande e bellissimo classico che festeggia ben 30 anni dalla realizzazione del suo primo OAV: Record of Lodoss War (Lodoss-tou senki – Cronache di guerra dell’isola di Lodoss), di Ryō Mizuno.

Lo scontro tra la divinità della luce Pharis e la dea delle tenebre Pharalis pone fine all’era degli dèi. Dopo infiniti scontri rimangono solo due dee: Marpha, madre della creazione, e Kardis, malefica dea della distruzione che, distruggendosi a vicenda, generano una piccola isola maledetta dal sangue di Kardis: Lodoss.
Dopo molti anni gli umani hanno colonizzato Lodoss, dando inizio a una serie infinita di guerre. Questa volta il pericolo giunge da Marmo, piccola isola a sud-est di Lodoss, in cui giace il corpo di Kardis.
Il giovane umano Parn lascia allora il suo villaggio per capire cosa stia succedendo sull’isola e per spiegare l’improvvisa proliferazione di goblin nei dintorni. Nel suo viaggio si uniranno a lui l’elfa Deedlit, il ladro Woodchuck, il mago Slayn, il nano guerriero Gym e l’amico d’infanzia Eto, chierico di Pharis, con cui affronterà creature e pericoli di ogni genere.

La saga di Lodoss nasce come trascrizione di una campagna di D&D (e questa volta non è una leggenda!). Infatti, Ryō Mizuno, master della campagna, decide di pubblicare sulla rivista Comptiq le trascrizioni delle sessioni di gioco. Dato il successo ottenuto, l’editore spinse Mizuno a trasformare il tutto in un vero e proprio romanzo, che uscì nel 1988 in un formato che, a quel tempo, era appena agli inizi: la light novel.

Le illustrazioni furono affidate a Yutaka Izubuchi che, al tempo, aveva già realizzato i design dei mecha e del mobile suit per Patlabor e Mobile Suit Gundam.
Izibuchi fu il primo in assoluto a disegnare un elfo con le orecchie lunghissime e il personaggio di Deedlit fece scuola, in tal senso, tanto che nei successivi anime, manga e videogiochi ogni elfo viene rappresentato con la stessa caratteristica.

Alla light novel segue, nel 1990, la prima serie in OAV (Original Anime Video), da 13 episodi e, nel 1998, una serie televisiva da 27 episodi (Rōdosu-tō Senki: Eiyū Kishiden – Record of Lodoss War: Chronicles of the Heroic Knight). Sono stati inoltre realizzati, tra il 1998 e il 2001, altre due serie ambientate nel mondo di Lodoss e un film umoristico in tre parti.
Tutte le versioni italiane disponibili sono distribuite da Yamato Video.

Nello stesso periodo vengono realizzati da differenti case ben nove videogiochi dedicati alla saga e ai suoi personaggi.

Contrariamente al solito, la realizzazione del manga è successiva sia alla light novel, sia agli OAV. La prima pubblicazione risale infatti al 1998 e consta di soli tre volumi. A questa seguono altre quattro serie di manga, sempre molto brevi, con la stessa ambientazione e, generalmente, protagonisti. L’ultima pubblicazione risale al 2002.
L’edizione italiana è stata affidata a diversi editori, tra cui Panini Comics – Planet Manga, ed Edizioni BD – J-Pop.

Record of Lodoss War è un’opera decisamente pionieristica, per il tempo. Si tratta, infatti, di una storia fantasy di chiara ispirazione occidentale, che non presenta nessuna di quelle creature che sono tanto care alla ricchissima tradizione orientale preferendole figure di ispirazione tolkieniana.

L’isola di Lodoss viene presentata in tutta la sua complessità storico-politico-sociale, e la storia lascia ampio spazio alle trame, alle macchinazioni e alle strategie di guerra, che anticipano di diversi anni lo stile che adotterà poi Martin per il suo Trono di Spade.

La realizzazione grafica degli OAV, in particolare, è assolutamente sopraffina. Il character design viene affidato a Nobuteru Yuki, che riprende ed esalta lo stile di Izubuchi fino a portarlo a degli estremi artistici di un fascino incredibile. Anche L’ambientazione e la cura per tutti i dettagli degli oggetti e dei fondali sono particolarmente riusciti, creando un mondo i cui lo spettatore viene letteralmente risucchiato, catapultato tra orchi, draghi, magie e armi incantate. Insomma: il paradiso del fantasy.

Insomma, un’opera davvero immancabile per ogni amante del fantasy che, dopo trent’anni, riesce ancora ad affascinare come il primo giorno.

E voi la conoscevate già? Cosa ne pensate? Diteci la vostra in un commento.

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