Home L’angolo dei vecchi libri e delle belle storie “SAGA DEI BELGARIAD”, DI DAVID EDDINGS

“SAGA DEI BELGARIAD”, DI DAVID EDDINGS

written by Redazione aprile 18, 2019

Quanto si può essere oggettivi nel parlare di un’opera narrativa che si adora? Siamo tutti legati emotivamente a quei libri, film, fumetti, videogiochi che hanno accompagnato i momenti più belli del nostro passato: in tal caso, possiamo solo prendere atto di questo legame ed affermare onestamente di essere orgogliosamente partigiani di un’opera.

Questo per me vale tantissimo per la “Saga dei Belgariad” di David Eddings.
Da ragazzino vidi il quinto ed ultimo romanzo della serie in libreria e ne rimasi colpitissimo sia per la bellissima copertina in sfumature di blu, sia per il titolo evocativo, “La Fine del Gioco”, ma anche perché era parte di una pentalogia (all’epoca credevo che il Fantasy creasse solo trilogie). Tuttavia, non comprai il libro quel giorno, perché non trovai il primo volume: dovetti aspettare diverso tempo, fino al primo anno di liceo, quando un fortuito cambio di sezione (e quindi di libri di testo) mi procurò un buono in libreria con il quale comprai il primo romanzo dei Belgariad.

La notte mi immersi profondamente nella lettura e ne emersi per addormentarmi solo al termine del sesto capitolo: era stato come un incantesimo ben lanciato che aveva trascinato il mio cuore e la mia mente in quel meraviglioso mondo.

Detto questo, che cos’è la Saga dei Belgariad? Composta da cinque libri, scritti tra il 1982 ed il 1984, questa serie è un esempio di Fantasy molto classico ed incredibilmente ben riuscito: ci sono vari popoli, re e cavalieri, mostri, un pantheon di divinità, maghi, un potentissimo artefatto da recuperare a tutti i costi e una profezia da realizzare (anzi, due, ma questa è un’altra storia).

Considerando che si tratta di romanzi scritti quasi quarant’anni fà, sicuramente non è possibile aspettarsi un’originalità che oggi viene sempre più desiderata ma, anche se fossero stati libri più moderni, dove sta scritto che ogni saga Fantasy debba per forza contenere qualcosa di incredibilmente innovativo?

Nei Belgariad ci sono tutti i temi che hanno reso grande questo genere e sono tutti espressi splendidamente: a parere di chi scrive, questa saga è degna di essere ricordata tra i grandi regali Fantasy che gli anni ‘80 ci hanno lasciato, insieme a film come “La Storia Infinita”, “Conan il barbaro” e molti altri.

L’ambientazione è estremamente accurata: nel solo continente occidentale (ebbene sì, nei Belgariad compare un continente occidentale molto tempo prima di quello dei libri di G.R.R. Martin) si trovano tredici regni, ognuno dei quali è caratterizzato da usi, costumi, tradizioni, storia e cultura propri. È vero che in diversi casi queste nazioni sono ispirate a regni dell’antichità del nostro mondo, ma si tratta di citazioni cosi garbate che non danno fastidio e soprattutto non stridono. Tuttavia, il punto di forza di questa saga sono indubbiamente i personaggi: tridimensionali, realistici, ben caratterizzati da pregi e difetti, sembra di conoscerli da sempre.

Il “party” di eroi descritto da Eddings è sicuramente formato da valorosi ben calati nella loro missione per salvare il mondo: sono ben consci del proprio dovere e del proprio destino ma allo stesso tempo questo non gli impedisce di aver difetti e particolarità che li fanno sembrare dei vecchi amici di ognuno di noi.

Persino il nobile cavaliere Mandorallen, splendido esempio di dedizione e virtù, ha un neo: è perdutamente innamorato della giovane moglie del suo mentore ed ovviamente l’onore gli impedisce di vivere questa sua passione (ricambiata). Questo per tacere del resto del gruppo! Il barbaro Barak è un rozzo pirata che ama menare le mani ma che, in fondo, è terrorizzato dal proprio fato e desidera solo trovare pace per sé e la propria famiglia; il sagace Silk, la spia per eccellenza, deride tutto e tutti, pare che non ci sia niente di sacro per lui eppure è legato da un fortissimo affetto alla madre malata ed anche lui è perso in un amore che non può avere futuro. Persino il ruolo del “grande mago e mentore del protagonista” è interpretato da un personaggio umanissimo: Belgarath infatti è sicuramente il mago più potente del mondo ed è senza dubbio votato anima e corpo alla propria causa ma allo stesso tempo è un amante della compagnia femminile e della buona birra scura, per non parlare del suo non essere stato un padre modello. Anche la storia d’amore del giovanissimo protagonista (la “romance”, come si dice oggi) è narrata in un modo così fresco e realistico che non potrà non ricordarvi i vostri amori dell’adolescenza.

Va bene ma, in soldoni, di cosa parla la Saga dei Belgariad? Garion è un contadino come tanti nel regno di Sendaria, orfano di entrambi i genitori e cresciuto dalla zia. L’eterno meriggio della sua fanciullezza passa tra lavoretti e giochi con gli altri ragazzini della fattoria. Una notte il suo intero mondo viene sconvolto quando è costretto a partire dall’unico luogo che abbia mai chiamato casa, in compagnia della zia, di un misterioso cantastorie e di un gruppo di persone sempre più numeroso che sembravano provenire dai quattro angoli del mondo. Garion viene a conoscenza solo allora del fatto che qualcosa di molto prezioso è stato rubato e che bisogna a tutti i costi fermare il ladro prima che giunga alla sua destinazione. Contemporaneamente, sempre più persone sembrano riconoscere nel giovane i tratti del popolo rivano: questo stupisce molto Garion, che è cresciuto in Sendaria e che sa soltanto che Riva è un regno posto su un’isola oltre il mare; un’isola che altre nazioni hanno inspiegabilmente deciso di proteggere da millenni.

Andare avanti nella trama senza fare spoiler è molto difficile: il primo libro, “Il Segno della Profezia”, narra l’inizio dell’epica ricerca ed introduce Garion ad una parte dei misteri sulla propria eredità, il secondo, “La Regina della Magia”, completa la formazione del party principale ed introduce una delle romance più dolci e realistiche mai viste in una saga Fantasy, il terzo libro, “La Valle di Aldur”, descrive i regni assoggettati alle forze del male ed in teoria conclude positivamente la ricerca ma nel quarto volume, “Il Castello Incantato”, Garion riceve la propria eredità e scopre che la faccenda non è affatto conclusa, poiché manca ancora un libro, “La Fine del Gioco”, per narrare gli eventi che porteranno finalmente la Profezia a compimento.

Dato che le belle storie devono sempre avere un seguito, David Eddings, con la collaborazione di sua moglie Leigh, ha successivamente scritto un’altra pentalogia con gli stessi personaggi, ambientata dieci anni dopo la conclusione della precedente: la Saga dei Mallorean.

Se non fosse per il salto temporale non si avvertirebbe minimamente la differenza tra le due serie, che sono una il naturale proseguo dell’altra, ed infatti credo di aver già accennato prima al fatto che ci fossero due profezie e non solo una… ops, questo era uno spoiler!

A completare il quadro ci sono anche i due volumi autoconclusivi “Belgarath il mago” e “Polgara la maga”, che sono dei veri e propri prequel dove i due personaggi dei titoli, ognuno vecchio di migliaia di anni, raccontano tutti i retroscena antecedenti l’inizio della saga vera e propria, delineando ancora meglio personaggi, nazioni e popoli in un affresco che, a parere di chi scrive, ha pochi rivali nel Fantasy. Infine, è stato pubblicato anche il compendio noto come “Il Codice Rivano”: un vero e proprio atlante storico-geografico-religioso del mondo che Eddings ha creato.

Cosa dire in conclusione? Come trovare le parole per descrivere quanto questa saga abbia cambiato il mio senso di meraviglia e stupore verso il Fantasy? Forse qualcuno potrebbe trovarla troppo “fanciullesca” ed in un certo senso sicuramente è vero, ma questo a mio modesto parere è proprio il suo punto di forza e non certo la sua debolezza.

Il senso di eccitazione nel leggere per la prima volta un libro su di un’epica ricerca in un mondo meraviglioso, il batticuore nel rispecchiarsi nei sentimenti e nelle emozioni del protagonista adolescente, quel senso di epico e fantastico che non vuole sentire altre ragioni letterarie ma solo appassionare: ecco, i Belgariad sono questo.

Sarebbe meglio leggerli quando si va alle superiori ma, se ormai si è oltre quell’età, questi libri possono farci tornare a quel tempo, almeno per un po’.

Questa è una storia che inizia in una fattoria, che ha come protagonista un ragazzo come tanti con i capelli pieni di una polvere da fienile che sapeva di estate, che ha viaggiato nella notte, ha attraversato strade insieme ai mercati, gorghi marini insieme ai pirati, steppe innevate, castelli pieni di duelli e di intrighi, foreste fatate, pianure infestate da fantasmi: lasciate che tutte queste cose parlino all’adolescente che è in voi e lo avvolgano fino a portarlo nel loro mondo.
Non fatevi domande: sognate e basta!

S. M.

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3 comments

Salkaner il Nero maggio 3, 2019 at 11:55 am

Articolo spettacolare, con cui concordo alla grande

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Stefania Sottile maggio 6, 2019 at 5:00 pm

Grazie mille, è sempre gratificante nonché stimolante ricevere pareri positivi.

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Elisa luglio 11, 2019 at 6:06 pm

Assolutamente d’accordo!
Ho letto tutta la serie di Belgariad per la prima volta quando avevo 14 anni. Oggi a 42 anni la sto rileggendo per la 5 volta. Sempre magnifica!

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