Home Recensioni UN FANTASY “ANTICONVENZIONALE” – RECENSIONE “LE LAME SCARLATTE” DI ROB HIMMEL

UN FANTASY “ANTICONVENZIONALE” – RECENSIONE “LE LAME SCARLATTE” DI ROB HIMMEL

written by Marianna Piras febbraio 1, 2018

La stupidità uccide più di una lama”, con questa frase, posta sulla copertina del romanzo, ci avviamo oggi a recensire il romanzo di Rob Himmel, giovane autore dalle promettenti speranze. La sinossi ci viene presentata dall’autore stesso:

Quando Linx, il più celebre assassino di Ganderia, fa ritorno nella capitale dopo dieci anni di assenza, gli equilibri di potere vengono infranti. Le otto organizzazioni che gestiscono nell’ombra la vita della città abbandonano il loro torpore e ricominciano a tessere intrighi. Re Nuldest è disposto a qualunque cosa pur di scoprire perché, dopo tutto questo tempo, l’uomo sia ricomparso in città e non esita a mobilitare l’Ordine. E Anguilla non esiterà a rincorrere il suo sogno: divenire il miglior assassino della storia, facendosi un nome sulla pelle di Linx… Persino Regina è pronta a calare le sue carte. Il gioco degli intrighi è cominciato. Chi trionferà?

Abbiamo voluto definire questo romanzo “anticonvenzionale” perché la trama ci porta in una direzione inaspettata e poco esplorata del fantasy. Non ci sono cattivi da spodestare, regni da conquistare, magie da compiere o creature da domare: l’essenziale in questo romanzo è sopravvivere e l’autore riesce a descrivere questa lotta-necessità sovvertendo alcuni cliché classici della narrativa, come le caratterizzazioni del “buono” e del “cattivo”, ma allo stesso tempo, con molta astuzia evita di sovvertire la caratterizzazione della casta dei paria, presente fin dalla notte dei tempi in ogni epoca storica.

I protagonisti sono degli assassini, persone che siamo abituati a ritenere criminali e da porre ai margini della società. Non è la prima volta che questa categoria è protagonista in un romanzo fantasy e Himmel ci pone davanti ad una questione etica di non poco conto: perché un assassino professionista non dovrebbe avere un’etica ed una dignità? Empatizzare con i personaggi, con la loro sete di potere è facile, per quanto ci risulti strano, proprio perché la distinzione tra personaggi positivi e negativi è estremamente labile. Ognuno di loro ha un lato più crudo e spietato, nei momenti in cui sono in gioco strategie militari o politiche, ma allo stesso tempo compare un lato più buono, umano, che riesce ad emergere solo nei casi più critici. Nonostante nel romanzo prevalgano i personaggi maschili forti e spietati, non vanno sottovalutate le donne, in particolar modo Regina e Irt Friviel: personalità controverse con una sete di potere che le accomuna e le porta a compiere qualsiasi gesto pur di raggiungere il loro scopo. Quanto però la prima è cauta e imparziale, la seconda si serve di qualsiasi mezzo possibile, magia inclusa, per plasmare la mente di chi davvero conta e riuscire, in modo indiretto, a imporre il proprio volere sugli altri.

Quello che notiamo è che sicuramente Rob Himmel ha fatto un gran lavoro di pianificazione della trama, che scorre lineare, fluida ma densamente ricca di colpi di scena, l’inaspettato la fa da padrone. La scrittura di Himmel è una scrittura che definiremmo “pragmatica”, l’autore non si perde in chiacchiere e svolazzi, ma va dritto sui fatti e questo ci aiuta a non perderci tra nomi, luoghi e descrizioni che, spesso nei romanzi fantasy, fanno perdere di vista la trama. Il protagonista assoluto, Linx, ci viene presentato nel pieno della sua età adulta, con un mistero che avvolge il suo passato, senza troppi fronzoli, in modo diretto, quasi asciutto.

Forse qualcuno potrebbe non gradire questo stile narrativo, ma personalmente l’ho trovato pratico ed estremamente funzionale alla trama ed ai personaggi. Fa riflettere una maturità stilistica così alta per un autore che è al suo esordio narrativo, ma ci dimostra che quando un’idea è solida, le parole non fanno fatica a scorrere dalla penna (“Rem tene, verba sequentur!” disse Catone il Censore).

Alla fine resta una “leggerissima” sensazione di amaro in bocca per le domande che restano senza risposta, ma siamo anche pronti ad un possibile seguito che ci riporti in mezzo alle gilde e agli assassini di Ganderia. Infine un’ultimissima considerazione personale: sarebbe davvero bello che qualche produttore notasse questo romanzo e pensasse ad una trasposizione cinematografica.

Buona fortuna Rob Himmel!

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