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ALESSANDRA CINARDI E IL SUO FANTASY EVOCATIVO DALL’AROMA EGIZIANO – RECENSIONE “VITA E IL LIBRO DEI MORTI”

written by Stefania Sottile Gennaio 26, 2018

Vita e il libro dei morti”,  il romanzo d’esordio di Alessandra Cinardi, è il primo di una tetralogia di cui il secondo volume è appena stato pubblicato (e che non vediamo l’ora di leggere per voi!). Siamo rimasti entusiasti di questo racconto, in primo luogo per la scelta dell’ambientazione, in quanto Alessandra ci conduce con audacia nei sotterranei della capitale italiana, Roma, in un viaggio alla scoperta di affascinanti creature mitologiche che evocano le divinità egizie. Un fantasy ambientato tra le mura della Paranormal High School, nei sotterranei della città eterna, nel Colosseo e tra le piazze principali romane, proiettano il lettore in un mondo paranormale ed esoterico dove tutto ruota intorno all’antico Egitto, alle sue divinità e creature semi-umane, alle credenze e alle personalità dei personaggi.

Il racconto narra le vicende di Vita, una ragazzina di tredici anni piuttosto taciturna che cerca di celare i propri sentimenti a chi le sta intorno con un atteggiamento ed un look dark e che è considerata “squilibrata” dai genitori adottivi, non proprio due genitori modello, alle prese con la scoperta delle proprie capacità paranormali e realizzando di essere l’Evocatrice. Quest’ultima verità le verrà svelata nientepopodimeno che da Imhotep, un coleottero burlone e sapientone che parla in rima baciata, messaggero di Osiride.

La giovane Vita dovrà affrontare una nuova realtà insieme ai suoi recenti amici: Lilith, Ercole e Gandolfo. Apparentemente diversi per carattere, aspetto fisico e vissuto personale, i quattro protagonisti hanno una peculiarità che li contraddistingue: una forte personalità, un senso del dovere unico e un potere che verrà potenziato nonché sperimentato durante gli studi alla Paranormal High School. I quattro amici dovranno approcciarsi alla loro nuova vita, con le lezioni alla scuola e lo studio intenso, seppur inizialmente scettici delle proprie stesse capacità sensoriali, acquisendo consapevolezza delle proprie energie e potenzialità. Un cambiamento radicale, inaspettato, che li condurrà a conoscere se stessi nel profondo.

Il cambiamento è vita, e la vita è cambiamento…E anche perdere l’equilibrio è parte di una vita equilibrata. La vita spesso ti dà non quello che vuoi, ma quello di cui più hai bisogno, e prende delle pieghe inaspettate per obbligarti ad essere quello che devi essere, quello per cui sei nato, che è la tua natura…

Vita ed i suoi amici intraprenderanno un viaggio in una corsa contro il tempo per attraversare i tre gironi infernali dell’inferno egizio, la Duat, per giungere al cospetto di Osiride che li obbligherà ad affrontare e superare le proprie segrete paure per evitare che il Necronomicon, il Sacro Libro dei Morti secondo un’antica profezia copta, finisca nelle mani del malvagio e spietato Seth, il dio egizio del Caos. Quest’ultimo, il Magnum Innominandum, vuole risorgere in carne ed ossa proprio sfruttando il Necronomicon per spodestare il fratello Osiride.

Grazie a quest’avventura, dopo anni di solitudine e malinconia, Vita sente di aver trovato finalmente il proprio posto nel mondo, una vera famiglia in grado di comprenderla ed amarla per quello che è, con tutti i propri difetti. Con la nuova vita della giovane protagonista all’interno della scuola paranormale, popolata da una moltitudine di creature, il viaggio affrontato da Vita e dai suoi tre amici, con gli intrecci e riferimenti psicologici nonché mitologici, Alessandra Cinardi dimostra una conoscenza profonda della cultura di riferimento, delle tecniche cinetiche e psicologiche.

Il lettore viene catapultato in un mondo fantastico in grado di stupire ed emozionare, con una buona dose di ironia e divertimento. Seppur si tratti di un volume corposo che a prima vista potrebbe spaventare, i capitoli procedono spediti in un susseguirsi di eventi e azione, grazie soprattutto al linguaggio semplice e agli esilaranti dialoghi che catturano l’attenzione di chi fruisce del romanzo.

Degna di nota la maestria con la quale Cinardi ha conciliato l’esoterismo egizio alla Roma di oggi, con una scrittura psicologica descrittiva chiara che permette al lettore di affacciarsi e conoscere gli stati d’animo dei singoli protagonisti.

La vita ti dà spesso non quello che vuoi, ma quello di cui più hai bisogno, e prende delle pieghe inaspettate per obbligarti ad essere quello che devi essere , quello per cui sei nato, che è la tua natura…

Le pagine brulicano di mostri, entità demoniache e quant’altro, che grazie alla scrittura evocativa ricca di dettagli fuoriescono dalle pagine, trattenendo il lettore per tutta la durata della storia. Risulterà facile situare la Duat o la Paranormal High School, come altrettanto lo sembrerà utilizzare l’ipnosi per gestire le entità. I dialoghi tra le moltitudini di creature e divinità coinvolte nella narrazione, tra una battuta ed un’altra, arricchiscono di gran lunga la storia.

Molti spunti di riflessione vengono offerti dalla narrazione, con un finale che insinua nel lettore la voglia di scoprire cosa accadrà ai giovani protagonisti nel secondo volume.

Grazie ai propri studi, questa scrittrice offre ad ognuno di noi una riflessione sulle proprie intime paure, sul modo in cui potremmo superarle e, di vitale importanza, il modo più efficace per incanalarle per fortificarci. Il mondo delineato in questo romanzo appare funereo ma allo stesso tempo ridente, un esilarante incontro fra cultura moderna e antico Egitto dove è possibile lasciarsi affascinare tanto dalle creature mitologiche quanto dai demoni, con i propri connotati positivi, che vestono alla moda e griffati, alle prese con problemi tipici di qualsiasi essere umano. Difatti, i temi sono attualissimi e ben realistici, riflesso della nostra società.

In questo romanzo, per un lettore attento e preparato in ambito fantasy, risulta particolarmente facile ritrovare diversi riferimenti ad altre opere letterarie. Qualcuno potrebbe identificare diversi tratti rassomiglianti alla scrittura di J.K. Rowling, seppur in realtà ci siano similari solamente il contesto scolastico e alcuni argomenti trattati durante le lezioni scolastiche in entrambi i racconti. I dialoghi, ad esempio, ricordano molto quelli divertenti e giovanili dei romanzi di Percy Jackson. Il Necronomicon, altro esempio, è un omaggio allo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft, che lo inventò per dare credibilità ai propri racconti; è uno pseudobiblion, cioè un libro mai scritto ma citato come se fosse vero in libri realmente esistenti.Il termine fu coniato per la prima volta dall’autore di fantascienza Lyon Sprague de Camp.

Al di là di ciò che ogni singolo lettore rivede tra le parole di questo racconto, appare evidente come Alessandra Cinardi non abbia lasciato nulla al caso. Nessun nome, luogo, oggetto o dettaglio sono casuali, anzi.

Riteniamo che i 23 premi letterari vinti da questa scrittrice per questo racconto siano più che meritati perché Alessandra Cinardi è stata in grado di intrecciare eventi, storie, riflessioni, emozioni, pensieri, umori, culture, miti, leggende e molto ancora, mantenendo l’attenzione del lettore sempre alta, con un’estrema cura dei dettagli, con maturità intellettuale e consapevolezza della struttura narrativa fantastica.

Il lettore non può che restare ammaliato nonché coinvolto dalla prima all’ultima pagina per l’atmosfera coinvolgente e familiare, fin quando alla lettura ultimata cresce la voglia di saperne di più, di continuare a seguire Vita, Lilith, Ercole e Gandolfo, per un’altra affascinante avventura.

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