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“LE CRONACHE DI GIADA – IL DESERTO DEI FOLLETTI” DI ELISA CAVEZZAN – RECENSIONE

written by Arianna Giancola Novembre 13, 2023
Il deserto dei folletti - Elisa Cavezzan - copertina

Bentrovati amici del fantasy!

Oggi ritroviamo Elisa Cavezzan con il terzo volume di Le cronache di Giada intitolato Il deserto dei Folletti. Trovate le nostre recensioni ai primi due volumi, Laltopiano dei Draghi e La piana dei Magius, a questo link.

L’intera saga è stata ripubblicata in self con le splendide copertine realizzate da Paolo Perandria di “La forgia dei libri”.

Proseguono le avventure di Giada, apprendista Guardiano, nel suo viaggio per scoprire le creature del mondo. La ragazza, in modo inaspettato, viene separata dalla sua guida Shaila e si ritrova a dover affrontare il mondo dei Folletti che popolano il deserto.

La loro è una società complessa e articolata, basata però sulla forte fede nelle due divinità principali: Daradara e Buruburu.

Giada, con l’aiuto del fido Ruff, dovrà quindi affrontare delle nuove difficili sfide, come sempre guidata solo dall’intelligenza e dal suo grande cuore.

Elisa Cavezzan, classe 1990, da sempre appassionata di fantasy, inizia la sua carriera di scrittrice proprio con Le Cronache di Giada. Questo terzo volume, come la scrittrice stessa ci racconta, è stato scritto durante la pandemia.

Il deserto dei Folletti torna a catapultarci nel mondo fantastico e diviso della Cavezzan. Ancora una volta, l’autrice riesce a creare una società estremamente complessa, forse la più complessa e contraddittoria tra quelle che ci ha mostrato fino a ora.

I Folletti abitano il deserto, un ambiente tanto variopinto e affascinante quanto duro e pericoloso. Per questo, ogni membro dei clan deve svolgere il suo compito al meglio delle sue possibilità per far sì che tutto il popolo possa prosperare.

Collaborazione e impegno sono dunque alla base della loro vita ma, allo stesso tempo, il lettore non può fare a meno di notare la settorialità e le divisioni che caratterizzano questo popolo.

L’autrice, non risparmia la critica sociale, diretta in modo particolare alle divisioni legate all’interpretazione della religione.

In quanto elemento estraneo, esterno (per la prima volta, infatti, la protagonista non viene integrata nella società tramite l’uso della magia), Giada ha molte difficoltà a comprendere le divisioni e le abitudini dei Folletti e il lettore affronterà con lei il lungo viaggio alla scoperta della loro storia e delle loro motivazioni.

Come anticipato, dal punto di vista letterario, la società dei folletti è forse la più complessa, meglio riuscita e interessante della saga. La fonte delle divisioni e delle ingiustizie è infatti ricercabile nella perdita della memoria storica di quel popolo.

Una volta perso il ricordo tanto dei fatti quanto delle motivazioni, il risultato è una contrapposizione semplificata di bene e male, intesi come bianco e nero, senza sfumature. E questa contrapposizione porta alla divisione.

L’accettazione della consuetudine (e la paura dell’ostracizzazione da parte della comunità) impediscono dunque ai più di interrogarsi sulla realtà dei fatti.

E’ per questo, dunque, che il vero motore del cambiamento è rappresentato dagli emarginati, da coloro che la società allontana. Come nel caso del piccolo Puk o di Ojiji.

L’ambientazione è senza ombra di dubbio un altro elemento di forza di questo romanzo. Ancora una volta, Elisa Cavezzan lascia andare a briglia sciolta la sua fantasia, creando paesaggi affascinanti e incantati, veri e propri dipinti che lasciano il lettore senza fiato e che lo trascinano al loro interno.

Dietro ogni scenario, poi, è presente una rappresentazione simbolica che affascina e fa riflettere, riportando la memoria al lungo viaggio già compiuto dalla protagonista e agli insegnamenti appresi nel suo percorso.

Per quanto riguarda la scrittura, invece, non possiamo fare a meno di notare come lo stile dell’autrice continui a migliorare a ogni romanzo. L’immersività, l’approfondimento, l’empatia nei confronti dei vari personaggi migliorano a ogni pagina, così come il testo, che scorre con una fluidità nuova e affascinante.

L’unica pecca che riusciamo a trovare all’interno del romanzo è che, ancora una volta, gli intenti e le azioni dell’antagonista occulto sono appena sfiorate e rimandate, una volta di più, a una fase successiva della narrazione.

A parte questo, Il deserto dei Folletti, terzo volume di Le cronache di Giada, è un romanzo che potrà affascinare e far riflettere qualunque lettore appassionato del genere. A quando il prossimo capitolo?

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