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RECENSIONE DI “SIR BLAKE NEL REGNO DEI SIDHE”, DI LORENZO IERO

written by Arianna Giancola Luglio 15, 2020
Sir Blake copertina

Bentrovati, amici di Universo Fantasy.

Oggi vi presentiamo la recensione di un romanzo fantasy dedicato ai più giovani: Sir Blake nel regno dei Sidhe, di Lorenzo Iero.
L’autore, classe 1982, è originario di Reggio Calabria ma dopo la laurea in Architettura si trasferisce per qualche anno in Inghilterra. Quando rientra in Italia inizia una collaborazione con le riviste per ragazzi FocusPico e GBaby, riuscendo finalmente a sfruttare il suo grande amore per il genere.
Sir Blake nel regno dei Sidhe, il suo promettente romanzo d’esordio e il primo di una saga, è stato pubblicato nel 2019 da La Ruota Edizioni, mentre la bellissima copertina è stata realizzata da Paola Catozza su disegno di Stefano Signorozzi.

Blake Calwalader è un bambino di undici anni un po’ particolare. Quando era piccolo, infatti, a causa di una grave forma di meningite, i medici sono stati costretti ad amputargli il braccio destro. Nonostante possa contare sull’amore incondizionato e sul supporto di una madre attenta e amorevole, Blake soffre per questa sua condizione, soprattutto a causa degli altri bambini, che fin troppo spesso lo trattano come “un diverso”. A peggiorare le cose, poi, c’è il fatto che suo padre li ha abbandonati e il bambino dà la colpa della sparizione del genitore alla sua menomazione. A causa di questa situazione è diventato un bambino introverso e solitario, diffidente verso il mondo, ma che ha sviluppato un incredibile amore per la fantasia, amore che esprime attraverso il disegno.
Una sera compare alla sua finestra il folletto Malambruno, un essere proveniente dal magico mondo dei Sidhe. Il suo compito è quello di portare con sé il bambino affinché possa conoscere quel regno e tramandarne la conoscenza nel mondo degli uomini attraverso la sua arte. Dopo un’iniziale titubanza, Blake decide di seguirlo, ma la sua avventura non sarà tranquilla come sperava perché in lui c’è molto di più di quanto chiunque possa immaginare.

Sir Blake nel regno dei Sidhe è un bellissimo romanzo fantasy che parla di amicizia, crescita e accettazione del sé.
La situazione del protagonista è difficile, penosa, da un certo punto di vista. Eppure è proprio di questo che il bambino risente di più. Non vuole essere guardato come un “diverso”, come qualcuno per cui bisogna provare pietà. Vuole che gli altri lo vedano semplicemente per com’è e come tale lo accettino.
Per reazione è divenuto un solitario che vive ne proprio mondo, di fatto non concedendo una possibilità a nuovi incontri e nuove conoscenze, soffocando all’interno le proprie emozioni.

Il viaggio nel regno dei Sidhe, però, cambia tutto questo. Quel mondo è popolato da talmente tante varietà di esseri, così dissimili l’uno dall’altro, così strani l’uno per l’altro, che la sua diversità passa del tutto inosservata. E, d’altra parte, non sembra neppure procurargli particolari problemi. Blake si muove, cavalca, affronta i suoi nemici, addirittura vola senza che il suo handicap gli sia d’ostacolo. Quando poi incontra il giovane elfo Eneas trova in lui quello che aveva sempre cercato: qualcuno che lo guarda e vede solo Blake. Non evita di notare la sua menomazione, ne parla senza problemi e poi, semplicemente, la dimentica.
In qualche modo Eneas è il perfetto contrappunto per il bambino, quasi il suo riflesso nello specchio. Tanto uno è introverso, tanto l’altro è espansivo, tanto uno è chiuso e controllato, tanto l’altro è aperto, onesto nei propri sentimenti e spontaneo. Tuttavia entrambi sono leali e intimamente buoni, cosa che permette la nascita di una vera amicizia tra due caratteri così opposti.
Entrambi i personaggi sono davvero molto riusciti e così anche quello della dolce fatina Trwyn, che nella storia rappresenta, allo stesso tempo, la protezione, la saggezza e il gusto per l’avventura e la scoperta.

L’ambientazione creata da Iero per i suoi protagonisti è incredibilmente attraente e accurata. Il mondo dei Sidhe è una sorta di universo parallelo rispetto a quello umano con cui mantiene una serie di punti in comune, tra cui la geologia. Di conseguenza le avventure del giovane Sir Blake (titolo che gli viene conferito da Eneas) si dipanano lungo tutta quella versione alternativa del Galles, permettendo al giovane umano di mantenere una sorta di bussola interna e di incontrare tutta una serie di creature delle leggende tradizionali della zona.

Folletti, fate, elfi e giganti sono tutti presenti, così come i grandi menhir e i cerchi di pietre, in un insieme curato e armonioso che ci dimostra appieno l’attento studio delle tradizioni che sta dietro alla stesura di quest’opera.

Lo stile di Lorenzo Iero è fresco, semplice, diretto e accattivante, cosa che rende la sua storia interessante e piacevole. Il romanzo non è brevissimo, sono circa 230 pagine, ma scorre realmente come un fiume arricchito, tra le altre cose, da una serie di bellissime illustrazioni in bianco e nero realizzate da Giorgio Carrubba. Queste immagini regalano all’opera davvero un tocco “classico” che affascina il lettore e che la rendono ancora più appetibile per i più giovani.

È infatti proprio ai ragazzi tra i dieci e i quattordici anni che lo consigliamo maggiormente, ma ciò non toglie che possa essere una piacevolissima lettura da condividere con bambini più piccoli o, anche, adatta a quegli adulti che amino tornare bambini per un po’.

Voi lo avete mai letto? O lo avete regalato ai vostri bambini? Cosa ne pensate? Diteci la vostra in un commento!

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