Home Recensioni GLI SPIRITI SELVAGGI – LA LEGGENDA DEI CAVALIERI DI ASHA

GLI SPIRITI SELVAGGI – LA LEGGENDA DEI CAVALIERI DI ASHA

written by Redazione Maggio 27, 2020
Gli spiriti selvaggi copertina

Gli Spiriti Selvaggi – La leggenda dei Cavalieri di Asha” è il primo romanzo del Ciclo degli Spiriti Selvaggi. Ambientato millenni dopo la scomparsa dei leggendari Cavalieri di Asha, racconta l’avventura di uno Spirito Selvaggio, Mohegan, alle prese con la pericolosa eredità da essi lasciata.

Mohegan si ritrova coinvolto in una storia antica come il tempo e intraprenderà assieme ai suoi compagni un viaggio attraverso le storie e le leggende delle Terre di Asha, i loro misteri e i loro segreti. Vivrà avventure pericolose in terre selvagge e imparerà a conoscere meglio sé stesso e ciò che giaceva inascoltato dentro di lui: un potere dimenticato che lo lega alla più inaspettata delle creature.

Chi ricorda le gesta dei primi Cavalieri? Chi ne rimembra il coraggio e l’ardore? Ora non siamo niente più che meri soldati in balia del potere e della ricchezza.

“Gli Spiriti Selvaggi. La leggenda dei Cavalieri di Asha” è il primo volume del Ciclo degli Spiriti Selvaggi, una saga epic-fantasy che al momento comprende due volumi già pubblicati e un terzo annunciato. L’autore, Andrea De Angelis, è nato a Roma il 15 luglio del 1987, ha frequentato il Liceo Artistico, si è diplomato in Illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics ed è specializzato in computer grafica. Il progetto “Gli Spiriti Selvaggi” convoglia le passioni e le conoscenze dell’autore in un esperimento multimediale che comprende scrittura, grafica, musica e interattività.

Il protagonista, Mohegan, è un cacciatore di draghi che viene coinvolto nella ricerca di quattro artefatti, le pietre Kolodon, che contengono il potere dei quattro elementi. Anche il suo avversario, un incantatore di nome Rauros, le vuole, quindi il cacciatore dovrà trovarle per primo e tenerle al sicuro.

Vide il mondo soccombere alla furia delle maree. Le terre emerse scomparvero, sommerse da mareggiate grandi come continenti. La civiltà venne distrutta in un solo attimo.

L’autore ha creato un’ambientazione solida e ricca di dettagli: leggendo incontriamo citazioni da antichi manoscritti, indovinelli che invitano anche il lettore a trovare una soluzione e una grande varietà di razze, ognuna delle quali ha il suo linguaggio e il suo alfabeto, di cui scoviamo diverse citazioni nel corso della storia. Ci sono umanoidi simili a uccelli, altri che somigliano a piante e anche i draghi appartengono a razze diverse, che si sono evolute adattandosi ai vari ambienti in cui vivono. Alcuni sono intelligenti e in grado di interagire con l’uomo, altri sono bestie feroci, da tenere lontane dagli insediamenti e da uccidere, se necessario. Questa varietà di forme di vita e di storie meriterebbe più spazio: i protagonisti, ad esempio, sono tutti umani mentre sarebbe stato bello vedere anche altre razze nel gruppo che viaggia insieme a Mohegan.

I personaggi sono ben assortiti anche se, forse, non spiccano per originalità (il cacciatore, la ladra, il vecchio mentore) ma è facile appassionarsi alla loro storia e sperare che riescano a raggiungere i loro obiettivi. La caratterizzazione di Valain, l’Ancestro che aiuta Mohegan e Shayra grazie alle sue conoscenze, presenta qualche problema. È una bella idea creare un personaggio cieco, perché un espediente simile potrebbe movimentare molto la trama costringendo il personaggio a trovare soluzioni per agire nonostante il suo handicap, però non ha molto senso infliggere un tale svantaggio a qualcuno che per la maggior parte della storia dovrà consultare libri. Per compensare il suo handicap Valain ricorre alla magia e usa degli incantesimi che gli permettono di agire come se potesse vedere, ma allora, tanto vale lasciargli la vista. Se avesse avuto bisogno di una persona esterna per leggere e per muoversi, la sua storia sarebbe stata molto più interessante, anche perché nel romanzo Valain dovrà mettersi alla ricerca di informazioni tenute segrete da tempo. Cosa avrebbe fatto se avesse dovuto coinvolgere una persona esterna? O se la sua guida fosse stata uccisa o rapita?

Per di più, la gestione degli incantesimi non è sempre ottimale: in un brano, l’Ancestro deve risalire il pendio di una montagna di notte. Grazie ai suoi incantesimi e alla luce della luna riesce a procedere senza problemi, ma quando una svolta del sentiero lo conduce in un punto non illuminato, Valain deve accendere una torcia. Ma se è cieco, come può il buio essere un problema?

L’ambientazione e la storia del mondo in cui i personaggi agiscono sono senza dubbio la parte più originale e interessante del romanzo. Le descrizioni, a volte, sono fin troppo dettagliate e rischiano di confondere il lettore, ma nel complesso permettono di immaginare in modo vivido Asha, le città, i monumenti e i luoghi in cui le pietre Kolodon sono state nascoste. Interessante il colpo di scena finale, che getta una luce nuova sui Cavalieri, e molto bella la conclusione del romanzo, che giunge inaspettata e invoglia il lettore a mettersi alla ricerca degli altri libri del ciclo per sapere cosa succederà. Gli Spiriti Selvaggi – La leggenda dei Cavalieri di Asha è una buona lettura per gli appassionati del genere, ma saprà conquistare anche chi si affaccia all’universo del fantasy per la prima volta.

Voi l’avete già letto? Cosa ne pensate? Diteci la vostra in un commento.

Ti potrebbero piacere

Lascia un commento