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AVENGERS ENDGAME: UN DEGNO FINALE PER I VENDICATORI?

written by Marianna Piras aprile 29, 2019

Eccoci finalmente qui a commentare il film probabilmente più atteso dell’anno, Avengers Endgame. La pellicola dei fratelli Russo, come era facilmente prevedibile, ha sbancato i botteghini già solo con le prevendite e, il primo weekend di uscita, ha già fatto guadagnare ben 1,2 miliardi di dollari.

Per un anno intero tutti gli appassionati del MCU si sono dedicati a teorizzare su come potesse proseguire la storia interrotta in Infinity War, se ci fosse un modo per far tornare indietro gli eroi a cui ci siamo affezionati e, man mano che uscivano i trailer, le idee si moltiplicavano, sempre più particolareggiate, ma a volte anche molto strampalate.

Una cosa era chiara e lo avevamo detto anche noi: l’uso della scienza e delle capacità intellettive avrebbe avuto un ruolo determinante e vincente sulla forza bruta di Thanos. Il Regno Quantico si è rivelato la chiave di volta di tutta la soluzione, come ampiamente anticipato, ma ciò che non ci aspettavamo è stato invece ben altro sullo svolgimento della storia, di cui parleremo più avanti, in una parte più ricca di spoiler.

Il film, dunque, è coerente con la storia iniziata in Infinity War, seppure si presenti molto diverso da esso. Il ritmo, incalzante alla massima potenza nella prima pellicola, è in questo decisamente più lento, specialmente all’inizio. Tuttavia, non è un male, perché in ci mostra come tutti i protagonisti debbano fare i conti con il lutto, ognuno a modo suo, e ognuno a modo suo debba trovare le motivazioni necessarie per decidersi a giocare quella singola possibilità di rimettere le cose a posto, stabilendo alla fine che devono ovviamente provare ad invertire il gesto di Thanos, perché è un impegno nei confronti dell’intero universo.

Le tre ore di film, dunque, scorrono piacevolmente, tra momenti comici e di grandissima commozione, nei quali nemmeno i più solidi hanno saputo trattenere una lacrima. Tutto ci porta dunque verso l’epica battaglia conclusiva, verso la resa dei conti, il gioco finale, dove le possibilità di vittoria, come preannunciato saggiamente da Strange, sono una su oltre 14 milioni. A noi il film è piaciuto molto. Anche se non è ovviamente perfetto, soprattutto in alcuni punti, sicuramente tirando le somme è la conclusione ideale per la fine di un’epoca e il passaggio verso una nuova era.

Se non avete visto il film vi sconsigliamo di proseguire oltre con la lettura, perché nelle righe che seguiranno incontrerete diversi dettagli sulla trama e sulla storia dei singoli personaggi. Noi vi abbiamo avvertito!

Ebbene, Avengers Endgame è andato. Ora siamo noi a dover elaborare il lutto, un doppio lutto, quello della fine di un’era e quello dell’addio ad una parte degli eroi che ci hanno accompagnato in questi dieci anni. Se in qualche modo ci aspettavamo di dover salutare Iron Man, forse è stata inaspettata la morte di Vedova Nera.

Ho capito che sarebbe stata lei a salutarci per prima, nel momento esatto in cui lei e Occhio di Falco sarebbero andati su Vormir a recuperare la gemma dell’anima. Natasha, come lei stessa aveva detto, aveva dedicato la sua vita alla sua vera famiglia, gli Avengers, aveva solo questo scopo, mentre Clint Burton aveva una famiglia a cui tornare, proprio attraverso le gemme, ed una nuova occasione per redimere la sua vita da Ronin. Seppur doloroso, è stato coerente che a sacrificarsi sia stata lei.

Sono quasi certa che la squadra “girl-power” che compare nella battaglia finale, sia un omaggio proprio a lei. Mi aspettavo un salto temporale nella trama del film, ma non il modo in cui è avvenuto, né mi aspettavo di vedere Thanos morto dopo pochi minuti. Mi aspettavo che capissero che le Gemme andassero recuperate prima che lui ne fosse venuto in possesso nel passato, ma avevo pensato che ciò avvenisse in tempi brevi.

La mia idea era che andassero da Thanos, capissero che lo schiocco non poteva essere invertito, fossero ancora sconfitti e tornassero sulla Terra decidendo subito di trovare un piano alternativo, che poi avrebbe avuto la sua svolta con il ritorno di Scott Lang, ovvero Ant-Man.

Sono rimasta sorpresa invece da questi cinque anni in avanti, anni in cui Tony Stark è diventato papà, Steve Rogers ha fondato un gruppo di sostegno, Bruce Banner ha fatto “pace” con Hulk e Natasha vive nella base degli Avengers e cerca Occhio di Falco. Lascio da parte per un momento Thor. Ognuno è andato avanti, ma improvvisamente l’arrivo di Scott offre una possibilità concreta di rimediare allo schiocco di Thanos.

Banner non ha sufficienti competenze per realizzare il piano, Tony sì ma, inizialmente, si rifiuta. Lui è andato davvero avanti, ha la sua famiglia, una nuova vita. Eppure basta poco per accendere in lui la miccia. Oltretutto deve fare pace con Steve con cui, in effetti, non aveva praticamente rapporti dai tempi di Civil War. Le teorie di Tony si rivelano corrette e il gruppo, divisosi, parte alla ricerca delle gemme.

Lo scambio tra le due Nebula, passata e presente, ed unico personaggio doppio, è lo stratagemma narrativo che permette a Thanos di capire che qualcun altro è sulle tracce delle gemme per impedirgli di fare qualcosa nel futuro. A gemme recuperate, piante tutte le lacrime per la scomparsa di Natasha, i nostri eroi creano un nuovo guanto e Banner-Hulk decide di usarlo. L’effetto sembra invertito, ma porta con sé la visita del Thanos del passato.

Qui inizia la battaglia, più epica che mai, che vede i tre eroi principali battersi con il titano pazzo ed uscirne quasi sconfitti, ma lottare come una vera squadra. Captain America brandisce il Mjonlir in un momento epico, con una grande approvazione da parte di Thor (d’altronde, sull’oggetto sono incise le parole: «Chiunque impugni questo martello, se ne sarà degno, possiederà il potere di Thor.»), ma perde quasi lo scudo.

Tuttavia, quando tutto sembra perduto, tornano tutti. I nostri eroi perduti, vittime dello schiocco fatidico, tornano tutti indietro (o avanti nel tempo, che dir si voglia!) per sconfiggere Thanos e quell’unica possibilità su 14 milioni diventa concreta, ma in un modo dolorosissimo.

Tony riesce a rubare le gemme dal guanto, grazie al fatto che quel guanto non era altro che una sua armatura modificata, crea un nuovo guanto sulla sua armatura e schiocca le dita, distruggendo Thanos e il suo esercito. Lo sforzo, che aveva già debilitato fortemente il titano e danneggiato Hulk Banner, è per lui fatale e muore circondato dagli amici e da Pepper. Steve torna nel passato a rimettere a posto le gemme, ma decide di concedersi una vita con la sua amata, tornando ai giorni nostri semplicemente invecchiato e, come ultimo gesto, regala il suo scudo a Sam Wilson.

Eppure, nonostante il film sia coerente, ed alcuni momenti siano davvero commoventi, come ad esempio il dialogo tra Tony e suo padre nel passato, il film non è perfetto ed alcune cose non mi sono piaciute.

Prima di tutto Thor. Io amo tutta la saga di questo straordinario personaggio e vederlo per tutto il film ubriaco, frignante, panzone e ridicolo ai limiti della decenza è stato eccessivo. Ci stava all’inizio, ma per tutta la durata del film non mi è piaciuto. È stato certamente un bel modo per mostrare come a volte, per superare un lutto enorme, anche il più forte di noi può completamente sparire in una personalità che non è la sua, ma questa piega comica è stata decisamente eccessiva. Soprattutto, non è accettabile né tanto meno coerente con il personaggio stesso che abbiamo sempre amato che, come abbiamo visto in tal modo ridicolizzato, avrà deluso le aspettative di milioni di piccoli fans per il quale è sempre stato il preferito fra tutti i supereroi della Marvel.

Hulk Banner è stato troppo “zen” ed è sparito completamente nella battaglia finale, dov’è “Hulk spacca” quando serve? Troppo macchiettistico anche lui. Altra cosa poco apprezzata da me è stata “l’inutilità” di Capitan Marvel, che passa come spacca astronavi e basta, sempre in ritardo sui momenti principali. Prende pugni da Thanos restando impassibile e praticamente non sfoga tutta la sua forza, mai dando il suo contributo. Ci sta ovviamente che lei non sia stata il personaggio chiave per la vittoria degli Avengers, essendo questo alla fine il canto del cigno per i “vecchi” eroi, che meritavano tutti il loro momento di gloria da veri protagonisti, ma decisamente tutti si aspettavano qualcosa di più.

La gestione scientifica del Regno Quantico, con le timeline che sono differenti, ma poi non lo sono più, sembra fatta perché ognuno degli spettatori possa trovare la sua soluzione e vivere sereno. Tranne i fan degli Asgardiani perché, che ci piaccia o meno, tutti i morti prima dello schiocco, sono davvero morti, tranne Gamora che ritorna come la Gamora del passato, e quindi tecnicamente rimane morta anche lei.

Il lato buono di questa fine è che ogni personaggio ha una strada libera davanti a sé, per nuove storie e nuove avventure. Resta da vedere ora come verrà gestita la trama di Spiderman con Mysterio, ma in linea di massima la strada più definita l’avranno proprio i Guardiani della Galassia, veri “vincitori” di questo finale. Essi ora hanno un componente in più, Thor, la cui alchimia con Rocket Raccon, Groot e Peter Quill era davvero un punto di forza di Infinity War. A loro ora spetta ritrovare Gamora, che sembra sparita durante la battaglia, e guardarsi dalla Regina de Sovereign e da Adam Warlock. Infatti, proprio alla fine del film, mentre  si apprestano a partire, Peter Quill imposta il computer di bordo dell’astronave per rintracciarla.

Infine, un’ultima domanda si insinua nella nostra mente in merito a Loki: che fine ha fatto? Come accade con Gamora, è tecnicamente morto nel presente. Possiamo ipotizzare che la deviazione della timeline sia comunque stata corretta quando Steve Rogers ha riportato le Gemme al periodo di appartenenza, rimettendo lo scettro contenente la Gemma della Mente al suo posto prima che si verificasse l’incidente con il Tesseract. Che ci sia in vista un progetto che lo riguardi? Speriamo che ulteriori delucidazioni ci vengano fornite nei prossimi mesi. Al momento, sappiamo solo che tornerà in una miniserie a lui dedicata su Disney+, ma i dettagli noti finora sul progetto suggeriscono che si tratti di un prequel.

Ora tocca a voi lasciarci le vostre considerazioni a riguardo: il film vi è piaciuto o avreste preferito un finale diverso? Scrivetecelo nei commenti!!!

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2 comments

Grazia maggio 1, 2019 at 2:17 pm

Nel leggere il tuo articolo, ho constatato che la pensiamo allo stesso modo riguardo al film. Anche io come te non ho apprezzato il fatto che siano trascorsi 5 anni dallo schiocco di dita di Thanos, così come non ho apprezzato le figure di Thor e Hulk.
Trovo molto coerente la morte di vedova nera ed avrei accettato altrettanto facilmente la morte di Tony se nel frattempo non lo avessero reso padre. Lui in pratica, oltre che la sua vita, sacrifica la sua famiglia per permettere alle altre famiglie di ricongiungersi. Mi sembra un’ingiustizia nei confronti di un personaggio che tanto ci ha dato Non apprezzo il ritorno al passato di Steve Rogers. Il suo capitolo con Peggy si era concluso 80 anni prima, che bisogno c’era di riaprirlo? Oltretutto sia in Agent Carter che in Captain America:A winter soldier ci era stato raccontato che Peggie si era sposata con un uomo che Steve aveva salvato durante la seconda guerra mondiale. Tanto che lei stessa affermava che Steve continuava a condizionare la sua vita anche da morto. Abbiamo visto le foto del marito e dei figli sul suo comodino quando Steve è andato a farle visita e lei, 95enne, ha affermato di aver vissuto una bella vita e che il suo rammarico era che Steve non avesse fatto altrettanto. Ecco, io questo finale lo trovo incoerente con quanto ci è stato raccontato in precedenza. Marito e figli si sono ora dissolti o Peggy vive da bigama in una realtá alternativa?
Per quanto riguarda Loki, io sono certa che tornerá. Non è un caso che lui sia sparito con il tesseract!

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Marianna Piras maggio 6, 2019 at 5:17 pm

Parto dalla fine: credo che la fuga di Loki col tesseract sia servita ad introdurre la serie te che verrà fatta su di lui. È un ottimo escamotage. Su Cap sono d’accordo con te, ma in una forma di idea romantica mi fa piacere vederli condividere quel ballo tanto ricorso. Quanto a Tony, per quanto duro sia, ancor più con una figlia, ha un senso la sua morte perché rende imponente il suo sacrificio.

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