Home Recensioni RECENSIONE A “BUCANEVE NEL REGNO SOTTERRANEO” DI PAOLO FUMAGALLI

RECENSIONE A “BUCANEVE NEL REGNO SOTTERRANEO” DI PAOLO FUMAGALLI

written by Alessio Bucci gennaio 22, 2019

Nato nel 1981, laureato in Lettere, Paolo Fumagalli ha scritto diversi racconti Fantasy, fiabeschi con tratti horror. Tra i suoi lavori Il museo delle esperienze meravigliose, La Strada verso Bosco Autunno (Il mondo incantato I), Foglie Morte, La Pietra Filosofale, Scaccianeve.

I suoi testi e le sue opere sono ricchi di atmosfere folkloristiche, e tra questi oggi siamo qui a parlarvi di Bucaneve nel Regno Sotterraneo.

In questo libro incontriamo la piccola Bucaneve, una giovane ragazzina affetta da una malattia che il dottore non riesce a capire e curare, che ama farsi raccontare le storie dalla mamma la sera prima di andare a dormire. In particolar modo, la protagonista di questa storia è affascinata da “Alice nel paese delle meraviglie“. Scorrono le pagine e senza sapere come, si troverà catapultata in un regno fantastico ma dai toni cupi, una sorta di “Paese di Halloween” del film NightmareBefore Christmas. Qui la piccola Bucaneve farà incontri quantomeno bizzarri con gli abitanti del mondo sotterraneo, vivrà avventure e scoprirà paesaggi particolari, cercando la strada per tornare a casa ed alla sua realtà.

Com’è facile immaginare, vista la grande passione dell’autore per Lewis Carroll, Bucaneve nel Regno Sotterraneo si ispira e celebra Alice nel paese delle Meraviglie, reinventandolo e dando origine ad un’opera originale e di chiaro interesse.

Indicato sia ad un pubblico adulto che ai giovanissimi, il racconto ci porta alla scoperta di un mondo fantastico costellato da personaggi particolari, caratterizzati da toni spettrali ma non per questo con una connotazione negativa.

Lo stile dell’autore è semplice e lineare. La descrizione dei luoghi e dei personaggi aiuta il lettore ad immaginare con facilità i paesaggi e le atmosfere che circondano Bucaneve durante il viaggio per tornare alla realtà.

Durante la prima parte del libro sarete convinti di aver capito con facilità le dinamiche della storia e di averne compreso il succo, tanto che la conclusione del viaggio si dà quasi per scontata, ma mai giudicare un libro dalla copertina o dalla lettura di poche pagine.

Il ruolo recitato dal “gatto del focolare” è in qualche modo quello di una guida involontaria, una sorta di Virgilio che accompagna in modo discontinuo la protagonista nel suo peregrinare nel regno sotterraneo, proprio come lo Stregatto per Alice.

Bella la conclusione della storia, che porta il racconto su un piano fantasy molto più spinto di quel che si pensava fosse fino a quel momento.

In definitiva un racconto, se pur breve, che può entrare tranquillamente a far parte delle biblioteche delle nostre case. Ma non finisce qui! Universo Fantasy ha anche intervistato per voi l’autore del libro, Paolo.

BREVE INTERVISTA ALL’AUTORE

1. All’inizio si resta titubanti per il fatto che il romanzo abbia uno schema simile ad Alice. Poi, pagina dopo pagina, si comincia ad apprezzarlo come opera originale e celebrativa del libro di Carroll. A nostro giudizio un ottimo lavoro. Com’è nata in te questa voglia di celebrare il romanzo di Lewis Carroll, prendendolo e reinventandolo in una dark story dai toni fiabeschi?

Sono molto contento che il libro vi sia piaciuto. La voglia di scriverlo penso sia nata proprio dal fatto di apprezzare i libri di Carroll: li conoscevo abbastanza bene da poterli vedere con occhi nuovi, sentivo che quei personaggi, quei luoghi e quegli episodi stimolavano la mia fantasia, mi facevano venire in mente un’altra storia. Infatti, come hai notato e come anch’io ho cercato di spiegare nella nota iniziale, il mio desiderio non era riprendere alla lettera le creature del Paese delle Meraviglie, ma al contrario omaggiare il loro spirito buffo e surreale attraverso personaggi ed eventi completamente nuovi. Mi sono chiesto che cosa sarebbe successo se un personaggio simile ad Alice fosse finito sottoterra in senso metaforico, non seguendo un coniglio ma capitando in un mondo modellato sull’oltretomba. E così è nato il Regno Sotterraneo, un impasto di fiaba e gotico, di divertimento e macabro.

2. Hai creato dei personaggi non banali, sono degli esempi per i giovani lettori ma allo stesso tempo aiutano gli adulti a riflettere. Il target a cui pensavi di rivolgerti al momento della stesura è lo stesso che oggi ha apprezzato il libro?

Grazie mille per gli apprezzamenti. In effetti sì, volevo scrivere un libro che potesse piacere ai giovanissimi ma anche agli adulti, che offrisse spunti di riflessione e anche di divertimento a lettori un po’ di tutte le età, una cosa che si è realizzata.

3. Oltre al già distribuito “Il museo delle esperienze meravigliose” hai già qualcos’altro in cantiere e nel caso si tratta sempre di una Fiaba per tutte le età come gli ultimi tuoi lavori?

Il museo delle esperienze meravigliose” è a sua volta una fiaba moderna, come “Bucaneve”, penso offra messaggi interessanti ai ragazzini ma anche agli adulti e tante tante idee fantasiose. Se un lettore ha apprezzato “Bucaneve”, gli consiglio di provare anche questo, perché ci sono molte probabilità che gli piaccia. Le uscite future saranno invece un po’ più per gli adulti o almeno per ragazzi più grandi. Ho in programma un fantasy (che uscirà quest’anno) e un urban fantasy (che sarà pubblicato dalla Dark Zone, la stessa casa editrice di “Bucaneve” e che probabilmente uscirà l’anno prossimo).

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