Home Recensioni RECENSIONE A “ULFHENDAR WAR – LA GUERRA DEI LUPI” DI ALESSIO DEL DEBBIO

RECENSIONE A “ULFHENDAR WAR – LA GUERRA DEI LUPI” DI ALESSIO DEL DEBBIO

written by Marianna Piras novembre 11, 2018

Oggi mi trovo davanti ad un arduo compito, recensire il romanzo di Alessio Del Debbio. Prima di spiegarvi i motivi che lo rendono difficile, vediamo la sinossi:

Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d’Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un’ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita.

Si tratta appunto di un compito non facile, perché l’abilità di un buon recensore è quella di non lasciarsi spingere troppo dall’onda emozionale, ma di parlare dell’oggetto della sua recensione nel modo più obiettivo possibile. Ebbene, stavolta non ci riesco, perché sono straordinariamente ENTUSIASTA di questo romanzo.

Già dalle prime pagine ho capito di trovarmi davanti a qualcosa di differente, di maggiormente “studiato”. Mi spiego meglio: mi è capitato di leggere romanzi fantasy ambientati quasi sempre in un luogo indefinito ed in un tempo indefinito, mentre qui ci troviamo immersi in una location che è visibile e visitabile per tutti noi, la splendida Garfagnana, ed in un tempo che è quello presente. La trama non è banale, non è scontata, perché avviene sempre ciò che uno non si aspetterebbe mai, ma non in senso surreale, visto che la vicenda si dipana in modo assolutamente coerente.

Alessio Del Debbio, infatti, è riuscito nell’arduo compito di mettere assieme una storia che si svolge nel presente, inserendo sprazzi del passato sapientemente dosati e posizionati nella trama, coniugando leggende nordiche ad ambientazioni completamente italiane. Si riesce a percepire il profondo legame che lega l’autore alla sua terra, facendo venire voglia a chi legge di andare a visitarla, cosa che, personalmente, mi sono promessa di fare nella mia vita, caro Alessio.

Ho apprezzato molto il collegamento narrativo al ciclo di Odino ed agli Úlfheðnar, di cui conoscevo poco, perché mi ha dato la possibilità di imparare dettagli nuovi ed entrare a contatto con aspetti mitologici molto apprezzabili.

I personaggi sono ben delineati e definiti, in primis i protagonisti Ascanio e Daniel, poi i loro amici, ma senza dubbio mi hanno colpito in particolar modo la Dottoressa (coi suoi capelli colorati, che mi ha ricordato un po’ me agli inizi della mia vita post lauream) e Gianni-Pedia, che in fondo nasconde il nerd appassionato di serie tv che si nasconde dentro tutti noi! Ho apprezzato molto questo fatto poiché si tratta di un personaggio assolutamente quotidiano e normale, identificabile con tante persone.

Menzione speciale in tutto questo va all’ombra, più determinata che mai, un pericolo che si muove e viaggia attraverso i secoli e che il nostro Ascanio dovrà fronteggiare per rendere giustizia al suo antenato Aristide, di cui ha ereditato uno straordinario baule pieno di strumenti, diari e grimori, che egli utilizzata per studiare la natura. Ascanio porta avanti questa eredità, iniziando a destreggiarsi con gli incantesimi. Daniel è un personaggio dalla memoria antica, un uomo/lupo (Úlfheðinn), che ha lasciato il suo branco durante la Seconda Guerra Mondiale, adattandosi a vivere tra gli uomini: il suo branco ora è nelle mani del nuovo alfa, Raul, personaggio violento e sanguinario e con un ruolo che, per Daniel, è assolutamente immeritato. Mi rendo conto che vi sto svelando molti dettagli su questo romanzo che invece deve essere assolutamente letto, apprezzato e compreso. Mi consola il fatto che si tratti del primo di una trilogia, che spero si mantenga su questi livelli. Non vedo l’ora di leggere il seguito.

Buon lavoro Alessio!

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2 comments

Ale novembre 13, 2018 at 12:57 pm

Grazie mille, bellissimo articolo! 🙂

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Ale novembre 15, 2018 at 11:06 am

Grazie mille! 🙂

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