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PAOLO BARBIERI: L’ECCELLENZA ITALIANA NEL MONDO

written by Stefania Sottile dicembre 14, 2017

Paolo Barbieri, classe ’71, è un illustratore italiano, celebre per gli oltre vent’anni nel mondo dell’editoria. È conosciuto per aver realizzato diversi libri illustrati per la Mondadori, tra i quali Favole degli Dei, L’Inferno di Dante e L’Apocalisse, Fiabe Immortali, e i Sogni, Tarocchi e Zodiac per conto di edizioni Lo Scarabeo. In particolar modo, è conosciuto anche per aver realizzato le copertine fantasy di molti libri di Licia Troisi, di cui ha anche illustrato le due serie del fumetto del Mondo Emerso edito da Panini Comics.
Nei suoi vent’anni di carriera, ha lavorato come illustratore per le più importanti case editrici italiane e internazionali, disegnando le copertine di numerosi successi editoriali firmati da autori quali George R. R. Martin, Umberto Eco, Marion Zimmer Bradley, Cassandra Clare, Laura Gallego Garcia, Cecilia Randall, Alberto Angela, Wilbur Smith, Michael Crichton, Ursula K. Le Guin, Herbie Brennan, Sergej Luk’Janenko, e tante altre prestigiose firme.
Nel 2011, è stato il primo illustratore italiano ad essere Artist Guest of Honor della città di Lucca, con una mostra antologica che l’ha visto protagonista nelle splendide sale del Palazzo Ducale della città. Protagonista ed ospite più atteso durante l’evento Lucca Comics & Games, considerata la più grande fiera del fumetto e immaginario fantasy presente in Italia.
Nel suo bagaglio artistico risalta inoltre l’importante partecipazione alla realizzazione del lungometraggio animato Aida degli Alberi, una delicata favola ecologista ispirata all’Aida di Giuseppe Verdi e musicata da Ennio Morricone.
È stato lui il promotore e l’ideatore del progetto “Lords for the Ring – I maestri del fantasy incontrano Tolkien” e “The Lords for the Ring – The Silmarillion”, che ha coinvolto i più noti illustratori, 7 Lords appunto, ovvero Angelo Montanini, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Edvige Faini, Daniele Orizio e Lucio Parrillo.
Il grande successo di Paolo Barbieri è dovuto alle eccezionali doti artistiche, in grado di rendere ogni opera unica, riconoscibili nonché inimitabili. Le opere che ci dona da vent’anni, lo rendono forse l’artista più conosciuto nel Nostro Paese.

La Redazione lo ringrazia per il tempo dedicato e per la gentilezza e la pazienza con la quale ha risposto alle tante domande!

1. Pensiamo di sapere quasi tutto sulla tua carriera professionale, ma vogliamo che i nostri lettori ti conoscano meglio: chi è Paolo?
Paolo è una persona con molta fantasia.
Fin da piccolo, io sentivo che dovevo disegnare tutto quello che mi passava per la mente, anzi, a essere sinceri i miei disegni erano un modo per fuggire dalla realtà e ritrovarmi in quegli stessi mondi che vedevo nei cartoni animati, nei film o sulle copertine di fumetti, libri e quaderni .

2. Sei cresciuto con le fiabe che ti raccontava tua nonna: qual è il ricordo più bello che rammenti di quei periodi d’infanzia?
Mia nonna mi leggeva alcune fiabe che comparivano in alcuni libroni illustrati tratti da cartoni Disney e, tra tutte, ancora oggi ricordo l’avventura di “Pablo il pinguino freddoloso” (era una strana storia di un pinguino che, a differenza dei suoi simili, amava il caldo). Ricordo anche le fiabe scritte sui Quindici, tra cui Zio Lupo.
Ricordi legati all’infanzia?
Il tepore della primavera, le finestre con le persiane socchiuse e il thè con i biscotti insieme a mia nonna. Ricordo anche i giorni delle vacanze estive, al mare con i genitori e i panini al latte.

3. Quanto è stato importante il sostegno dei tuoi genitori e delle persone a te più care?
Il sostegno dei miei genitori è stato importantissimo. Loro hanno sempre creduto in me anche se comprendevano che questo era un mestiere “strano” e non certo facile.

4. In un’intervista rilasciata qualche anno fa, hai raccontato che prediligi la tecnica digitale a qualsiasi altra perché ti permette di vedere/trasformare/adattare/migliorare ogni opera e poterla valutare a 360° e in diverse sfaccettature; non solo, il digitale ti permette di non tracciare nessun confine nella tua mente. A che punto della tua carriera hai scelto di passare alla tecnica digitale?
Oggi credo che in realtà il computer sia “solo” un mezzo, esattamente come tele e pennelli. Certo, lo strumento digitale consente enormi variazioni sul tema, però il disegno è prima di tutto un espressione della mente, in cui le sensazioni assumono forma attraverso segni e colori. Un disegno è una piccola o una grande storia, in cui si può arrivare a mostrare quello che spesso le parole non riescono a dire.

5. Un’obiezione che spesso si sente rivolta al digitale è che non significhi disegnare davvero e che sia troppo facile. Cosa risponderesti alle persone che la pensano in questo modo?
Dipende cosa si intende per disegno digitale. Se parliamo di semplice montaggio fotografico, allora questo strumento ha facilitato enormemente la vita a chi non sa disegnare.
Il problema, se così possiamo chiamarlo, è che come ho detto pocanzi, il disegno è soprattutto un’espressione intima dell’artista, un’espressione che prende forma attraverso la tecnica ma soprattutto le esperienze del disegnatore.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che una copertina, un poster di un film, un fumetto e tutto ciò che intendiamo come un linguaggio visivo/artistico, escono dalle rotaie della mera tecnica per entrare nel vero territorio della creatività e dell’immaginifico solo quando esiste la volontà, la sensibilità e l’esperienza per riuscire a raccontare una piccola o una grande storia.

6. Ci chiedevamo, qual è il momento di massima ispirazione mentre lavori? Qual è la fase creativa che preferisci?
Non c’è una fase creativa preferita. A volte un’illustrazione prende “vita” già nel bozzetto iniziale, altre volte durante la colorazione e attraverso piccoli cambiamenti in corsa dell’opera.
Credo che l’abilità più importante di questo mestiere, sia proprio la capacità di cogliere il momento in cui servono piccole variazioni all’immagine per renderla completa e comunicativa.

7. Nel tuo processo creativo, preferisci disegnare le prime bozze a matita per poi passare ai programmi di disegno, o parti direttamente dal digitale?
A volte faccio il bozzetto in digitale e a volte lo realizzo con la matita. Non ho un percorso predefinito.

8. Sei un grandissimo stimatore di Hayao Miyazaki: qual è la sua opera che prediligi? E cosa ammiri di più di questo artista?
L’opera di Miyazaki mi piace in ogni sua sfaccettatura: le animazioni, i characters, le sceneggiature, la poetica delle storie. In ogni film, Miyazaki riesce a trasportare qualcosa delle opere precedenti, in una sorta di evoluzione continua del suo pensiero, opere diverse ma intimamente connesse le une alle altre (come i rami che crescono dallo stesso albero e che lo arricchiscono di nuove foglie ed energia).
Un plauso speciale va anche a Oga Kazuo, grandissimo illustratore che è stato anche l’Art Director principale di gran parte delle scenografie di tutti i lungometraggi di Miyazaki.
Se devo però stilare una classifica, direi Città Incantata, Castello errante di Howl e Totoro. In continuo mutamento le preferenze che ho per gli altri capolavori come Nausicä, Laputa e Princess Mononoke.

9. Negli oltre venti anni di carriera, hai avuto modo di occuparti della realizzazione di diverse copertine per scrittori illustri del panorama internazionale: c’è una copertina alla quale sei rimasto particolarmente legato?
É difficile fare un riassunto di tante copertine: diciamo Il Drago di Ghiaccio, le copertine del Mondo Emerso, La Guerra degli Elfi, Alice nel Paese della Vaporità, Alas Negras, Favole degli Dei Zodiac, e le copertine realizzate per i miei ultimi libri illustrati (“Fantasy Cats” e “Draghi e altri Animali”).

10. Qual è stata la commissione più “strana” che ti abbiano richiesto? Se puoi rivelarcela!
Un Elfo con un pesce davanti. [ride, NdR]

11. Qual è stato il lavoro più difficile, assillante e frustrante di cui ti sei dovuto occupare?
In realtà non esiste una risposta. Un’illustrazione può funzionare subito o dopo varie correzioni. Occorre considerare che un lavoro deve sempre piacere al cliente, per cui si mette in conto che a volte ci possono essere lungaggini e maggiori difficoltà.

12. Ad oggi, con quale autore ti piacerebbe collaborare?
Non ho una risposta a questa domanda. Mi piace la possibilità di esprimere me stesso attraverso un libro illustrato o una singola copertina. Negli ultimi anni, ho narrato molte “storie” illustrate grazie a editori che hanno creduto nelle mie capacità (Mondadori e Lo Scarabeo).
Come autore, il mio desiderio principale è di continuare a evolvermi, cercando una via sempre più efficace per raccontare il mio immaginifico.

13. Parliamo del tuoi nuovi libri illustrati che hai presentato al Lucca Comisc & Games, “Draghi e altri animali” e “Fantasy cats”: da dove è giunta l’ispirazione? C’è un’immagine a cui sei particolarmente legato tra tutte quelle che popolano i libri che finora hai pubblicato? E perché proprio i draghi e i gatti? Che legame hai con queste creature?
Il libro dei draghi è stato una sorta di naturale traguardo dopo tutta la produzione fantasy degli ultimi 15 anni, senza contare che ho sempre adorato questo animale mitologico.
Da anni avevo il desiderio di poter rappresentare un mondo di draghi tutto mio e, soprattutto, di poter creare una storia illustrata che si potesse distaccare da centinaia di libri pubblicati sullo stesso argomento. La proposta dell’editore è arrivata nel momento giusto, dato che io stesso stavo già elaborando un progetto in questa direzione.
Per quanto riguarda i gatti, la proposta dell’editore Lo Scarabeo è stata tanto inaspettata quanto gradita. Ho subito pensato a tutti i modi per poter illustrare questi felini e rendere al meglio il loro mondo.
In entrambi i libri, ho però cercato un percorso visivo che legasse tutte le tavole: in Fantasy Cats ho illustrato quelli che sono alcuni dei comportamenti più tipici, affascinanti e divertenti dei piccoli felini. Nel libro dei Draghi ho invece mostrato, attraverso una grande varietà di Draghi, quelli che sono alcuni degli animali più conosciuti del nostro pianeta.

14. Hai già pensato a cosa dedicare la tua prossima raccolta illustrata?
Non ho ancora un’idea precise. Ho molte idee sparse.

15. “Lords For The Ring – Art Calendar” è un progetto ambizioso nato da una tua idea: ci racconti cosa ha ispirato la realizzazione di questo progetto? Qual è il tuo legame con J.R.R. Tolkien? Essendone il promotore, hai scelto tu stesso gli altri artisti da coinvolgere?
Il progetto è nato dalla volontà di mettere insieme una grande varietà di bravi illustratori che, sotto varie prospettive, si dedicano al fantasy.
Spesso, assisto a una continua esaltazione dei pur grandi illustratori internazionali, in una sorta di strano menefreghismo rivolto ai talenti nostrani. “Nemo propheta in patria” (“Nessuno è profeta nella [propria] patria”, NdR), spesso si dice. Io voglio credere che piano piano, anche nel Nostro paese, si potrà prendere coscienza di quanto sia ricco il nostro panorama artistico.
Tolkien è la bibbia del fantasy.
Il mondo creato da Tolkien è così immenso che è facile perdersi, ed è altrettanto facile immedesimarsi in questi personaggi che attraversano la contea o che lottano nella battaglia del Pelennor. Il fascino quasi mistico del mondo di Lord of the Rings è senza fine, ed è a questo stesso fascino che ho voluto legare questa nuova opera del fantasy italiano.
La scelta degli altri artisti è stata semplice: negli ultimi anni ho conosciuto grandi professionisti che sono diventati anche amici.
Grazie al grande lavoro messo in campo da Lucca Comics & Games Emanuele Vietina e Renato Genovese, aveva visto la luce il progetto dei Moschettieri dell’arte fantasy italiana (io, Dany Orizio, Luca Zontini e Lucio Parrillo).
A questi, si sono uniti Angelo Montanini (Art Director del progetto e illustratore storico italiano di Tolkien), Ivan Cavini (illustratore e altro grande esperto di Tolkien), ed Edvige Faini (Concept Designer per film e videogiochi).
Luca Zontini non è purtroppo riuscito a essere dei nostri in questa avventura.

16. Lavorare al Calendario Tolkieniano non deve di certo essere stata un’impresa semplice, seppur gratificante: ci racconti un aneddoto annesso alla collaborazione con gli altri artisti?
Tutto quello che succede nel Fight Club deve rimanere del Fight Club”. [ride, NdR]
A parte gli scherzi, non ho aneddoti particolari a riguardo, solo un grande riconoscimento per l’enorme mole di lavoro svolta da Angelo Montanini (Art Director dell’operazione), e da Roberto Arduini (Presidente dell’AIST – Associazione italiana Studi Tolkieniani).

17. Escludendo le tue illustrazioni, qual è o quali sono quelle che ti hanno particolarmente stregato di questo progetto?
Credo che ogni illustratore abbia espresso al meglio il suo stile e la sua poetica. In questo, apprezzo la varietà di ogni singola illustrazione.

18. Lucca Comics & Games: sei sempre stato uno degli ospiti più attesi. Qual è il ricordo più bello che hai delle esperienze che hai vissuto in questa fiera?
Nel 2011 sono stato ospite e ho avuto l’onore di avere una mostra (la prima mostra per un autore “Games” nelle prestigiose sale del Palazzo Ducale).
Ho incontrato artisti incredibili e, nel corso degli anni, ho visto il mio pubblico aumentare esponenzialmente.
I ricordi legati a Lucca sono tantissimi e non mi basterebbe un libro per raccontarli tutti.

19. Se paragoniamo il tuo primo libro, “Creature del Mondo Emerso”, con le tue pubblicazioni più recenti, risulta chiaro come ci sia stata una grande evoluzione nel tuo stile. C’è qualche autore o qualcosa che ha ispirato questo percorso creativo?
Nella vita ci sono esperienze, si incontrano persone, si leggono libri o fumetti, si guardano i film e così via. Tutto questo va ad arricchire il mio bagaglio culturale ed emotivo e, attraverso vari livelli, si crea il substrato da cui parte la mia evoluzione.
Ci sono stati grandi artisti che, nel corso degli anni, mi hanno “illuminato”: Boris Vallejo, Ciruelo Cabral, John Howe, Alan Lee, Brian Froud, Michael Whelan, Brom, Rodney Matthews, Victor Togliani, Karel Thole, Ferenc Pinter.

20. Se potessi organizzare un evento interamente fantasy, cosa faresti?
Penso così tanto al disegno che in realtà non ho mai avuto idee particolari a riguardo. Ho avuto la possibilità di portare il mio contributo a grandi e piccoli eventi e, per ora, questo mi basta.

21. Che consigli daresti ad un giovane che vuole intraprendere una carriera nel mondo dell’illustrazione? È rischioso scegliere una professione come questa in questo momento in Italia, o è attualmente un settore in crescita?
Ogni persona deve seguire la sua passione. Se la passione è il disegno, allora si potrà migliorare attraverso le scuole e grazie a un grande lavoro personale.
Il consiglio realmente utile, diventa però una questione legata al carattere e alle capacità individuali.
Diciamo che, a grandi linee, occorre mettersi in gioco per andare oltre le lacune personali e poi, per quanto scontato, disegnare tanto.

22. Ci anticipi qualcosa sui tuoi progetti futuri?
Come ho detto prima, ho tante idee ma sparse.

23. Lucca Comics & Games 2017: qualche succulenta news?
Lucca C&G è terminato e il pubblico ha enormemente apprezzato i miei ultimi libri.
Aggiungo solo una nota tecnica:
DRAGHI e altri Animali (Mondadori, 2017). Nelle librerie e store online dal 24 ottobre 2017.
FANTASY CATS: (Lo Scarabeo, 2017). Presentato in anteprima a Lucca. Nelle librerie e store online dal 27 dicembre 2017.

24. Il ricordo più emozionante di questa edizione 2017?
Questa edizione è stata meravigliosa ma anche difficile, in quanto si è rivelata uno strano equilibrio tra momenti di grande gioia e soddisfazione con situazioni personali più complesse.
Mi sono ritrovato accerchiato dall’affetto dei fan e, come al solito, la crew del padiglione Games è stata eccezionale.

 

Articolo già pubblicato su Now In Sicily.

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