Home Racconti LA CANZONE DI GRUSTONEM

LA CANZONE DI GRUSTONEM

written by Redazione Luglio 27, 2020
Grustonem copertina

“Sono andata nel bosco per cantare alle sue creature”. Katarina diceva così a ogni suo ritorno a casa. Quella bimba dai grandi occhi chiari incantava con la sua voce. Il bosco ai margini di Grustonem era il suo rifugio. Ne conosceva gli abitanti, l’odore del legno, delle erbe e dei fiori; lì raccoglieva suoni per trasformarli in canzoni melodiose. Il popolo della foresta si radunava per ascoltarla, primo tra tutti il lupo Vidal, giovane capobranco, il migliore amico di Katarina. La bimba e l’animale comunicavano attraverso l’energia dei loro sguardi e si raccontavano bellissime storie di uomini e lupi, protagonista delle quali era l’armonia.

Grustonem era un villaggio pacifico, abitato da buoni uomini e buone donne, una roccaforte ove regnava il bene. Una sera, rientrando dal bosco, Katarina trovò il borgo in subbuglio: alcuni viandanti narravano di fatti accaduti nella vicina città di Tengiovan, dove un’orda di barbari aveva portato lutto e distruzione. Quel popolo di guerrieri dilagava ovunque, lasciando dopo il suo passaggio solo rovine e cenere. Katarina corse via, ritornò nel bosco ammantato dal buio per mettere in guardia Vidal e tutti gli altri suoi amici, affinché potessero difendersi o fuggire. Vidal protese una zampa e sfiorò il viso di Katarina in un gesto simile a una carezza. Un segno di tenerezza, una garanzia di protezione. Quella notte, la bimba dormì abbracciata al lupo.

I due furono destati all’aurora da un chiarore ben diverso dalla luce del sole: Grustonem era in fiamme. Katarina era l’unica sopravvissuta della sua gente e i barbari erano in marcia verso il bosco. Vidal si trasformò in drago. Lei si aggrappò a lui e vide la sua terra allontanarsi mentre veniva trasportata in volo verso la salvezza. Chiuse gli occhi. Quando li riaprì, si ritrovò in un luogo sconosciuto, sulle rive di un lago dorato. Vidal era svanito, ma Katarina ne avvertiva la presenza, sentiva che la invitava a cantare per superare il dolore e lo sgomento. La voce di lei si levò in musica, raggiunse buoni uomini e buone donne, ammaliati dalla sua canzone. Una canzone in cui raccomandava al lupo di stare attento all’uomo.

Racconto scritto per Associazione Culturale Universo Fantasy da Angelarosa Weiler, del CSU – Collettivo Scrittori Uniti.
Immagine realizzata da I Ritratti di Alessandra.

Ti potrebbero piacere

Lascia un commento