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GLI EREDI DI ARCANIA – I SETTE PRETENDENTI

written by Redazione Luglio 23, 2020
Eredi Arcania copertina

Affondo, stoccata, assalto, parata.
Ricorda il clangore delle lame che riempiva l’aria di quel freddo pomeriggio di mezzo inverno, l’eco risuonava per la gola come il suono di una battaglia, ma non lo era. Non era stato neanche un duello o un vero scontro. Era stato poco più di un gioco, crudele e sadico. Aprendosi a ventaglio intorno, i mercenari avevano riso di lei. Un’inesperta ragazzina dai lunghi capelli corvini non era certo una minaccia per dei guerrieri navigati, i cui occhi puntavano alle sue spalle, fissi sul premio che li attendeva. Aveva quindici anni, allora, e quel giorno morì. Brandiva la spada lunga del fratello come una mazza, goffa, lenta e spaventata, puzzava di odio e paura. Lui, il ladro dai corti riccioli neri, giaceva pochi passi dietro di lei, riverso al suolo, semi svenuto. Aveva perso molto sangue e non sarebbe sopravvissuto, ma poco importava ai suoi inseguitori: la taglia valeva anche per il suo cadavere. Avanzavano uno alla volta, scambiavano con lei qualche colpo per poi indietreggiare, si divertivano: tre uomini e una donna, tutti con il volto coperto dagli elmi tipici dei guerrieri Hurd.

Suo fratello non sarebbe dovuto tornare e lei non avrebbe dovuto aiutarlo.
La loro fuga era stata breve: avevano lasciato la fattoria sperando di guadare il torrente per far perdere le proprie tracce, ma erano stati troppo lenti. Aaron non poteva correre e lei faceva fatica a sorreggerlo. Gli inseguitori li avevano raggiunti sulla riva del corso d’acqua, nei pressi delle grotte solforose, nel luogo dove sarebbero morti.

La donna era avanzata per ultima verso di lei, l’aveva affrontata brandendo una sciabola dentellata e lo scambio di colpi era stato breve. Ricorda il dolore improvviso, ricorda la caduta, l’impatto contro il suolo e la sensazione di torpore impadronirsi del suo corpo. Il suo sangue aveva bagnato la terra ed era stato portato via dalla corrente, risvegliando qualcosa di molto antico. In bilico tra la vita e la morte, aveva visto l’ombra scura emergere dalla caverna alle spalle dei mercenari. Non aveva ruggito e, muovendosi verso loro, non aveva fatto alcun rumore. Come poteva una creatura così grande avanzare a quel modo? Sforzandosi di non morire, aveva scorto l’ombra delle sue cinque teste avvicinarsi fino a sovrastarla. Solo a quel punto i mercenari si erano accorti di non essere soli. Quando si erano voltati, l’idra aveva emesso un sibilo per poi avventarsi su di loro. Neanche quello era stato un vero scontro.

Ancora oggi non sa perché la creatura lo fece, ma non fu certo per pietà. Dopo averli salvati dagli Hurd, il rettile dalle molte teste si era avvicinato loro mordendoli con delicatezza, iniettandogli nelle vene il proprio veleno. Aaron aveva gridato con tutto il fiato rimastogli in corpo, lei, invece, aveva chiuso gli occhi, assaporando il dolore che l’avrebbe trasformata in qualcosa di nuovo e completamente diverso.

Sono passati tre anni dal giorno della loro rinascita e oggi, emergendo dalla propria tenda, Aleia osserva il campo del torneo con i gialli occhi da rettile, simbolo della propria eredità. Oggi i sette pretendenti al trono di Arcania giostreranno per la corona che l’erede dell’Idra ha giurato di proteggere a costo della vita.

Racconto scritto per Associazione Culturale Universo Fantasy da Francesco Lodato.
Immagine realizzata da The Black Rabbit Art.

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