“LA GRANDE GUERRA” DI DIEGO ROMEO – RECENSIONE


La Grande Guerra - Romeo - Copertina

Ci sono libri che ti conquistano per una storia semplice e lineare e altri che, invece, scelgono di costruire davanti al lettore un intero universo, fatto di popoli, guerre, draghi, magie, alleanze e tradimenti. La grande guerra, primo volume della saga Lande Percorse, epic fantasy di Diego Romeo, appartiene decisamente alla seconda categoria.

L’autore

Nato a Napoli, si trasferisce a Roma all’età di 6 anni ed è qui che impara ad amare la cultura latina.
Nel 2002 si laurea in Lettere e Filosofia con indirizzo storico religioso. La scrittura fa da sempre parte della sua vita, e oltre al fantasy, spazia anche in altri generi.

Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La melodia salvò il popolo (‎ David and Matthaus, 2017), Mare Nostrum (Ensemble, 2018) e Viaggio all’inferno (Astro Edizioni, 2018).

La Trama

Nonostante gli sforzi, l’Impero Celeste sta ormai per cadere. Mentre l’ombra dell’Impero di Baal si allunga sulle terre civilizzate, un manipolo di Cavalieri del Drago tenta di salvare il salvabile con azioni eroiche al limite del suicidio. Ma quando anche l’Imperatore Lucius viene travolto, quando anche il legame più sacro viene spezzato, il vecchio Karl e il suo compagno alato comprendono di dover mettere da parte onore e orgoglio. Perché la vera battaglia non è più per il trono, ma contro il tempo stesso.

Storia e stile

Uno degli aspetti che mi ha colpita maggiormente è che, in mezzo a una storia ricchissima di elementi fantastici, quello che rimane più umano è il valore dei legami. L’amicizia porta i personaggi a compiere scelte estreme, la fedeltà diventa una forma di coraggio e il sacrificio assume un significato che va ben oltre la semplice guerra.

Ma c’è anche un altro tema che ho trovato particolarmente interessante: la paura. Non quella del nemico o della morte, ma quella molto più intima di non essere abbastanza.

È il sentimento che accompagna il giovane Lucius, costretto a raccogliere un’eredità enorme e a chiedersi continuamente se sarà mai all’altezza del padre. E la risposta che riceve dal suo maestro è forse uno dei passaggi più belli del romanzo: non deve diventare un’altra versione di chi lo ha preceduto, ma trovare la propria strada.

Lo stile è ricercato, descrittivo e molto attento alla costruzione dell’ambientazione. Non è una lettura che punta esclusivamente al ritmo, ma che vuole accompagnare il lettore dentro le Lande Percorse e farlo respirare attraverso i suoi personaggi e le sue vicende.

Le battaglie sono spettacolari, ma non sono soltanto scontri fra eserciti: dietro ogni duello, ogni perdita e ogni scelta si muovono personaggi legati da rapporti profondi, rivalità, amicizie e soprattutto da un forte senso dell’onore.

Particolare attenzione è posta poi sui duelli che non solo coinvolgono per il climax emotivo, ma sono anche costruiti con cura e attenzione su ogni singola mossa.

L’ambientazione

Fin dalle prime pagine ci si ritrova immersi in un mondo enorme e articolato, dove il fantasy classico incontra elementi steampunk e una forte componente militare.

Il romanzo è sicuramente molto ricco. A volte, forse, fin troppo. I personaggi sono numerosi, così come le razze, i luoghi, gli ordini, le gerarchie e gli elementi che compongono questo universo. È un mondo nel quale bisogna lasciarsi guidare dall’autore e concedersi il tempo di assimilare nomi, relazioni e avvenimenti. Proprio questa ricchezza, che per alcuni lettori può rappresentare un ostacolo, per altri può diventare invece uno dei punti di forza della saga.

Le ambientazioni sono numerose e ben costruite e più che perdersi nei particolari, tendono a lasciare impressioni profonde e durature. Ne è davvero un buon esempio il Piano Astrale, dove si ha davvero l’impressione di navigare in un nulla estraniante. Ci sono anche altre ambientazioni che sono appena accennate, come La Forgia o le terre degli elfi, che avrebbero davvero un gran potenziale e che speriamo possano avere più spazio nei successivi volumi della saga.

I personaggi

E poi ci sono loro: i personaggi.

Sono una vera e propria folla tanto che, almeno all’inizio, il lettore potrebbe sentirsi confuso. Tuttavia, Romeo lavora in punta di penna caratterizzando ognuno di loro, pagina dopo pagina, fino a creare ritratti credibili e sfaccettati.

Ogni personaggio ha la sua storia, la sua dose di rimpianti e le proprie aspirazioni. Ognuno di loro ha un carattere e un modo di esprimersi unici e inequivocabili tanto che, alla fine del volume, ci si ritrova a salutarli come vecchi amici.

Alcuni riescono davvero a lasciare il segno, soprattutto quando la loro forza non deriva soltanto dalle capacità combattive, ma dalle scelte che compiono.

Derfel, per esempio, rappresenta alla perfezione l’idea che non siano i titoli a rendere grande una persona, ma ciò che è disposta a fare per gli altri. La sua storia è una delle parti che mi ha davvero lasciato dentro qualcosa.

Conclusioni

La grande guerra, primo volume della saga Lande Percorse, epic fantasy di Diego Romeo è quindi un fantasy per chi ama perdersi in universi complessi, dove le battaglie sono solo una parte di una storia molto più grande. Una storia fatta di ideali, cadute, seconde possibilità, sacrifici e persone che, anche quando tutto sembra perduto, continuano a scegliere da che parte stare.

Non è una lettura semplice e immediata e richiede attenzione, soprattutto per la quantità di elementi che vengono messi in campo. Ma se si accetta di entrare nel mondo costruito da Diego Romeo, ci si ritrova davanti a una saga ambiziosa, ricca di immaginazione e con un’anima molto più umana di quanto la quantità di battaglie e creature fantastiche potrebbe far pensare.


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