“LO SCRIGNO CREMISI” di ANTONELLO VENDITTI – RECENSIONE


Lo Scrigno Cremisi, di Antonello Venditti. Copertina

Quando leggo un libro che mi piace davvero, di solito lo capisco già durante le prime pagine: continuo ad andare avanti con piacere, mi affeziono ai personaggi, sono curiosa di scoprire cosa succederà e, soprattutto, non sento mai il bisogno di staccarmi dalla storia. Anzi, cerco di approfittare di ogni momento libero per dedicarle tutta la mia attenzione.

Con Lo Scrigno Cremisi di Antonello Venditti, primo volume della Trilogia delle Mutazioni e splendido esempio di come il self publishing possa produrre delle opere di qualità, è successo esattamente questo.

L’autore

La fama di Antonello Venditti lo precede. Lo conosciamo tutti come grande artista visivo, illustratore e pittore che ha iniziato la sua carriera da giovanissimo arrivando, poi, a esporre le sue opere persino in Cina. Nel corso degli anni ha accumulato premi e riconoscimenti ed è noto al grande pubblico soprattutto per le meravigliose copertine realizzate negli ultimi anni per prestigiosi editori. 

La sua collaborazione con il Gruppo Editoriale Fanucci lo ha portato a illustrare le opere di maestri del genere come Robert Jordan, Robin Hobb e Raymond E. Feist. 

Nell’autunno del 2025 ha visto la luce il suo libro illustrato dal titolo Norse (Miti e Dei Vichinghi), pubblicato da Mirage Comics ed Eterea Edizioni. Sempre per Eterea, inoltre, il 28 ottobre sarà presentato a Lucca I Fiori del Male, una galleria di ritratti dedicata ai più celebri villain fantastici di cui Antonello ha curato tanto le illustrazioni quanto i testi.

Lo Scrigno Cremisi è il suo primo romanzo.

La trama

Rodash, la Città Torre che sfida il cielo, è un luogo in cui potere, desiderio e magia si intrecciano con la follia. Quando il mercante Barhal riporta alla luce lo Scrigno Cremisi — un misterioso uovo rubineo che nessuno riesce ad aprire e che tormenta i sogni degli uomini — e decide di donarlo al re Almon, la vita del giovane Kabian cambia per sempre.

D’un tratto trascinato in un mondo di intrighi, magie proibite e visioni inquietanti, il ragazzo dovrà imparare a distinguere il bene dal male. Ma mentre il potere muta uomini e regni, il legame con la sua famiglia resta l’unica luce capace di guidarlo nell’oscurità.

Storia e Stile

Gli intrecci narrativi, devo ammetterlo, mi hanno colpita.

La storia si sviluppa attraverso elementi e dinamiche che si tessono tra loro come un tessuto, mantenendo viva la curiosità e rendendo difficile fermarsi. Misteri, segreti e rivelazioni accompagnano il lettore pagina dopo pagina, insieme a colpi di scena che riescono a sorprendere e a lasciare aperte domande, alimentando il desiderio di scoprire cosa accadrà.

Anche lo stile di scrittura ha contribuito a rendere la lettura piacevole: il testo è scorrevole, le pagine avanzano facilmente e il ritmo narrativo coinvolgente. La narrazione riesce a costruire un mondo ricco e dettagliato senza perdere la sua fluidità e questo è stato, per me, uno degli elementi che ha reso la lettura così piacevole.

Ho apprezzato anche la presenza della mappa all’interno del volume, perché aiuta a orientarsi meglio all’interno del mondo di Venditti e ad averne una visione più concreta.

Fin dalle prime pagine mi sono trovata davanti a una storia che ho percepito come molto originale. Dopo tanti anni trascorsi a leggere fantasy, non è sempre facile trovare qualcosa che riesca a sorprenderti davvero e che, allo stesso tempo, non dia la sensazione di riproporre dinamiche già incontrate.

Questo romanzo, invece, è riuscito a coinvolgermi proprio perché ho trovato al suo interno qualcosa di diverso.

L’ambientazione

Di quest’opera ho realmente apprezzato il worldbuilding. Il mondo creato dall’autore, le creature che lo popolano e il modo in cui ogni elemento trova spazio all’interno della storia hanno contribuito a rendere la lettura ancora più interessante. Ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un universo che ha una propria identità, ricco e complesso, ma capace allo stesso tempo di coinvolgere il lettore senza appesantirlo.

Ho apprezzato anche la presenza di elementi più mistici e simbolici, che contribuiscono a rendere l’immaginario ancora più affascinante. Non so quanto di questi elementi nasca completamente dalla fantasia dell’autore e quanto, invece, possa richiamare credenze, leggende o simbolismi già esistenti, ma ho trovato stimolante il modo in cui si inseriscono nella narrazione, contribuendo a renderla ancora più ricca e particolare.

I Personaggi

E poi ci sono i personaggi. Non solo i protagonisti principali, ma anche quelli secondari che, probabilmente, rappresentano uno degli aspetti più interessanti della storia. La loro psicologia è approfondita e interessante: sono complessi, sfaccettati e mai superficiali. Hanno dinamiche interiori, paure, insicurezze e cambiamenti che li rendono ancora più immersivi.

È un aspetto che ho apprezzato molto, perché la componente fantastica non resta fine a sé stessa, ma si intreccia a una dimensione più psicologica e, soprattutto, umana.

Ed è qui che, secondo me, si trova uno dei grandi valori aggiunti della storia: tutti possono, in qualche modo, identificarsi in loro. Dopotutto, è proprio questo che rende una storia concreta e vicina al lettore: la possibilità di confrontarsi, immedesimarsi e riflettere sulle mille possibili alternative della realtà narrata. Tante sfaccettature all’interno della stessa storia, in una trama che riesce letteralmente a imprigionarti.

Conclusioni

Devo essere sincera: ho cercato di individuare qualche criticità, ma non ne ho trovate. È stata una di quelle letture in cui, semplicemente, per me tutto ha funzionato.

E quando sono arrivata alla fine, la prima sensazione è stata una sola: voglio leggere il secondo volume.

Non vedo l’ora di scoprire come proseguirà questa storia, perché Lo Scrigno Cremisi mi ha lasciato addosso quella curiosità che solo i libri capaci di coinvolgerti davvero riescono a creare e, con assoluta sincerità, posso dire che sia uno dei fantasy più belli che abbia letto negli ultimi anni.

Una lettura che mi ha ricordato ancora una volta quanto il fantasy italiano possa regalare opere originali e capaci di coinvolgere profondamente. E per me, questo è già un motivo più che sufficiente per consigliarlo.


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