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“CALIGONAUTI O QUEL CHE ACCADDE QUANDO GIUNSE LA NEBBIA” DI PIETRO ROTELLI – RECENSIONE

Caligonauti - Rotelli - Copertina

La notte viene avvolta da una strana nebbia e l’oscurità si espande nella foresta dove vive la tribù di Bruma e da dove Oceano spera di partire per scoprire il mondo. I due giovani, che ancora non si conoscono, verranno salvati da Martello, un leech pronto a difenderli dall’ignoto che dilaga tutt’intorno.

Per quale ragione la nebbia ha scelto proprio loro tre?

Caligonauti o Quel che accadde quando venne la nebbia è un fantasy-mystery di Pietro Rotelli.

Rotelli è ancheco-fondatore della Community per Storytellers MOKAPOP e fondatore del collettivo Ronin. Collabora come illustratore per alcune realtà editoriali, ma ama anche scrivere.

Il suo primo romanzo è Notturno, con Lettere Animate Editore.

Caligonauti è la sua seconda opera e fa parte anch’essa del ciclo Le Cronache dal mondo Dilà. Dello stesso autore si ricordano Detective Newton e Hotel Apocalisse: La stanza numero 30.

L’uomo con la barba sa già quello che sta per accadere: sospira, non può avvisarli.

Tre giovani si ritrovano a esplorare una caverna misteriosa, mentre all’esterno si diffondono la nebbia e l’oscurità. Bruma, Martello e Oceano sono ignari dello spettatore esterno che li tiene d’occhio nel loro percorso e che sembra già conoscere il loro destino.

In questa storia si affronta infatti il tema inerente al passaggio dell’eredità, di testimoni che passano da una mano all’altra in circoli viziosi. Come se il destino fosse già deciso e nessuno possa combatterlo.

E qui sorge un tema ancor più importante: il destino è inamovibile o lo si può costruire a nostro piacimento? La nostra vita dipende soltanto dalle scelte degli altri o anche dalle proprie?

Sono quesiti comuni all’essere umano e che l’autore ripropone in modo notevole. Tra l’altro, spingendo il lettore a riflettere e a sperare, in un certo senso, che il fato dei tre giovani possa cambiare.

Allo stesso tempo, però, l’autore fa percepire un senso di consapevolezza del futuro, come se noi stessi fossimo l’uomo con la barba che sa già tutto. E che, come appunto chi legge, osserva i tre protagonisti destreggiarsi nelle loro peripezie.

Apparve prima una mano enorme, dove ogni falange era una pietra connessa alle altre da strati di fango; poi, quando lo squarcio si allargò, una figura intera, gigantesca, rozzamente umanoide, ma fatta di fango e roccia impastati invece che di carne ed ossa, aveva scoperchiato la grotta e brancolava cercando in un anfratto, tra le stalagmiti.

La storia ci mostra non soltanto esseri umani come Bruma e Oceano, ma anche creature appartenenti al fantastico. Ne sono un esempio gli umanoidi pelosi chiamati leech, come Martello, golem giganteschi e strani esseri acquatici che richiamano le meduse.

In poche pagine, l’autore riesce a fornire informazioni sufficienti a comprendere l’aspetto e il modo di fare di queste creature, alternando descrizioni e dialoghi. Permette anche di farsi un’idea del tipo di comunità a cui appartengono gli esseri umani e in quali esseri superiori ripongano la loro fede.

In questo modo, il lettore è in grado di ricostruire il periodo storico e può lasciarsi affascinare dalle sue tradizioni.

Ci sono, è vero, degli elementi che risultano poco chiari. Tuttavia, è possibile che si tratti di una scelta stilistica dell’autore stesso. È infatti plausibile che Rotelli desiderasse lasciare quel tocco di mistero che, d’altronde, è proprio di ogni leggenda.

La storia riesce a essere coinvolgente grazie ai continui colpi di scena che si sposano incredibilmente bene con la scrittura scorrevole e svelta. Il lessico non è troppo ricercato, a volte un poco ripetitivo. Perlopiù, però, è coerente con il tipo di narrazione da mito epico che si va ad affrontare.

Nonostante questo, le descrizioni si incastrano bene nel testo: scrupolose quel tanto che basta per riuscire a portare il racconto a un un buon ritmo. Proprio grazie a questi intermezzi, il lettore riesce anzi a prendere fiato e a registrare bene gli eventi.

Oceano non riusciva a capire come mai due estranei che non gli erano neanche troppo simpatici adesso occupassero gran parte dei suoi pensieri. Tutto sommato ci aveva passato insieme al massimo qualche ora, eppure adesso sembravano essere stati insieme una vita.

Risulta incredibile che in così poche pagine, e con una tale velocità del testo, i sentimenti riescano a trovare il loro posto. Eppure, Rotelli ci riesce, permettendo al lettore d’immedesimarsi nei protagonisti e a condividere la loro confusione, la paura e il senso di urgenza esasperata per il caos che li ha travolti in così poco tempo.

Ci sentiamo di consigliare questo libro a chi cerca una lettura rapida e leggera ma anche a chi cerchi profondità, in un testo, e simbolismo. Se poi siete affascinati dalla cultura delle delle tribù native americane, questo libro è quello che fa per voi!

“CALIGONAUTI O QUEL CHE ACCADDE QUANDO GIUNSE LA NEBBIA” DI PIETRO ROTELLI – RECENSIONE was last modified: Settembre 21st, 2022 by Isabel Soledad Giacomelli
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