“LA PIETRA DELLA QUINTESSENZA VOL.2” di DANIELE SALVATO – RECENSIONE

La Pietra della Quintessenza - Salvato - Copertina

Bentrovati per un nuovo #lunedìdellerecensioni.

Oggi torniamo nel mondo #swordandsorcery di Daniele Salvato con il secondo volume di La Pietra della Quintessenza. Il terzo volume della trilogia, L’Ambasciatore delle Tenebre, è già presente in tutti gli store.

Warning! In quanto secondo volume, questa recensione contiene numerosi spoiler. Quindi, se siete curiosi di sapere qualcosa di più sulla saga, vi rimandiamo alla nostra recensione al primo volume a questo link.

La Trama

La Pietra di Hersimion, unica speranza di salvezza per Laxxilde, è andata distrutta.

I cambiamenti climatici hanno messo il regno in ginocchio, il popolo è in rivolta e il male sembra aver germogliato nei cuori della gente.

Per di più, la dolce principessa Finilde è in fin di vita a causa di una malattia che neppure i maghi sembrano poter contrastare.

Eppure, la speranza è l’ultima a morire e al chierico Leron e alla spia Otavlas viene affidata una nuova missione: recuperare la mitica Pietra della Quintessenza.

Il potente artefatto è nascosto sull’inquietante Isola degli Spiriti e protetta da forze sconosciute, ma i due eroi non possono tirarsi indietro e partono per affrontare l’ignoto.

L’autore

 Classe 1981, Daniele Salvato vive e lavora a Livorno.

La sua carriera di scrittore inizia nel 2012, quando il suo racconto breve Soggetto Zero viene pubblicato sulla rivista di narrativa horror, weird e fantasy Altrisogni. Nel 2013 pubblica con la 0111 Edizioni L’Ambasciatore delle Tenebre”. Nel 2017 scrive la sceneggiatura del corto horror Domine, selezionato in numerosi festival di genere e l’anno successivo il suo racconto In fondo non ci credo è stato incluso nella raccolta antologica Z di Zombie 2018.

Sempre nel 2018 pubblica Reboot 8092, il suo primo romanzo di fantascienza, scritto in collaborazione con Andrea Formichini, e conquista il secondo posto al Trofeo Cassiopea 2020.

Nel 2023, il cortometraggio La Luce alla finestra, diretto da Enrico Fernandez e tratto dall’omonimo racconto, viene selezionato in svariati festival cinematografici.

Il primo volume di La Pietra della Quintessenza è stato pubblicato nel 2024.

Storia e Stile

Come raramente accade, il secondo volume della trilogia mantiene le sue promesse e coinvolge il lettore fin dalle primissime pagine.

La storia è un susseguirsi di eventi che tengono incollati alla pagina, con continui riferimenti agli eventi e ai personaggi del primo volume, dimostrando in questo modo che nulla era puro esercizio di stile o riempitivo.

Ma, a differenza della prima parte, lascia anche spazio all’approfondimento della storia dei protagonisti e, soprattutto, alle loro riflessioni.

Nonostante si rifaccia a una mitologia abbastanza comune nell’ambito del fantasy, inoltre, Salvato riesce a essere originale sotto numerosi punti di vista anche, o forse soprattutto, negli ostacoli che pone sulla strada dei nostri campioni.

In modo particolare, è apprezzabile la gestione dei colpi di scena che si susseguono a ritmo frenetico rendendo quasi impossibile interrompere la lettura.

A livello prettamente stilistico, non c’è una grande differenza con la produzione precedente, ma forse questo può essere considerato un punto di forza.

La scrittura è semplice, diretta, lineare, incentrata in modo particolare sui dialoghi e la colloquialità senza dimenticare qualche elemento comico sparso qua e là.   

Ambientazione

Il secondo volume, come si suol dire, vive di rendita grazie all’accurato worldbuilding del primo. Il mondo in cui i personaggi si muovono risulta già familiare al lettore, tanto che bastano poche pennellate per riportarlo vivo alla sua immaginazione.

I nuovi scenari si inseriscono in modo perfetto in questa scacchiera immaginaria, ancora più affascinanti e di certo inquietanti.

Se proprio volessimo sottolineare un particolare interessante, sarebbe il cambiamento di “tinte” rispetto alla prima parte della storia. Se, infatti, nel primo volume, nonostante il precipitare degli eventi, i toni dominanti erano caldi, solari e rassicuranti, il taglio di luce in questa seconda parte cambia totalmente, divenendo più freddo e affilato.

Le tinte si fanno cupe, le ombre sono più accentuate e persino il calore del sole diviene una maledizione.

I Personaggi

Punto di forza principale sono senza dubbio i personaggi.

Finalmente, Salvato ci fa sapere qualcosa di più della loro storia, lasciando ai due protagonisti il compito essenziale di narrarsi.

In questo modo, tanto Leron quanto Otavlas acquistano umanità. Scopriamo altre loro sfaccettature, le insicurezze, i timori e i rimpianti.

Resta poi incredibile il modo in cui i due riescono a portare a termine le imprese più complesse per poi mandare tutto a carte quarantotto per una sciocchezza.

Soprattutto per quanto riguarda il chierico, si tratta di un elemento fondamentale per conquistare le simpatie del lettore. Un protagonista perfetto, troppo fortunato e senza macchia, infatti, ottiene quasi sempre l’effetto opposto (un po’ come succede con Topolino e Paperino di Walt Disney).

Dunque, questa loro goffaggine di base riesce nell’intento di renderli umani, oltre che di rendere la storia anche più interessante.

Unica nota dolente è il grande assente anche in questo secondo volume: l’antagonista.

L’autore, infatti, pone ancora davanti ai suoi protagonisti dei villain minori, rimandando lo scontro con il famigerato Negromante, la cui ombra si stende lunga fin dal primo volume, al terzo.

Per questa parte, dunque, possiamo solo restare in attesa.

Conclusioni

Se avete apprezzato il primo volume di La Pietra della Quintessenza di Daniela Salvato, di certo non potrete farvi sfuggire il secondo. Si tratta di una lettura che non potrà fare a meno di conquistare soprattutto i lettori dei primi esordi del fantastico in Italia ma che è adattissima anche ai più giovani per la sua facilità di lettura.


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