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“UN AFFARE PER ORECCHIE A PUNTA” di M. MAPONI – RECENSIONE

written by Arianna Giancola Settembre 22, 2025
Un affare per orecchie a punta - Maponi - Copertina

Un viaggio tra mistero e ironia

Bentrovati, amici del fantasy, per un nuovo #lunedìdellerecensioni.

Oggi ci occupiamo di Un affare per orecchie a punta, urban fantasy noir scritto da M. Maponi e pubblicato da Lumien Edizioni.

Trama

Per l’ispettore goblin Mannekin Hanter qualcosa nella morte della giovane ninfa Maggie Henzel proprio non torna.

Il suo istinto gli dice che la ragazza non può essersi suicidata e quel manifesto di Niemann Rhodi, candidato del Fronte Operaio, è un altro elemento che stona.

Mentre Virmgrado ribolle per le ingiustizie razziali e lo sfruttamento, l’indagine dell’ispettore diventerà una corsa contro il tempo: risolvere il caso è infatti l’unico modo per impedire che le tragedie degli anni neri si ripetano. O, almeno, questo è quello che spera. 

Biografia autore

M. Maponi, classe 1992, lavora come ingegnere informatico e aspetta la ribellione delle intelligenze artificiali per schierarsi con loro. Autore eclettico e imprevedibile, si occupa di fantascienza, fantasy, new weird, horror e realismo magico. Ha pubblicato due raccolte, Realtà e Contagio e Consulenza Blues e la novella di epica moderna Gavan al cuore del deserto giunse. Gestisce la rivista indie Alkalina, che ha fondato nel 2022.

Storia e stile

Quando ci si trova davanti a una storia come Un affare per orecchie a punta non si può fare a meno di essere grati. In un panorama di storie “sin troppo familiari”, Maponi porta una ventata di novità, trasformando un grande classico in qualcosa di davvero originale.

Un protagonista in stile Philip Marlowe, un’ambientazione che parla di critica sociale e che rimanda agli Anni di Piombo e una spolverata di fantasy per le caratterizzazioni: questi sono gli ingredienti di un cocktail davvero fantastico, servito con uno stile che si fa quasi un torto a definire solo “interessante”.

L’attacco non è semplice: l’autore letteralmente catapulta il lettore nel suo mondo, sommergendolo di nomi, informazioni, sensazioni e indizi. Ma, pian piano, con il proseguire dell’indagine, ogni informazione trova la sua collocazione. Come in un puzzle da diecimila pezzi che, però, dà ancora più soddisfazione riuscire a completare.

La storia si sviluppa con un ritmo incalzante, alternando momenti di suspense e passaggi più riflessivi. Ma anche nei suoi momenti più lenti, la narrazione non risulta mai inutile o oziosa: ogni passaggio, ogni errore e ogni dettaglio si rivelano infine componenti essenziali dell’indagine.

Nonostante questo, il nodo principale è rappresentato dalla critica sociale, dalla denuncia delle ingiustizie e dalla spinta alla riflessione. Un saggio critico mascherato da storia avvincente.

Lo stile di Maponi è caratterizzato da una prosa fresca, diretta e incisiva. I dialoghi sono serrati e una buona dose di sarcasmo rende la lettura piacevole e mai scontata.

L’autore gioca con i cliché, sovvertendoli e rinnovandoli con trovate originali e uno sguardo ironico che spesso strappa un sorriso o una memoria al lettore.

Ambientazioni

Le ambientazioni sono, senza ombra di dubbio, uno dei punti di forza del romanzo.

L’azione si concentra tutta nella città di Virmgrado, teatro di agitazioni e insoddisfazione, caratterizzata da classismo e ingiustizie sociali. Maponi riesce a creare atmosfere diametralmente opposte, spaziando tra le zone industriali, malsane, povere e sommerse dalle scorie, le dimore principesche e i marmi dei campus universitari.

L’ambientazione è parte integrante della narrazione, influisce sui personaggi, giustifica eventi e comportamenti. Seguendo passo passo Mannekin nella sua indagine, il lettore si ritrova a rivivere momenti storici differenti, in differenti parti del mondo: gli Anni di Piombo in Italia, il primo anteguerra in Irlanda, il secondo dopoguerra in America.

Un affare per orecchie a punta è una serie di fotografie antiche, di quella nostalgica qualità color seppia. Eppure, riesce a essere anche tanto contemporaneo da spingere alla riflessione.

Il mondo creato da M. Maponi è un’istantanea di un mondo in crisi che esiste sempre. Con colori differenti, forse, ma fin troppo tristemente attuale.

Personaggi

E in questo mondo così immersivo si muove una varietà di personaggi capaci di catturarti.

Maponi gioca sui cliché fin dal primo momento, presentandoci il suo ispettore Mannekin Hanter (già il nome è tutto un programma).

Duro e (quasi) puro, piegato dalla vita ma non vinto, antieroico per eccellenza, il goblin ricalca la classica rappresentazione dell’investigatore alla Humphrey Bogart privo del suo fascino magnetico.

Cocciuto e iracondo, ma tutto sommato più vero e reale di tanti, Mannekin punta alla verità per il bene comune. Intelligente e istintivo, si porta dietro un bagaglio di esperienze ingombrante, un passato che lo ha reso quello che è oggi nel bene e nel male.

Sfaccettato, poliedrico e vitale, è un personaggio che trova la perfezione nelle sue imperfezioni e che non si può fare a meno di amare.

Intorno a lui si muove tutta una serie di personaggi altrettanto caratteristici. Dal nano magnate dell’industria al povero operaio, dalla ricca studentessa elfa al rude poliziotto.

Personaggi sfaccettati, con una psicologia definita e spesso con un passato. Maponi non trascura nessun dettaglio.

Ci piacerebbe davvero poterli analizzare uno a uno, perché ci sarebbe quasi da scrivere un intero saggio. Ma mai come in questo caso, la necessità di evitare qualunque tipo di spoiler ci lega le mani.

Tutto quello che possiamo dirvi è che l’autore ci porta in un viaggio dalle stelle alle stalle e ritorno, attraverso stereotipi e cliché tanto insistiti da non poter essere casuali.   

Perché in questo romanzo lo stereotipo è una chiave di lettura e il motore dello sviluppo della trama.

Conclusione

Un affare per orecchie a punta di M. Maponi è un romanzo come non ci capitava da tempo.  Soprattutto, perché l’elemento fantastico è marginale (benché superbamente gestito), quasi ignorabile e facilmente sostituibile. Una sorta di velo dietro il quale si possono intravedere infinite altre realtà.

Per questo non ci limiteremo a consigliarlo agli amanti del fantasy che cercano qualcosa di nuovo, ma anche agli amanti del noir, dei gialli e degli investigativi. Se poi siete attratti dai temi sociali, troverete in questo romanzo l’allegoria perfetta.

Sicuramente, non è una lettura leggera, richiede applicazione e una buona dose di attenzione, ma è uno di quei romanzi che restano anche dopo l’ultima pagina, uno di quelli che vale davvero leggere e che si meritano un posto sulla vostra libreria.

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