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“AMBRA MAREA” – ALESSANDRO DEL GAUDIO – Recensione

written by Arianna Giancola Settembre 1, 2025
Ambra Marea - Del Gaudio - Copertina

Bentrovati, amici del fantasy!

Dopo la nostra pausa estiva, torna il #lunedìdellerecensioni con un urban fantasy autoconclusivo davvero particolare.

Stiamo parlando di Ambra Marea, di Alessandro Del Gaudio (edizioni PubMe).

L’autore

Torinese, classe 1974 e scrittore estremamente prolifico, a partire dal 2001 Alessandro Del Gaudio ci ha regalato una ventina di opere nell’ambito del fantastico.

Attualmente, l’autore lavora come bibliotecario presso l’Università di Torino e collabora a progetti di cittadinanza attiva nella periferia nord della città.

Tra le sue opere principali ricordiamo Metallo d’Ombra (Edizioni Il Foglio, 2012), Lacrima d’Ombra (Edizioni Il Foglio, 2014), Aurora d’Inverno (Collana Starlight, 2018), Tenebra Lux (Leucotea, 2018), Anello d’Ombra (Edizioni Il Foglio, 2019), Rintocchi di Clessidra (Amazon Book, 2020), Lo Specchio dell’Anima (Sága Edizioni, 2021), Ismeralda (Delos Digital, 2022), Pulsar Quantico (Sága Edizioni, 2022), Sporchi mondi incantati (PubMe – Collana Milos, 2023)e Ismeralda. La piuma sotto il mondo (Delos Digital, 2024), L’alba del Vespero (PubMe – Collana Milos, 2024) e Ambra Marea (PubMe – Collana Milos, 2024).

Con Tenebra Lux ha conquistato il terzo posto al concorso nazionale Trofeo Cittadella 2019.

Trama

Finalmente, Rialto abbandona la contea di Campiello per raggiungere l’Empireo, il quartiere universitario dove studierà per realizzare il suo sogno e diventare un antropologo. Il distacco non è facile, ma l’immenso campus, con le sue dinamiche, la diversità culturale e le nuove amicizie lo conquistano ben presto.

Tuttavia, la vita dello studente non è tranquilla come si era aspettato. Strani eventi si susseguono senza logica e alcuni fatti inquietanti spingono il giovane a indagare. Rialto ancora non lo sa, ma quegli eventi rischiano di minare l’equilibrio di Grandeburgo e del mondo intero.

La grande isola-stato, con il suo mosaico di quartieri e popolazioni, nasconde molti segreti e misteri e le leggende e i racconti che ogni bambino di Grandeburgo conosce si rivelano più reali di quanto avrebbe mai potuto pensare.

L’antico ordine dei Persi sarà la porta attraverso la quale Rialto scoprirà la verità.

Storia e Stile

Romanzo corale, con un intreccio politico degno di G.R.R, Martin, Ambra Marea è l’opera di uno scrittore ormai maturo, in grado di tenere le fila di una storia complessa e dalle mille sfaccettature.

La trama si evolve attraverso una miriade di ambientazioni, ognuna delle quali aggiunge dei personaggi complessi e un nuovo tassello al mistero.

La costruzione della storia è quindi, già di per sé, un piccolo capolavoro di equilibrismo, trasposta in una narrazione che si sviluppa in un crescendo di tensione e azione.

La parte iniziale è forse la più ostica da affrontare. C’è una certa lentezza di fondo, una dimensione quasi onirica in cui il protagonista, Rialto, si muove senza consapevolezza, cominciando a collezionare stranezze e domande.

Ma in un romanzo così lungo, quasi settecento pagine, è necessario che la scena venga in qualche modo preparata. Senza quelle premesse, infatti, sarebbe davvero difficile riuscire a comprendere le sfumature e i dettagli di una storia tanto complessa e articolata.

Pur strizzando l’occhio agli archetipi stessi del fantastico e del mitologico, andando a scavare in quelle che sono le radici della paura e dei desideri umani, Del Gaudio crea infatti qualcosa di estremamente originale e affascinante, un mondo nuovo, un sistema magico fresco e un “nemico” che vale davvero la pena affrontare.

E, con l’avanzare della lettura, il lettore viene premiato per la sua pazienza e fiducia, finendo per essere catapultato in un mondo unico e incredibile.

Il ritmo, infatti, è un crescendo costante, una caduta in accelerazione perpetua che lascia senza fiato.

La scrittura è matura, ritmata, capace di cogliere le sfumature e i dettagli senza perdere di vista l’immagine complessiva. Lo stile è curato, scorrevole, con solo qualche residua e trascurabile imperfezione.

Ogni evento, per quanto piccolo e all’apparenza superfluo, è invece un tassello essenziale non solo del viaggio dell’eroe, ma anche dell’evoluzione della storia.

Ogni battuta di dialogo è pensata e caratterizzata e ciò che conquista davvero è la capacità dell’autore di indagare le sfumature dell’animo umano.

La storia si muove tra introspezione e realtà, in un delicato equilibrio tra suspense e poesia.

L’ambientazione

L’ambientazione è senza ombra di dubbio il maggior punto di forza del romanzo.

L’isola-stato di Grandeburgo è lo scenario perfetto: composto da trenta quartieri o contee, permette all’autore di sbizzarrirsi, mettendo alla prova i suoi personaggi in contesti diametralmente opposti che in nessun altro caso potrebbero convivere in una stessa storia.

Campus universitari, ambientazioni boschive che fanno pensare alle dimore degli elfi tolkieniani, una piccola Venezia e una comunità montane che il lettore può immaginare sperduta tra i picchi della Norvegia. Dal fascino del medioevo alle strutture ipertecnologiche e futuristiche, città sommerse e su altre su palafitte, passando per le cupe tinte di sapore lovecraftiano, Del Gaudio crea un mosaico variegato e affascinante che non stanca mai, in cui il lettore passeggia a bocca aperta desideroso di scoprire di più.

Le descrizioni sono affascinanti, dettagliate eppure mai prolisse, quadri tratteggiati con maestria che rendono la lettura immersiva, restituendo non solo un luogo fisico, ma uno stato d’animo.

E, ciliegina sulla torta, le ambientazioni non sono mai mero sfondo, ma si intrecciano profondamente con gli eventi e le vicende interiori dei protagonisti, divenendo l’eco delle loro inquietudini e dei loro desideri.

Personaggi

Anche in questo caso, Alessandro Del Gaudio fa mostra delle sue straordinarie doti narrative. Presentato sin dall’inizio Rialto, il suo protagonista principale, come in un distillato attentamente curato, goccia a goccia, inserisce man mano nuove figure: co-protagonisti, spalle, gregari, avversari e nemici.

Per ognuno di essi crea un contesto, una caratterizzazione, una psicologia complessa e sfaccettata. Dona loro una storia, dei desideri, degli obiettivi… in poche parole, un’intera vita.

Una vera folla in cui, lo ammettiamo, il lettore fa talvolta un po’ fatica a raccapezzarsi dovendo, di tanto in tanto, fare mente locale tra nomi ed eventi.

Nonostante questo, come un giocoliere, l’autore riesce a tenere ben salde le redini della narrazione, conferendo a ognuno dei suoi personaggi profondità e motivazioni.

Come è ovvio, Rialto occupa gran parte della scena. La sua è senza dubbio l’evoluzione più articolata e complessa. 

Nella prima parte, quello che ci troviamo davanti è un giovane interessante. Appena entrato davvero nell’età adulta, curioso, proiettato verso il futuro senza tuttavia riuscire davvero a staccarsi dal passato, la prima impressione che abbiamo di lui è quella di “una foglia al vento”. Per quanto, a tratti, sia possibile intravedere dentro di lui una scintilla, una sorta di spregiudicatezza che lascia presagire qualcosa di più, al primo impatto sembra un po’ piatto, come se si limitasse a farsi trascinare dalla vita anziché viverla.

Con l’avanzare della storia (e, forse, un po’ troppo forzato dagli eventi), emerge però il suo vero potenziale. Non è un cambiamento netto, repentino, ma un lento trasformarsi in qualcosa di più. Un processo, un viaggio, che lo rende solo più reale e che permette al lettore di immedesimarsi in modo completo.

Anche Yomi ha attratto sin da subito le nostre simpatie: ribelle, provocante e provocativa, in rotta con il mondo e fedele solo a se stessa, rappresenta la parte decisa e sconsiderata in perfetta contrapposizione con Rialto. Lei non lascia mai che siano gli eventi a trascinarla, non permette che la corrente la trascini via: impugna la sua vita come il suo pugnale e decide per sé.

Eviteremo di citare la maggior parte degli altri personaggi, in parte perché sono davvero troppi per trattarli in questa sede e, in parte, perché sarebbe impossibile farlo evitando gli spoiler. Tuttavia, non è possibile prescindere da qualche considerazione sugli antagonisti.

Senza scendere nei dettagli, per non rovinare la sorpresa durante la lettura, ad Alessandro Del Gaudio bisogna riconoscere un grande merito: sa creare i cattivi.

Anche in questo caso, assistiamo a un’evoluzione. Se all’inizio sembravano semplicemente l’incarnazione della malvagità, con il procedere della narrazione ci troviamo a scoprire nuove sfaccettature e motivazioni. Non condivisibili, certo (non è questo il caso in cui si possa empatizzare anche solo in parte con gli antagonisti), ma non sono neppure figure piatte votate al male. Pagina dopo pagina, acquistano spessore e tridimensionalità e, in qualche modo, riescono a imporre la loro visione distorta e, in qualche modo, affascinante.

Dunque, anche i personaggi sono un punto di forza del romanzo: per quanto numerosi, infatti, nessuno di loro appare come semplice funzione narrativa: ognuno ha una sua storia, un suo peso, una voce distinta e riconoscibile.

Conclusioni

In conclusione, Ambra Marea di Alessandro Del Gaudio è un grande romanzo, che riesce a intrecciare una storia di ritorni e perdite con uno stile maturo, capace di emozionare e avvincere e che tiene incollati fino all’ultima pagina.

Di certo, non è un romanzo per tutti. Richiede concentrazione e dedizione, tempo e, talvolta, un certo sforzo mentale.  Non è qualcosa che si possa leggere a tempo perso, ma che va bevuto a grandi sorsi con partecipazione.

Eppure, è un romanzo che ripaga appieno ogni “sforzo” e al quale vale davvero la pena di dedicare qualche ora della nostra vita. Lo consigliamo quindi ai lettori più appassionati e smaliziati, a chi ama immergersi a fondo nella lettura e a chi cerca non solo una storia, ma un’esperienza profonda.

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